Sanità Sessualità 10/03/2016 12:26 Notizia letta: 5273 volte

Eiaculatio precox ed erezioni, incubi degli uomini

Parla il chirurgo Marco Cosentino
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Ragusanews ha incontrato il dottor Marco Cosentino, medico chirurgo, andrologo, che opera e lavora in Spagna, da qualche tempo tornato in Sicilia per brevi periodi di consulenza.

Molti uomini hanno l'incubo delle prestazioni. Come risolvere il problema dell'eiaculatio precox?

L’eiaculazione precoce (e.p.) è un problema assolutamente diffuso e si stima che la sua incidenza rasenti il 60% nei soggetti giovani. “L’incubo delle prestazioni” rappresenta il vero problema delle persone affette da e.p.: quando l’uomo si fissa con certi pensieri e perde la spontaneità nella relazione sessuale, entra in un circolo vizioso che lo porterà a pensare più al tempo che alla relazione in se (resisterò di più? eiaculerò presto?). Prima di tutto bisogna parlare con il paziente e capire se davvero presenta questo problema, più di una volta ho visitato persone che credono di essere affetti da eiaculazione precoce perché eiaculano ai 10 minuti dalla penetrazione...e questo è ben sopra la media. Gli ultimi lavori scientifici a riguardo concordano nel parlare di e.p. quando il tempo dalla penetrazione all’eiaculazione è di circa 1 minuto mentre la media europea tra soggetti “normali” è di circa 2-3 minuti. Il trattamento dell’e.p. è una cosa ben più complicata da spiegare ma ci proverò. In passato è esistita una solida linea di pensiero che attribuiva al pene la causa dell’e.p., attualmente sappiamo bene che il problema non ha niente a che vedere col pene già che la causa è centrale, la testa; da allora, abbiamo a disposizione dei farmaci che agiscono a tale livello ritardando l’eiaculazione. Essendo un problema centrale, il trattamento medico sarà solo di “appoggio”, cercherà di dare sicurezza al paziente nel breve termine, e potrà accompagnarsi da una valutazione da parte di un sessuologo.

Scarsa erezione. Quali sono i rimedi?

Scarsa erezione, termine scientifico… Bisogna distinguere tra pene non sufficientemente rigido per penetrare o penetrazione possibile ma detumescenza precoce (pronta perdita di rigidità). Lo studio del paziente affetto da disfunzione erettile (DE) comprende una serie di domande volte a identificare la presenza dei vari fattori di rischio per la DE, alcuni di questi sono correggibili mentre altri no. Anche qui, come nell’eiaculazione precoce, la testa può giocare un ruolo principale ed essere la causa del problema; in questi pazienti il trattamento medico con farmaci che permettono un’erezione “più facile” serve solo a dare sicurezza e una valutazione da parte di un sessuologo potrebbe essere utile. Nella maggior parte dei pazienti il problema è organico e dovuto a vari fattori. L’erezione si ottiene perché entra sangue nel pene che, attraverso un sistema valvolare, rimane dentro il pene e ciò conferisce rigidità. Le famose pillole che si utilizzano altro non sono che vasodilatatori e permettono al sangue di entrare nel pene con meno difficoltà, sono farmaci abbastanza sicuri e, al contrario di quanto si dice popolarmente, non provocano infarti se prescriti da un medico e col dovuto controllo. Gli altri mezzi che abbiamo a disposizione sono sempre della stessa famiglia, cambiano la via di somministrazione (gel intra-uretrale / supposte intra-uretrali / iniezioni intra cavernose), gli effetti collaterali e le indicazioni/controindicazioni mediche ma hanno tutti lo stesso obiettivo che è quello di facilitare l’entrata di sangue nel pene. Quando, invece, i mezzi disponibili diventano non efficaci allora bisogna ricorrere a rimedi più estremi come la protesi di pene il cui scopo è conferire rigidità al pene. Le protesi possono essere di tue tipi: semi-rigide che comportano un pene sempre eretto, o idrauliche (attivabili tramite una pompetta situata nello scroto) che permettono di irrigidire il pene solo al momento del bisogno. Anche qui ci sono indicazioni e controindicazioni specifiche e solo lo specialista decide a quale intervento sottoporre il paziente. La degenza media è di 48 ore (dall’ingresso alla dimissione) e, come accennai l’ultima volta, esiste una nuova tecnica che permette di impiantare una protesi semi-rigida ambulatorialmente ed in anestesia locale.

Quali sono le differenze fra un uomo circonciso e uno non circonciso?
Le differenza vanno dal piano estetico a quello infettivo, della sensibilità ed igienico. Il prepuzio, la pelle che ricopre il glande, è una struttura particolarmente vascolarizzata e ricca di innervazione sensitiva; il suo scopo è quello di proteggere il glande ed ha anche una funzione erogena. Visivamente l’uomo circonciso si presenterà con il glande scoperto (totalmente o parzialmente ed eseguibile ambulatorialmente). Riduce il rischio di trasmissione del HPV (virus del papilloma umano) già che questo ha una predilezione, ed attecchisce meglio, a livello delle mucose; con la circoncisione la mucosa (parte interna del prepuzio) si epitelizza e il rischio di infettarsi diminuisce. Oltre al HPV, la circoncisione riduce il rischio di trasmissione del HIV (virus dell’immunodeficienza umana) e rappresenta il mezzo preventivo d’eccellenza in Africa; in Europa questo mezzo non è costo effettivo e ci sono altri mezzi come il preservativo di più facile accesso e meno invasivi. Può modificare la sensibilità del glande: in persone con glande particolarmente sensibile, la circoncisione può ridurre l’ipersensibilità di questo (sempre epitelizzando la mucosa) potendo in teoria favorire anche una relazione più prolungata nel tempo. A livello igienico, infine, è anche da preferire un pene circonciso a uno non già che molti uomini hanno la cattiva abitudine di urinare senza retrarre il prepuzio. Questo può dar seguito ad accumulo di secrezioni (smegma) nella parte interna del prepuzio che può provocare infezioni e progressiva difficoltà nel retrarre la pelle prepuziale fino all’impossibilità a retrarla. Nella web www.marcocosentino.com/it troverete più informazioni dei temi discussi.

Redazione