Cronaca Vittoria 05/03/2016 11:30 Notizia letta: 2616 volte

Trovata l'arma del delitto Dezio

Fra i pomodori
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Vittoria - E’ stata ritrovata dopo più di un mese in una serra di pomodori, la probabile arma del delitto dell’omicidio di Giuseppe Dezio, l’agricoltore ucciso a Vittoria il 2 febbraio scorso con una micidiale coltellata sferratagli alla gola nel corso di una lite in campagna scoppiata per futili motivi legati al passaggio lungo una strada interpoderale. Per quell’omicidio, dopo poche ore, vennero arrestati dai Carabinieri Gaetano Pepi e i suoi tre figli Alessandro, Marco e Antonino, ritenuti gli autori materiali dell’omicidio. La coltellata aveva reciso la giugulare di Giuseppe Dezio e l’uomo era morto subito per dissanguamento. L’unico punto rimasto ancora oscuro dell’intera vicenda era proprio relativo all’arma del delitto che non era stata ancora ritrovata nonostante le ricerche fatte nell’immediatezza.Dopo oltre un mese in una serra, situata non troppo distante dal luogo dei fatti, sepolto nel terreno, è stato trovato un coltello con una grossa lama di circa 30 cm, con ancora tracce di sangue, del tutto compatibile con la tipologia di ferite riscontrate sul corpo del vittima in sede di autopsia, ed è stato immediatamente sequestrato da personale della Sezione Investigazioni Scientifiche per essere trasmesso al RIS Carabinieri di Messina, dove già si trovano gli altri reperti dell’omicidio. Il coltello era ben conficcato nel terreno, in una grande serra coltivata a pomodori di proprietà della famiglia Pepi. I componenti della famiglia Pepi, cioè il padre e i tre figli, si trovano reclusi nella casa circondariale di Ragusa dal giorno dell’omicidio con la grave accusa di omicidio volontario in concorso e, dopo che tutti e quattro si sono visti rigettare anche il ricorso che avevano presentato al Tribunale del Riesame di Catania, per loro vi è la concreta possibilità di restare in carcere almeno fino all’esito del processo di primo grado. Per il momento, i Pepi si sono avvalsi della facoltà di non rispondere, ad eccezione del padre Gaetano che si è limitato a dire di essere stato lui a sferrare la coltellata mortale al Dezio, sostenendo di averlo fatto per difendere uno dei figli.
 

Irene Savasta