Attualità Palermo 27/02/2016 17:38 Notizia letta: 1707 volte

Royalties, bocciato l'emendamento Dipasquale

I benefici restano solo a Ragusa
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Ragusa - L’on. Nello Dipasquale commenta la bocciatura del comma 19 dell’articolo 8 della Finanziaria regionale. “Grazie all’inedito inciucio tra Movimento 5 Stelle, Forza Italia e altre forze d’opposizione, è stato cassato il comma 19 dell’articolo 8 della Finanziaria regionale che prevedeva, mediante un mio emendamento approvato in commissione Bilancio, una ridistribuzione delle royalties con l’obiettivo di aiutare anche i Comuni con le casse municipali in sofferenza e avviare, contemporaneamente, un’azione moralizzatrice rispetto a spese folli fatte da alcuni Comuni, come nel caso di Ragusa, dove l’Amministrazione grillina ha utilizzato le risorse delle royalties, circa 30 milioni solo nell’ultimo anno, per aumentare di 20 milioni la spesa corrente. Per tale motivo avevo chiesto che il voto palese in aula per dimostrare a tutti chi vuole moralizzare e chi no. Non è stato così e questo ha permesso di coalizzare il Movimento 5 Stelle, Forza Italia e altre forze d’opposizione, assieme a qualche vergognoso ed immancabile franco tiratore, arrivando alla bocciatura del comma. Ho provato a far comprendere più volte che questi fondi venivano assegnati anche ai Comuni per i quali oggi si stanno cercando, inutilmente, risorse economiche da un cilindro che magico non è. E così i circa 78 milioni di euro che in Sicilia vanno a solo sei o sette Comuni dove vi è l’estrazione petrolifera, non potranno essere in quota parte divisi anche a tutti gli Comuni limitrofi per creare un’occasione di sviluppo collettivo e strategico. Dunque tutti questi Comuni siciliani vicini alle aree di estrazione petrolifera non saranno finanziati. Se nelle loro casse non arriverà nemmeno un euro, potranno ringraziare il Movimento 5 Stelle, Forza Italia e gli altri che hanno bocciato il mio emendamento. E sono sicuro che li ringrazieranno alle prossime elezioni”.
Dipasquale evidenzia alcuni passaggi sul contestuale mancato finanziamento della legge su Ibla. A causa della bocciatura di questo comma, ma anche di altri emendamenti che lo stesso parlamentare aveva presentato in aula, non sarà finanziata la legge su Ibla. “La legge su Ibla è morta. Io mi sono battuto fino alla fine, basta leggere il resoconto della seduta parlamentare. Ma grazie alle improvvide scelte del Movimento 5 Stelle, di Forza Italia e di altri partiti d’opposizione, è stata bocciata quella che avevo individuato come unica strada percorribile per rifinanziare la legge speciale, ovvero mediante le royalties. Adesso la legge su Ibla è morta definitivamente e i killer sono stati, per quanto riguarda la provincia di Ragusa, l’on. Vanessa Ferreri del Movimento 5 Stelle e l’on. Giorgio Assenza di Forza Italia. Quest’ultimo, ha perfino cercato di fare un vergognoso colpo di mano, sostenendo da una parte che non era giusto togliere fondi al Comune di Ragusa mentre dall’altra parte ha presentato un emendamento per portare i fondi solo al Comune di Comiso, alla faccia del principio di solidarietà che avevo cercato di innescare con il mio emendamento sulle royalties. Questa è la vera pagina politica che esce fuori dalla seduta dell’aula e non le chiacchiere da bar o sui social. In questi giorni è stato fin troppo facile prendersela con il sottoscritto. Hanno perfino soprannominato il mio emendamento come anti-Ragusa. Ora è stato bocciato. Bene. E il risultato finale qual è? Niente soldi per la legge su Ibla che invece sarebbero arrivati proprio grazie al mio emendamento considerato che i fondi di riserva della Regione non erano disponibili o sarebbero stati risibili per rifinanziare la legge speciale. Qualcuno ha perfino la faccia tosta di colpevolizzare il sottoscritto. C’è davvero da sorridere a leggere queste sciocche affermazioni. Sono stato io che ho presentato l’emendamento per rifinanziare la legge su Ibla, gli altri l’hanno bocciato, e la colpa sarebbe mia lo stesso? Che abbiano almeno il coraggio di prendersi la responsabilità politica delle proprie scelte. Io ho difeso la legge su Ibla sia con il mio emendamento che in aula durante il dibattito. La forza dei numeri di quanti oggi si auto-definiscono responsabili, ha bocciato i fondi per la legge su Ibla. Questa è la verità incontrovertibile. La battaglia comunque non finisce qui. E i fatti mi daranno ragione”.

