Attualità Chiaramonte Gulfi 19/02/2016 10:08 Notizia letta: 6239 volte

Giovanni e la pensione dimenticata

Una vicenda assurda
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Chiaramonte Gulfi - Uomini contro la burocrazia: battaglia impari, si sa già chi purtroppo perderà. Se poi parliamo dell’intricato mondo del sistema pensionistico, il nodo non può fare altro che aggrovigliarsi ancora di più. A costo di rimetterci sei mesi di pensione e di essere costretti a ricorrere alle vie legali per cercare di capire almeno quale sia il problema. E’ questa la disavventura capitata ad un architetto e insegnante di Chiaramonte, Giovanni Ingallinera, 66 anni, che dal 1995 al 2015 ha insegnato a scuola media Arte e Immagini, rimbalzato da un funzionario all’altro e da una sede INPS all’altra. E ancora, non si riesce a capire quale sia il suo problema. Per raggiunti limiti d’età, come normalmente accade, a gennaio 2015 il professore fa una domanda di pensione di vecchiaia in totalizzazione, cioè chiede il ricongiungimento non oneroso dei vari periodi della vita assicurativa. In pratica, vengono sommati gli anni di lavoro come architetto, due di servizio civile e venti di servizio a scuola. In totale, 42 anni. Tutto normale, tutto regolare, così come normalmente accade a migliaia di persone. E invece no. E’ stato soltanto l’inizio di una disavventura che ancora non si è conclusa.

Professor Ingallinera, esattamente, che cos’è accaduto?
“Il Provveditorato mi ha messo a riposo già dal primo settembre 2015. Io ho fatto una richiesta all’INPS e non avendo ricevuto nessuna comunicazione si ritiene che la pratica sia stata accettata. Dopo aver aspettato 60 giorni, il tempo cioè per l’istruzione della pratica, chiamo la sede e poi mi presento all’ufficio INPDAP di Ragusa, perché prima era la cassa degli impiegati pubblici, poi è stata accorpata all’INPS. Qui, faccio una bella scoperta: la mia pensione e il fascicolo non è a Ragusa, bensì a Caltagirone. I funzionari mi dicono che le pensioni in totalizzazione della provincia di Ragusa vengono trattate da Caltagirone. Ma io, ovviamente, ignoravo tutto questo”.

A questo punto, ha risolto il problema?
“No, perché invece di darmi delle risposte, mi invitano a telefonare al funzionario di Caltagirone. Apprendo che la mia pratica è in regola, manca solo la documentazione INARCASSA, cioè la cassa ingegneri e architetti. Contatto allora INARCASSA e mi rispondono che la pratica è in regola e che è già stata messa in liquidazione per il primo settembre 2016 anziché per il primo settembre 2015, così come richiesto dall’INPS”.

Cioè le dovrebbero dare la pensione con un anno di ritardo?
“Si. Allora ricontatto l’INPS per informarla di questo errore e chiedere di correggerlo. Ma purtroppo i contatti con Caltagirone finiscono per la morte del funzionario. Allora, decido di sollecitare il patronato CGIL di Ragusa che si mette in contatto con alcuni funzionari INPS di Ragusa per capire a che punto è la pratica. La risposta è sempre la stessa: chiamate Caltagirone. Ma il nuovo funzionario di Caltagirone non ha saputo dare risposte, né ha saputo dire quando la pratica potrà essere istruita”.

Ha pensato di rivolgersi ad un legale?
“A fine 2015 si, mi affido al legale della CGIL che fa una richiesta formale di accesso agli atti a Ragusa. La risposta, però, arriva da Catania. Il nuovo responsabile del procedimento non si pronuncia sulla richiesta di accesso agli atti ma ribadisce che aspettano i documenti INARCASSA. Il legale, ribadisce la richiesta ma la risposta è spiazzante: sostanzialmente, de facto, eludono la richiesta di accesso agli atti e mi dicono che io dovrei ancora lavorare a scuola in quanto la mia pensione scatterebbe il primo settembre 2016, ma non è assolutamente vero perché secondo la circolare dell’INPS vigente, la numero 37del 14 marzo 2012, circolare che loro stessi citano, l’accesso alla pensione matura l’anno scolastico successivo al compimento dei 65 anni e tre mesi. E quindi, l’anno scolastico successivo è il primo settembre 2015”.

Perché ci ha raccontato questa disavventura?
“Io mi chiedo come mai l’INPS non mi ha mai comunicato dove si trovava la mia pratica? Chi è il responsabile del mio procedimento? Per avere informazioni a chi devo rivolgermi? Mi devo spostare a Catania? Di fatto, queste due risposte hanno negato l’accesso ai miei documenti”.

Che cosa farà adesso?
“Sono in attesa di valutare con il mio legale un’azione penale in merito a questo rifiuto de facto. Fermo restando che il procedimento amministrativo andrà avanti, stiamo valutando l’ipotesi di un’azione penale”.

Irene Savasta
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