Giudiziaria Vittoria 17/02/2016 13:12 Notizia letta: 4595 volte

Marco Pepi: Dezio? ucciso da papà

5 coltellate
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Vittoria - Sono giorni decisivi per i due fatti di cronaca che hanno insanguinato Vittoria fra la fine di gennaio e gli inizi di febbraio. Tutti, infatti, ricordano il caso Saillant, il vigile del fuoco ucciso da Filippo Assenza per motivi passionali, e il caso Dezio, l’agricoltore ucciso nella sua proprietà da Gaetano Pepi, accusato però insieme ai suoi tre figli. Il tribunale del riesame ha esaminato ieri i due ricorsi. In entrambi i casi il collegio si è riservato. Per quanto riguarda l’omicidio Saillant, l’accusa è quella di omicidio premeditato nei confronti di Filippo Assenza, commerciante vittoriese di 56 anni ma da anni residente a Londra. L’uomo ha confessato di aver ucciso il pompiere perché aveva una relazione con sua moglie, ma ha sempre parlato di delitto d’impeto e mai di premeditazione. La difesa, sostenuta dagli avvocati Daniele Scrofani ed Enrico Cultrone, ha sempre sostenuto che Assenza, arrivato a Vittoria il 22 gennaio, sarebbe dovuto ripartire il 31 e quindi avrebbe potuto organizzare meglio il delitto, se ci fosse stata premeditazione. Per quanto riguarda il caso Giuseppe Dezio, l’agricoltore di 64 anni ucciso il 2 febbraio nella sua campagna in C/da Alcerito, sono in carcere Gaetano Pepi, 70 anni, e i suoi tre figli Marco di 25 anni, Alessandro di 38 e Antonino di 42, accusati di omicidio in concorso e tutti difesi dall’avvocato Santino Garufi. Al tribunale del riesame si è presentato solo Marco Pepi, il più giovane della famiglia, confermando la versione data sin dal primo momento dal padre: ad uccidere è stato Gaetano Pepi in difesa del figlio Alessandro, che era stato aggredito.

L’autopsia sul corpo di Dezio ha stabilito che l’uomo è morto per aver ricevuto 5 coltellate. L’avvocato Garufi ha chiesto l’annullamento dell’ordinanza per i tre fratelli in quanto la versione fornita ai Carabinieri sarebbe contraddittoria. Per Gaetano Pepi, il padre, chiede i domiciliari o in subordine, per i tre fratelli la misura degli obblighi di dimora o di firma. Sempre secondo la difesa, Dezio aveva tre coltelli quel giorno: uno avrebbe colpito Alessandro (refertato al pronto soccorso alle 14.50 con ferite da taglio), gli altri due sarebbero stati trovati addosso alla vittima.

Irene Savasta