Cultura Cartoni animati 21/02/2016 14:05 Notizia letta: 2145 volte

Full Metal Alchemist

L’alchimia per scopi militari.
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“Volevamo rivedere il sorriso di nostra madre”. E’ con queste parole che i fratelli Alphonse ed Edward Elric spiegano il motivo per cui hanno violato un tabù: cercare di riportare in vita un essere umano. Inizia così uno dei manga capolavoro degli ultimi anni, la rivelazione di una mangaka esordiente che ha saputo narrare vicende complesse, dilemmi morali e orrori di guerra in uno shonen adatto anche ad un pubblico adulto. Stiamo parlando di Full Metal Alchemist, un manga prodotto nel 2001 scritto da Hiromu Arakawa e conosciuto in Italia grazie a due serie animate andate in onda su MTV e sul canale Sky Manga: la prima, andata in onda nel 2003 e la seconda nel 2009, denominata “Brotherhood”, composta da 64 episodi, l’unica che ha seguito in maniera fedele le vicende descritte nel manga. Ambientato agli inizi del ‘900 nell’immaginario mondo di Amestris, Full Metal Alchemist (FMA), può sembrare il classico viaggio di formazione di due ragazzi che, spinti dalla ricerca di un oggetto magico, incontrano diversi ostacoli lungo il loro percorso fino al raggiungimento dello scopo. Invece, FMA non è nulla di tutto questo, o meglio, inizia come il classico percorso di formazione di un eroe, ma termina con la presa di coscienza dei propri limiti e dei propri errori, tanto da rinunciare lungo questo cammino all’oggetto magico che all’inizio ha spinto l’azione. I nostri due fratelli, il cui protagonista indiscusso è Ed, sono alla ricerca di un mitico oggetto: la pietra filosofale. Nel mondo di Full Metal Alchemist, infatti, l’alchimia è una scienza che serve principalmente per scopi militari.

IL PRINCIPIO DELLO SCAMBIO EQUIVALENTE
Una lezione priva di dolore non ha nessun valore e nulla si ottiene senza dare in cambio qualcosa che abbia il medesimo valore. E’ questo il principio dello scambio equivalente, alla base dell’alchimia e dell’intera vicenda. I due fratelli Elric, in tenera età, dopo che il loro padre li ha abbandonati, vivono da soli con la madre Trisha che, purtroppo, un giorno si ammala e muore. Ed, che ha ereditato la genialità del padre, nonostante avesse appena cinque anni, inizia a documentarsi su come riuscire a compiere una trasmutazione umana per cercare di riportare in vita la madre, pur sapendo di violare un tabù. Qualcosa, durante la trasmutazione, va storto: Ed, infatti, perde una gamba e il fratello Al, invece, tutto il corpo. Per cercare di tenere sulla terra il fratello, Ed sacrifica il proprio braccio e riesce a legare l’anima di Al in un’armatura. Ciò che creano è una “cosa” che non ha nulla di umano, ma che comunque è viva. Nonostante l’incidente, le capacità dei bambini vengono notate dai “cani dell’esercito”: il colonnello Roy Mustang “Alchimista di fuoco”, fa si che anche Ed diventi un alchimista di stato. L’esercito, infatti, ha un ruolo fondamentale: proteggere Amestris dalle continue guerre civili grazie anche agli alchimisti, utilizzati come “armi umane”. Per cercare di riavere indietro i propri corpi e per avere anche risorse economiche e accesso ai libri, Ed accetta di diventare un “cane dell’esercito” e diventa alchimista di stato a 15 anni. Il loro scopo, in realtà, è quello di trovare un oggetto leggendario, la pietra filosofale, in grado di annullare il principio dello scambio equivalente e riottenere, così, i propri corpi.

LA GUERRA CIVILE, GLI HOMUNCULUS, L’ESERCITO
La vicenda, dunque, prende il via da queste premesse: eppure, lungo il percorso, i due rinunceranno a recuperare i propri corpi utilizzando la pietra filosofale. Si scopre, infatti, che la pietra è formata dall’essenza di molte persone utilizzate come sacrifici umani e che le guerre civili sono state scatenate da degli esseri artificiali, i veri antagonisti della serie, denominati homunculus, nati da un essere chiamato “Padre” che si è liberato dei propri peccati capitali per incarnarli in questi esseri umani artificiali che vivono grazie alle pietre filosofali. Si scoprirà che i piani alti dell’esercito sono sotto il controllo degli homunculi e che il piano del padre è quello di creare un’enorme pietra filosofale con l’intera popolazione di Amestris. Il manga propone delle riflessioni importanti su quello che parte come un viaggio con fini che potremmo definire egoistici ma che invece diventa la metafora di una crescita morale e individuale. Macchinazioni, una trama molto articolata e caratterizzazioni psicologiche importanti alternate a momenti di comicità spassosa: sono questi gli ingredienti che rendono questo manga indimenticabile, oltre ad importanti riflessioni sulla natura umana, sui limiti della conoscenza, sul razzismo e sugli orrori della guerra.

LA VERITA’
Il finale è uno dei più belli e commoventi. Durante la battaglia finale contro il padre, Al sacrifica la propria vita per permettere al fratello di avere indietro il braccio e combattere contro il “Padre”. Ma Ed, decide di compiere una trasmutazione umana su sé stesso e, arrivato di fronte al portale della “Verità”, offre il proprio portale della conoscenza alchemica in cambio del corpo del fratello. La “Verità” sorride, si dichiara battuta e concede ad Al di tornare indietro. Alla fine della storia, Ed non riacquista la propria gamba e perde la capacità di usare l’alchimia, ma ha permesso all’amato fratello di riavere il proprio corpo e così ha potuto mantenere la promessa fattagli tanti anni prima.

Irene Savasta
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