Sanità Palermo 25/02/2016 11:24 Notizia letta: 3460 volte

Tumore al fegato, a Palermo una nuova cura

Al Villa Sofia-Cervello
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Palermo - A Villa Sofia-Cervello di Palermo è arrivata una nuova cura per i tumori primitivi e secondari del fegato e diventa così il primo ospedale del sud al applicare il trattamento della radioembolizzazione per le neoplasie epatiche. Si tratta di un sistema che ormai è stato adottato grazie al lavoro di un’equipe multidisciplinare dei medici dell’Azienda. La radioembolizzazione o Tare (Trans arterial radio embolization) è una procedura radioterapeutica medico nucleare e prevede l’infusione di microsfere radioattive di ittrio 90 direttamente nell’arteria epatica e nei vasi tumorali. L’obiettivo è il rilascio di microsfere radioattive nel letto tumorale tramite la rete arteriolare invece che con l’occlusione dei macrovasi. Con questo sistema il tumore viene trattato in maniera molto meno invasiva e con radiazioni mirate alle cellule tumorali, riducendo l’esposizione della parte sana del fegato. Com’è noto, infatti, minore è l’esposizione alle razioni, minori sono i rischi di danneggiamento dei tessuti e degli effetti collaterali. La terapia viene realizzata in equipe dal radiologo che porta avanti la procedura, posizionando il catetere nell’arteria afferente al tumore, dal medico nucleare che valuta preventivamente la perfusione delle microsfere nella sede di trattamento e somministra le microsfere cariche di radioattività e dal fisico medico che coadiuva il medico nucleare nell’interpretazione delle perfusioni e individua la quantità di radioattività da somministrare al fine di creare la radio tossicità al tumore, preservando al contempo i tessuti sani. L’effetto dell’ittrio si esaurisce in dieci giorni, al termine del quale le cellule neoplastiche irradiate vanno incontro a necrosi e nel fegato rimane un’unica cicatrice riparatrice. Il risultato finale è quello di ottenere spesso una remissione parziale della malattia con un allungamento dell’aspettativa di vita. La squadra di Villa Sofia-Cervello è composta da Mario Cottone (direttore) e Roberto Virdone dell'Unità di Medicina interna 2, Francesco Verderame direttore dell'Unità di Oncologia medica, Gennaro D'Amico direttore di Gastroenterologia, Franco Valenza dell'Unità di Radiodiagnostica, Antonio Moreci (direttore) e Salvatore Ialuna dell'Unità di Medicina nucleare, Daniele Scalisi, fisico medico, cooperata da Aurelio Maggio, direttore del Dipartimento di Ematologia e Oncologia.

Irene Savasta
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