Cultura Cartoni animati 13/03/2016 17:46 Notizia letta: 6 volte

Holly e Benji

Immaginario calcistico infantile
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Chiunque abbia visto almeno una volta i “cartoni animati” da bambino, uno sguardo lo ha probabilmente buttato su Holly e Benji. Magari non siete riusciti a vedere tutti gli episodi, ma sicuramente l’avete sentito nominare e tutti sanno di che cosa tratta questo anime. E’ forse lo spokon più famoso di tutti i tempi e molti calciatori di fama mondiale, tra cui Nakata, Del Piero, Coco, Zidane, Sculli, Neyman e tanti altri, hanno dichiarato che uno dei motivi per cui si sono appassionati al calcio è stato anche la visione di questo anime.

Arrivato in Italia nel lontano 1986, trasmesso dalle reti mediaset con un doppiaggio molto “british” (tutti i nomi di persona e delle squadre hanno subito un inspiegabile adattamento inglese), questo anime si compone di ben 128 episodi e parla di un gruppo di studenti delle elementari che, partiti da una squadra scolastica (la Newppy, poi diventata New Team) riescono a trasformare il Giappone nel Brasile e alla fine vincere i campionati mondiali.

Tratto dal manga di Yoichi Takahashi “Capitan Tsubasa” (questo il titolo originale) è diventato famoso non solo per la sua storia, ma anche per le incredibili prodezze sportive diventate proverbiali: i campi collinari e chilometrici, le puntate che duravano una settimana solo per fare dalla porta a centro campo e i tiri spacca-muri. C’erano portieri che eseguivano capriole fra i pali, gemelli che si davano spinte fino alla stratosfera, palle ovoidali che s’illuminavano, flash back che permettevano al giocatore di pensare alla sua vita mentre si librava in aria prima di colpire la palla e fare gol e partite scolastiche seguite da centinaia di persone e mandate in onda dalla tv. Eppure, Holly e Benji resta un anime particolarmente amato e ha saputo comunque rendere credibile una storia a dir poco incredibile e tutti noi, in qualche modo, ci siamo identificati con questi calciatori straordinari. Per comodità, useremo i nomi diventati famosi in Italia piuttosto che quelli originali che, purtroppo, non sono conosciuti da nessuno.

LA STORIA E I TEMI
Oliver Hutton detto Holly, figlio di una casalinga e di un capitano di navi, ha una grande passione per il calcio. Conosce Bruce Harper e si iscrive al club della scuola (la Newppy). La prima partita disputata è con la Saint Francis di Benajamin Price (detto Benji), un portiere straordinario che perde la propria imbattibilità proprio contro Holly. Nel frattempo, Holly conosce Roberto Sedhino, un calciatore brasiliano di origine giapponese che purtroppo ha avuto un problema agli occhi (ed è anche alcolizzato) e per questo non può più giocare a calcio. Diventa, però, una specie di allenatore personale di Holly e il ragazzo con lui migliora tantissimo.

In effetti l’anime in Italia si chiama Holly e Benji ma il portiere, che si infortunerà spesso e volentieri, è poco più che un comprimario, un po’ come Shiro in Mila & Shiro. Con il trascorrere del tempo Holly e i ragazzi della New Team affronteranno avversari sempre più forti e più temibili: dai campionati scolastici, arriveranno poi alle nazionali e poi a quelli internazionali. Chi non ricorda Mark Lenders e Denny Mellow della Muppet? E Julian Ross, quello malato di cuore? Per non parlare dei gemelli Derrick e Philip Callaghan. La storia, in poche parole, è tutta qui. Che cosa ci piace, allora, di Holly e Benji? Il grande spirito di sacrificio, il calcio visto come una ragione non solo di vita ma per cui dare la vita. In Holly e Benji si va oltre gli infortuni: il campo di calcio, infatti, in alcuni episodi sembra diventare un campo di battaglia. Si è visto sangue, gente svenire o avere attacchi cardiaci, fino al punto da rimetterci la carriera pur di giocare una partita e provare a dimostrare di valere qualcosa.

In un mondo in cui tutti vorrebbero essere Holly, ma in realtà siamo tutti un po’ Bruce Harper, “Capitan Tsubasa” ci ha permesso di sognare e per farlo bastava poco: un pallone, qualche amico e un campetto in cui andare a riprovare la catapulta infernale dei gemelli Derrick.

Irene Savasta