Cultura Scicli 25/02/2016 13:37 Notizia letta: 3010 volte

Quella stanza, cento anni fa, valeva mille lire

I mobili, gli arredi liberty
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Scicli - E’ una stanza famosa in tutta Italia. E’ quella del questore Luca Bonetti Alderighi ma prima ancora è quella del sindaco di Scicli. Ma non tutti sanno che quei mobili e quegli arredamenti vennero acquistati nel 1908 per volere del consiglio comunale e che prima la stanza era talmente spoglia da costringere il sindaco a prendere le sedie nella stanza del segretario. Anche il prezzo della spesa, ai nostri occhi contemporanei, ci appare talmente modesto da farci suscitare un sorriso. Ebbene costò mille lire l’arredo di quella stanza. Una spesa che venne definita “convenientissima” dai consiglieri comunali che il 22 febbraio 1908 furono chiamati ad approvare il punto all’ordine del giorno che prevedeva, appunto, l’addobbo del gabinetto del sindaco, così come riporta un articolo sul “Giornale di Scicli” del 2008 scritto dal preside Franco Ragazzo. L’autore, infatti, grazie ad una ricerca in archivio, ha recuperato una delibera del consiglio comunale in cui venne approvata la spesa per consentire l’addobbo della stanza che, fino a quel momento, era sprovvista di tutto, anche delle sedie.

Il presidente espone la questione: “Da più di un anno ci troviamo nella nuova casa comunale, e se gli uffici del personale di segreteria si trovano arredate dei vecchi mobili municipali non può dirsi altrettanto della sala del consiglio e della giunta dove si trovano soltanto uno scrittoio e poche sedie, e molto meno del gabinetto del sindaco che è completamente vuoto. Or se non è possibile, pel momento, decorare e arredare i grandi saloni, è altrettanto indispensabile l’addobbo di quella stanza nella quale il sindaco possa decentemente tener l’ufficio e ricevere le persone, senza essere costretto a ricorrere al gabinetto del segretario per potersi sedere”. A questo punto, il presidente parla della somma pattuita con il tappezziere per l’arredo e di cosa verrà acquistato con quella somma: “Dopo una lunga trattativa, si è stabilito che col compenso di lire mille deve assumere l’obbligo di far decorare la volta secondo il disegno da lui esibito e di fornire uno scrittoio di noce americana massiccio, delle dimensioni di m. 1.60 per m. 0.90 con disegno approvato, una cartiera, un consolle con specchio proporzionato alla parete, due portavasi completi, un divano grande di m. 2.50, due poltrone ed otto poltroncine di stoffa già scelta secondo il campione, una sedia per scrittorio confacente al mobile, un necessaire per la scrivania, un portale grande per il balcone e due portali per le aperture laterali, un tappeto grande pel divano e la striscia di passaggio, il tutto messo in opera e consegnato per il primo aprile prossimo venturo”. Infine, invita il consiglio ad approvare quella spesa e, in effetti, i consiglieri ritengono che sia: “Riconosciuta la imprescindibile necessità…vista la qualità della stoffa ed i disegni dei mobili, calcolato che la spesa di lire mille è convenientissima in rapporto allo addobbo, ad unanimità...delibera approvarsi la decorazione, il rivestimento con carta da parato e l’arredamento coi mobili…del gabinetto del sindaco e la corrispondente spesa da prelevarsi…letto, confermato e sottoscritto seduta stante. Sindaco L. Piccione Ignazio Scimone consigliere anziano”. Nel dettaglio, la spesa fu autorizzato dal Prefetto di Siracusa il 25 marzo di quello stesso anno, visto che allora non esisteva ancora la provincia di Ragusa. Le spese furono così suddivise: 35.60 lire “per carte da parato alla società Arti Decorative Interne Marchetti e C. di Vicenza per spedizione con assegno ferroviario del 20 giugno”. Altra spesa, invece, di 500 lire per Francesco Tomaselli Melanese di Catania : “in conto per…mobili vari Gabinetto del sindaco”.

Irene Savasta