Cronaca Modica 12/02/2016 13:14 Notizia letta: 2925 volte

Scoperto l'anonimo che inviava messaggi terroristici, per amore

Aveva terrorizzato i destinatari delle sue missive
http://www.ragusanews.com/resizer/resize.php?url=http://www.ragusanews.com//immagini_articoli/12-02-2016/1455279293-0-scioperto-l-anonimo-che-inviava-messaggi-terroristici.jpg&size=750x500c0

Modica - Minacciava la Questura di Ragusa, alcuni istituti scolastici di Modica, due ospedali di Palermo e una sala convegni di Rimini con messaggi inneggianti al terrorismo, ma alla base di tutto c’era la fine di una storia d’amore. L’uomo, che risiede in provincia di Modena, è stato identificato al termine di una complessa attività di indagine condotta DIGOS della Questura di Ragusa e dalla Polizia Postale e delle Comunicazioni di Ragusa. Messaggi e telefonate inneggianti allo Stato Islamico e minacciando azioni terroristiche: l’accusa è quella di procurato allarme. Gli investigatori della Polizia di Stato di Ragusa hanno appurato che sia le connessioni utilizzate per inviare i messaggi alle scuole di Modica che le telefonate effettuate per mettere in atto i procurati allarmi presso la Questura di Ragusa, il sito di Rimini e i presidi sanitari di Palermo, erano state effettuate con sofisticati sistemi che alteravano l’identità del reale mittente. Le indagini tecniche hanno fatto emergere che l’autore di questi messaggi fosse stato spinto dalla volontà di ritorsione nei confronti di alcuni soggetti ritenuti responsabili della fine del rapporto sentimentale che aveva intrapreso con un’adolescente residente nella provincia di Ragusa, un legame nato e sviluppatosi anche su vari social network e di fatto finito dopo circa tre anni. La minore, inoltre, ha dovuto subire richieste sempre più insistenti di fornire al suo “vessatore” immagini autoprodotte, dove appariva talvolta anche in abiti succinti. Quando la ragazzina non è stata più disposta a continuare, ha interrotto bruscamente la relazione “virtuale” con l’uomo che l’ha minacciata di diffondere le foto di cui era in possesso: il ragazzo modenese è riuscito a farsi comunicare dalla vittima anche i numeri di telefono di alcuni suoi contatti facebook, gli stessi a cui ha attribuito la fine del suo rapporto amoroso. All’interno dell’abitazione del ragazzo, gli investigatori hanno trovato copia di un articolo di stampa di un quotidiano locale relativo alla denuncia di un soggetto per aver inneggiato al jihad, varie armi giocattolo, un coltello ad apertura a farfalla, un Taser; l’uomo era anche gestore di svariati profili facebook contenenti numerose immagini di soggetti armati, sui quali è tuttora in corso attività investigativa.

Irene Savasta
http://www.ragusanews.com//immagini_banner/1505383848-3-peugeot.jpg