Attualità Ragusa 09/03/2016 20:18 Notizia letta: 2243 volte

Alina Catrinoiu, una rumena, che fa cultura, a Ragusa

Un vero motore di iniziative
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Ragusa - Alina Catrinoiu è una donna romena che vive a Ragusa da anni. Se non fosse per la chioma bionda e il leggero accento straniero, la si potrebbe scambiare per ragusana, perfettamente integrata com’è in questa che è ormai la sua città e di cui è anzi diventata un importante punto di riferimento per la vita culturale, con un amore per il suo luogo d’adozione, la Sicilia, da far invidia a chi in quel luogo ci è nato.

- Come è arrivata in Italia e com’è stato cominciare una nuova vita qui?
Ho sempre avuto una passione per l’Italia, mi affascinava molto e ne conoscevo la lingua prima ancora di metterci piede. Quando nel 2003 con alcuni amici abbiamo deciso di fare un viaggio in Italia per Capodanno, per caso siamo arrivati a Siracusa e lì ho conosciuto il ragazzo che un giorno sarebbe diventato mio marito. Trasferirsi non è stata una scelta facile: ho dovuto lasciare l’agenzia di pubblicità che avevo fondato, oltre chiaramente alla mia famiglia. Arrivata a Siracusa ho cercato di ricostruire ciò che avevo lasciato e ho fondato un’agenzia pubblicitaria che presto si è imbarcata in quello che è stato il mio primo progetto editoriale, Inout, che abbiamo deciso di chiudere quando mi sono trasferita a Ragusa per motivi di famiglia.

- “Abbiamo deciso”: chi aveva accanto in questa esperienza?
A Siracusa ho conosciuto quello che è diventato un vero punto di riferimento, il cantautore Carlo Muratori. Con lui condivido l’amore per la Sicilia e il desiderio di dare visibilità alla sua bellezza. Così, dopo l’esperienza siracusana, abbiamo fondato una realtà più complessa, una casa editrice ben radicata nel territorio, la Phoenix Media, e una nuova rivista distribuita in tutta la regione (ma presto anche fuori), chiamata Le Fate. È stato lui a scegliere il nome e a me è piaciuto subito per la sua doppia valenza: quella appunto leggendaria, di cui sono intrise le tradizioni, i colori e le storie della Sicilia, coi suo personaggi leggiadri e sognatori. “Fate” tuttavia è anche un invito ad agire, a non limitarsi a dire ma appunto a realizzare, tant’è che la rivista è divisa in macroaree come fate spettacolo, fate musica e in alcuni casi … fate spazio!

- Com’è stata la reazione dei Ragusani a qualcuno, proveniente da fuori, che li invitava a riscoprire le proprie origini?
Ottima, sono stata accolta benissimo e ho anzi trovato ottimi amici e collaboratori. Molto secondo me dipende anche da come ti poni: se ti comporti come se fossi parte di un luogo, questo ti accetta. Se si sceglie una città in cui vivere la si deve aiutare a crescere, si deve partecipare alla sua vita in modo attivo: la gente risponde positivamente. L’integrazione deve essere bilaterale. È un po’ come una collaborazione tra coinquilini: non conta se qualcuno è in affitto e qualcun altro è proprietario, tutti devono impegnarsi.

- Il un periodo in cui l’editoria è in piena crisi e il cartaceo sembra andare verso l’estinzione qual è la sfida de Le Fate che, al contrario, cresce e si espande anche in altri campi?
Con la rivista ci siamo intestarditi per restare sulla carta ma abbiamo creato anche la versione online. Quando per problemi di costi abbiamo dovuto alzare il prezzo del cartaceo, le vendite sono addirittura raddoppiate. Per autofinanziarci abbiamo inoltre creato, col motto “sveglia la mente”, capsule e cialde col nostro brand, le cui vendite ci permettono di coprire le spese. Non è vero che la gente non legge più, sono in tanti a farlo ma bisogna stimolarli: ora ci stiamo concentrando soprattutto sui giovani, con una rubrica che si chiama “la meglio gioventù” e il caffè letterario, che è un contenitore di eventi culturali di ogni tipo.

- Le Fate è anche casa editrice. Durante “Lib(e)ri, è stata presentata la vostra seconda fatica editoriale, il libro “Panza e assenza” di Carlo Blangiforti, che segue il “Bestiario Ibleo”. Le fate sembrano concentrarsi molto sulle tradizioni locali, perché?
È importante riscoprire l’identità siciliana così come il suo bagaglio di tradizioni: la nostra terza pubblicazione, attesa nei prossimi mesi, sarà dedicata ai miti e alle leggende siciliane, affidate ai fumetti di Bruna Fornaro.
Siamo troppo spesso così presi dalla routine quotidiana da perdere di vista quanto sia importante arricchire l’anima. Secondo me si dovrebbe ripartire dalle scuole: i giovani sono molto ricettivi e con tanta voglia di partecipare. Li sottovalutiamo quando invece dovremmo ricordarci quanto eravamo saggi alla loro età.

Anna Terranova
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