Cronaca Modica 17/02/2016 08:28 Notizia letta: 6010 volte

Truffe con postepay a Modica, 5 arresti. FOTO

Sono catanesi
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Modica -  Sono state arrestate quattro persone nell’ambito dell’operazione “Postepay”, la truffa ai danni di commercianti e tabaccai della Sicilia. Si tratta di Pasquale Bellia, catanese, classe ’61, pregiudicato. Antonio Santonocito, catanese, classe ’83, pregiudicato. Entrambi, sono stati sottoposti alla custodia cautelare in carcere. Daniele Compagnini, catanese, classe ’85, incensurato nullafacente, Gianluca Alaimo, catanese, classe ’94, incensurato e Cettina D’Agata, catanese, classe ’83, casalinga incensurata, sono stati sottoposti agli arresti domiciliari. Era una vera e propria associazione a delinquere finalizzata alle truffe ed è stata sgominata alle prime luci dell’alba dai Carabinieri di Modica che hanno dato esecuzione ad un’ordinanza applicativa di misure cautelari emessa dal G.I.P. del tribunale di Ragusa su richiesta del Pubblico Ministero, Valentina Botti, titolare dell’indagine condotta dai Carabinieri. Gli elementi sono stati ricavati dalle querele e dai riconoscimenti effettuati da parte delle vittime e dagli accertamenti svolti sulle carte “Postepay” utilizzate per acquisire il profitto delle truffe. Le indagini sono iniziate a luglio 2015 a seguito di una denuncia effettuata dal proprietario di una tabaccheria ai Carabinieri di Ispica: si è scoperto che una serie indeterminata di truffe erano avvenute non solo in tutto il territorio ragusano, in particolare a Pozzallo, Scicli, Scoglitti, Vittoria e Modica, ma anche in altre province della Sicilia. Il modus operandi era sempre lo stesso: due dei soggetti, alternativamente, si recavano presso l’attività prescelta (solitamente tabaccai, ricevitorie e bar) e, dopo aver atteso il momento giusto per compiere la truffa, quando ad esempio vi era molta gente, chiedevano all’esercente di caricare la Postepay per importi tra i 500 e 600 euro. Una volta ottenuta la ricarica, al momento di pagare, chiedevano di poter corrispondere la somma con  una carta bancomat, ben consapevoli del fatto che il sistema SISAL non accetta i pagamenti tramite POS, ma solo in contanti. A questo punto, fingendo di non essere a conoscenza di tale circostanza, l’autore della truffa rassicurava il gestore dell’esercizio commerciale dicendogli che si sarebbe recato presso il più vicino bancomat per prelevare la somma necessaria. Ma, una volta usciti dall’attività si davano alla fuga. Talvolta, lasciavano in pegno ai gestori un documento falso o una fotocopia illeggibile. Dall’attività investigativa condotta dai militari dell’Arma, è stato possibile individuare i promotori ed organizzatori dell’associazione criminale: sono risultati essere Pasquale Bellia ed Antonio Santonocito, entrambi sempre presenti nella fase esecutiva dei reati. Tra l’altro già nell’anno 2012, erano stati destinatari di un provvedimento restrittivo per gli stessi reati di associazione finalizzata alla truffa commessi nella Provincia di Messina con analogo modus operandi. I profitti illeciti ricavati dagli indagati potrebbe ammontare a decine di migliaia di euro. Al termine delle formalità di rito, Bellia e Santonocito sono stati tradotti presso la Casa Circondariale di Catania, mentre gli altri tre sono stati sottoposti agli arresti domiciliari presso le rispettive abitazioni. Le indagini proseguono per risalire ad altre vittime che, per vari motivi,  potrebbero non aver fatto la denuncia. I carabinieri, infatti, invitano coloro che avessero subito analoghi reati a recarsi in caserma per denunciare i fatti.

Irene Savasta
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