Attualità Chiaramonte Gulfi 12/03/2016 15:37 Notizia letta: 2961 volte

A Chiaramonte si pensa al Carnevale 2017, e ci sarà un perché

Un piccolissimo merito nostro
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Chiaramonte Gulfi - Non si vedeva una riunione preventiva a marzo per organizzare l’eventuale carnevale di Chiaramonte 2017 da anni. Meglio tardi che mai, verrebbe da dire.

La nuova generazione di carristi, evidentemente, ha capito l’antifona: niente carnevale che può definirsi degno di questo nome se non ci si pensa con un bel po’ d’anticipo.

Certo, non è che tutto questo è arrivato così, per magia, da un giorno all’altro: un certo pungolo, chiamiamolo pure fastidio, è arrivato in seguito a due articoli pubblicati su Ragusanews.com a febbraio: il primo, dal titolo “Opportunità e decadenza del carnevale di Chiaramonte”, del 8/2/2016 e il secondo “Chiaramonte, un tempo fu il carnevale”, pubblicato l’11/2/2016. E, naturalmente, le immediate polemiche che tali articoli hanno suscitato. Non solo sul web. Che ben vengano, verrebbe da dire, visto che ieri sera una trentina di persone si sono riunite per parlare, almeno in fase preventiva, del futuro carnevale 2017.

Basti considerare che l’anno scorso la prima riunione è stata fatta il 30 novembre. Certo, sono venuti fuori più i problemi che le soluzioni e il dato di fatto principale è che tutti fanno i conti senza l’oste, cioè il Comune, ma in generale il clima era positivo e propositivo. I ragazzi, considerata anche la giovane età, hanno dimostrato di avere un certo sano pragmatismo nell’analizzare le situazioni. C’è da dire che erano solo cinque i ragazzi presenti ieri sera che hanno partecipato quest’anno ai carri. Gli altri, invece, erano tutte delle new entry o partecipanti degli anni scorsi. Si è fatto vivo addirittura qualcuno che ha partecipato al carnevale degli anni d’oro, quello degli anni ’90 per intenderci. Il pragmatismo dei ragazzi, in verità, è stato molto più netto ed evidente rispetto, ad esempio, alle chiacchiere fumose dei rappresentanti della consulta giovanile che ieri sera hanno avuto comunque il merito di organizzare l’incontro. I vertici della consulta, infatti, parlano spesso nei loro discorsi di “spirito positivo”, “l’anima del carnevale”, “il divertimento di tutti”, e altri discorsi simili che non vogliono dire poi molto in concreto. Pregnanti, invece, le osservazioni dei ragazzi: il problema dei locali, infatti, per loro è fondamentale. I capannoni di Roccazzo non sono assolutamente idonei per costruirci dentro i carri: i tetti perdono da anni e la questione sicurezza non è secondaria. Ma questo problema, purtroppo, è di difficile soluzione. Ci vogliono, infatti, 30 mila euro per riparare i tetti secondo quanto è emerso ieri sera e al momento un intervento del Comune è escluso, visto il periodo di vacche magre, anoressiche, che si sta attraversando. E’ emerso, prepotentemente, un concetto: i ragazzi, più di altri, sono convinti, anzi hanno l’assoluta certezza che il carnevale non è solo quello che viene organizzato in piazza. E non è nemmeno il carnevale estivo. Un’ipotesi di evento, tra l’altro, anche questo fatto senza le dovute precauzioni (visto sempre il già citato periodo di vacche magre): solo perché il carnevale estivo si è fatto due anni di seguito (e con risultati modesti, almeno per quanto riguarda proprio la sfilata in maschera), non vuol dire avere l’assoluta certezza matematica di rifarlo ogni anno. Il carnevale, sostengono i ragazzi, sono i carri. Ed è quello di febbraio.

Un dato che sembrava essere sfuggito o passato sottotono negli ultimi anni. Certo, il maltempo a volte ci mette lo zampino…come rimediare? Sfilare una domenica prima? Può essere un’idea, “ma vogliamo la sicurezza economica”, dicono i ragazzi. E qui si va per le dolenti note. Come risparmiare? La cifra di quest’anno messa a disposizione è stata, in totale, di 24 mila euro per tutte e tre le serate. Non è certo una cifra da capogiro ma nemmeno così misera come qualcuno ha voluto far credere. Necessariamente, però, bisogna trovare nuove soluzioni: riciclare il ferro o acquistare i materiali in un unico rivenditore, in modo da risparmiare. C’è poi chi parla di ritoccare il regolamento perché non si dia così importanza alle coreografie e ai vestiti (in modo da risparmiare anche lì) ma più alla struttura e ai movimenti. Ritorna anche in ballo l’idea di costituire l’associazione del carnevale (ma addirittura pare esista già, solo che in realtà non si sa bene che fine abbiano fatto i membri e chi siano), un modo per riunire tutti i capigruppo e agire in sintonia. C’è anche chi suggerisce l’idea di costituire un museo permanente del carnevale: poco fattibile, in realtà, visto che non si sa bene in quali locali sistemarlo e soprattutto in che modo reperire tutto il materiale. Basterà affidarsi soltanto al buon cuore della gente che dovrebbe donare tutto il materiale, non solo fotografico, ad un possibile museo? Diciamo che al momento è poco realizzabile.

Più interessante, invece, l’idea di coinvolgere in qualche modo tutti gli ex carristi, visto il gap generazionale che si è venuto a creare fra “vecchia” generazione e nuova. Insomma ieri sera, è stato un punto di partenza. Ci sono buone intenzioni e sicuramente c’è voglia di fare da parte dei ragazzi. La prossima riunione, infatti, è stata fissata per dopo Pasqua.

Irene Savasta