Parla Gianni Battaglia: bene così

Gianni Battaglia: «Esprimo soddisfazione per il voto espresso, a larghissima maggioranza, dal Parlamento siciliano con il quale è stato bocciato il comma 19 dell’articolo 8 della Legge di stabilità, in discussione all’Ars, inopinatamente introdotto su iniziativa dell’on.le Nello Dipasquale con il quale si operava una ingiusta, e mio avviso illegittima, ripartizione dei provenienti derivanti dallo sfruttamento e coltivazione dei giacimenti petroliferi. La norma, fortunatamente, soppressa arrecava un ingiusto danno ad un solo comune in Sicilia, quello di Ragusa, appunto, e si muoveva in controtendenza non solo con le norme vigenti, ma, anche, con decenni di lotte e di iniziative politiche e sindacali che hanno visto protagonisti i lavoratori e le popolazioni iblee.

Adesso il comune di Ragusa si dimostri all’altezza, utilizzando le somme delle royalties, rigorosamente ed efficaciamente, per i fini indicati dalla legge.

Il Partito Democratico propone, quindi, che si apra un serio e trasparente confronto in città che veda protagonisti Partiti, Sindacati, Associazioni, Gruppi consiliari e la Cittadinanza tutta per un uso concordato e partecipato di queste risorse a sostegno del lavoro, dello sviluppo, della crescita e degli interventi di green economy. Auspico che questo voto ponga fine ad ogni polemica.»

Abbate, deluso: la vittoria del caos

"La bocciatura dell'emendamento Dipasquale è la conferma che a Palermo regna il caos assoluto". Questo il commento del sindaco di Modica alla notizie che arrivano dall'Ars, dove una netta maggioranza ha detto No alla distribuzione delle royalties per tutti i comuni del territorio ibleo: "Non ci sono parole per descrivere la situazione della politica regionale. Un emendamento presentato da un membro della maggioranza che viene bocciato con gli stessi voti dei suoi presunti alleati. Siamo al paradosso. Oggi assistiamo all'ennesima ingiustizia nei confronti del nostro territorio. Si è voluta perseguire una logica di vecchi privilegi, non mi riferisco solo a Ragusa, a discapito dei legittimi interessi di un territorio che è tutto coinvolto dal passaggio dei giacimenti. Non ci siamo però esaltati quando era arrivato il famigerato emendamento, non ci abbattiamo ora. Anzi. Nei prossimi giorni ci riuniremo con gli altri sindaci del comprensorio perché evidentemente questa battaglia la dobbiamo portare avanti noi. Chi dovrebbe rappresentare l'intero territorio ibleo non ha la volontà o la capacità di farlo. Semmai ce ne fosse stato bisogno, oggi abbiamo ancora più consapevolezza che se vogliamo una cosa dobbiamo pensarci noi. Prima ancora di fare comunicati, prima ancora di organizzare roboanti conferenze stampa, bisogna essere sicuri quantomeno dei propri alleati. Probabilmente nel PD regionale la mano destra non sa quello che fa la mano sinistra e viceversa. Ripeto, niente allarmismi. La strada è ancora lunga, lotteremo fino alla fine per avere riconosciuti i nostri legittimi diritti".

Redazione
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