Appuntamenti Vittoria 24/02/2016 17:21 Notizia letta: 50 volte

Simultanea Barbante-Nigro a Vittoria

Dal 26 febbraio al 6 marzo
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Vittoria - Riprendono le mostre d’arte all’associazione culturale Factori di Vittoria. Da venerdì 26 febbraio fino a domenica 6 marzo, l’associazione culturale (che si trova via Principe Umberto 147 a Vittoria) proporrà ai visitatori la mostra “SIMULTANEA” a cura dei maestri Arturo Barbante e Michele Nigro. Entrambi vittoriesi di nascita, rappresentato due veri e propri pilastri dell’arte e della cultura non solo a livello locale ma di più ampio respiro.

Il maestro Barbante è stato docente di Storia dell’arte e tra i realizzatori delle manifestazioni “Re Cucco” di Scoglitti e del “presepe monumentale notturno” di Vittoria, nonché consulente culturale della città ed ha curato i costumi e le scenografie del Dramma Sacro.

Il maestro Nigro è stato tra i pionieri del rilancio del centro storico cittadino insediando il suo laboratorio prima in via Cavour e successivamente in via Marsala, dove ancor’oggi realizza e propone le sue opere.

Il taglio del nastro è previsto venerdì 26 febbraio alle 19 mentre la mostra sarà visitabile tutti i giorni dalle 19 alle 22 fino a domenica 6 marzo.


Vi proponiamo di seguito il testo critico a cura di Gianluca Gulino

Vi sono alcuni mirabolanti punti dello spazio da cui si scorgono tutti i luoghi della città, senza confondersi ma in simultanea: il microcosmo di mistici e cabalisti, l'Aleph transfinito, il conatus dell'artista produttore di immagini. Simultanea la visione, in successione ciò che annoto, perchè tale uso il linguaggio consente:
Vidi vicoli, strade e palazzi, vestigia del passato e veicoli bizzarri dell'industria, vidi grappoli, casse, frutti esotici e nostrani, vidi il giorno e la notte in città strette, vidi colori inconcepibili, paesaggi e scorci antieuclidei, vidi un rosso gatto nel cuore della piazza, vidi i pennacchi, il pettorale e finimenti ornati di raso, di specchi ed ottone degli aviti destrieri, vidi le croci sul Golgota erette e un teatro neoclassico, vidi membra promiscue e le correnti vorticose del desiderio, vidi placide marine e pesci mostruosi divorare le strade, vidi inediti supporti, oggetti quotidiani, vidi il mal di vivere in una cicca schiacciata, vidi la bellezza e il degrado, vidi rifiuti a legioni, vidi il bronzeo corpo di Johannes protettore, che un tempo ci serbò ed ora è corrucciato, vidi ortaggi a profusione, vidi il volto di un uomo che amava la sua città tanto da risolversi in essa.
Avverto la circolazione del mio sangue, e provo un brivido di vertigine: la sintesi risulta catartica, l'impressione è di tornare a tutte le cose, di vincere l'oblio..
Sentiamo infinito piacere, infinita pena: il piacere dell'esperienza estetica, la pena per la nostra aiola, che l'arte trasfigura e la realtà s'incarica di deturpare.
Riuscirà mai l'arte a salvare il mondo.., maestro, Borges?

Redazione
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