Giudiziaria Santa Croce Camerina 24/02/2016 15:35 Notizia letta: 3683 volte

Le telecamere non hanno mai inquadrato Andrea Stival

Il grande fratello smentisce Veronica
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Santa Croce Camerina - La versione fornita da Veronica Panarello durante l’interrogatorio del 19 febbraio durato più di dodici ore di fronte al PM Marco Rota, non sembrerebbe essere stata suffragata dalle 40 telecamere di Santa Croce, anche se comunque potrebbe riaprire il processo per l’omicidio del piccolo Loris Stival.

La versione fornita dalla donna prima alla psicologa del carcere e poi successivamente confermata in interrogatorio, sembrerebbe, però, non convincere del tutto la magistratura iblea visto che comunque rimangono da verificare molti punti oscuri. Com’è noto, infatti, la donna ha accusato dell’omicidio il suocero, nonché nonno di Loris, Andrea Stival, 53 anni, che è stato iscritto nel registro degli indagati come “atto dovuto” anche se la data del suo interrogatorio non è stata ancora fissata. Veronica, infatti, avrebbe dichiarato che lei e nonno Stival erano in realtà amanti e che il piccolo Loris avrebbe visto tutto e minacciato di raccontare la faccenda al padre. La donna, per la prima volta, fornisce comunque un movente. Un movente che per tanti mesi è rimasto oscuro anche se non si comprende il motivo per cui la donna abbia taciuto per così tanto tempo. Per paura di ripercussioni nei confronti del figlio più piccolo e perché ha ricordato tutto di fronte alla tomba di Loris, è stato detto. Andrea Stival, dunque, secondo Veronica avrebbe strangolato il nipotino ma non con una fascetta da elettricista, bensì con un cavetto USB da computer. Anche la faccenda dell’arma del delitto resta tutta da verificare, visto che l’autopsia ha decretato che erano state usate le fascette e non un cavetto da computer. Andrea Stival, però, sin dal primo momento ha rispedito al mittente le accuse fatte dalla nuora, accusandola di essere “folle” e minacciando querele. Il ruolo della donna, tra l’altro, in questa nuova versione, è notevolmente ridimensionato, visto che si sarebbe limitata soltanto a mettere le fascette ai polsi del bambino e, in un secondo momento, avrebbe aiutato Andrea Stival a disfarsi del corpo gettandolo al canalone del Mulino Vecchio. Ma il punto da chiarire resta comunque uno e uno soltanto: le telecamere che sin dal primo momento sono state le vere protagoniste di questa assurda e triste vicenda. Il fatto che il nonno di Loris non venga mai ripreso nei pressi dell’abitazione della donna durante l’ora del delitto pesa come un macigno sulla nuova versione di Veronica. Tra l’altro, Polizia e Carabinieri avevano già scandagliato la vita di Andrea Stival controllando anche i tabulati e l’accesso a internet ma non era emerso niente di significativo. Veronica, però, da una sua versione in merito al “silenzio” delle telecamere di Santa Croce: il giorno del delitto, infatti, avrebbe incontrato Andrea Stival mentre tornava da scuola dopo aver accompagnato il figlio più piccolo. Il suocero si sarebbe sdraiato sul sedile posteriore per non farsi notare e poi sarebbero saliti insieme in casa dove c’era Loris ad aspettarli. Il piccolo avrebbe minacciato i due di rivelare la relazione al padre e a quel punto Andrea Stival l’avrebbe strangolato con il cavo USB e lei, nel frattempo, avrebbe messo le fascette ai polsi per tenerlo fermo. Poi, insieme si erano disfatti del corpo gettandolo nel canalone.

Irene Savasta