Giudiziaria Ragusa 14/03/2016 22:01 Notizia letta: 3253 volte

Sergio D'Antoni: Quel Coni d'ombra, a Ragusa

Intervista esclusiva
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Palermo - Prestigio, potere e poche responsabilità. La poltrona del delegato provinciale del Coni ha svariati nobili significati, tanto da essere appannaggio per 32 anni ad un unico dominus con buona pace di tutti. Fino al terremoto di oggi. A Ragusa sembra non destare clamore, ma l’inchiesta romana ha avuto effetti tellurici.
“La revoca del Presidente del Coni di Ragusa l’ho firmata io. Sono amareggiato per questi comportamenti e per quanto emerso, ma orgoglioso per l’operazione di indagine della Commissione di Vigilanza che garantisce la piena garanzia dei comportamenti e l’efficienza dei controlli”.
Sergio D’Antoni, 70 anni, non avrebbe tanta voglia di parlare di questa operazione “pulizia”. Lo convinciamo. Lui, ex potente segretario della Cisl, ex sottosegretario nel governo Prodi, ex deputato nazionale, ex consigliere regionale in Sicilia , ex Presidente del Palermo calcio, da giugno 2014 è presidente siciliano del Coni. E’ l’ex paladino della concertazione. Dopo essere stato sonoramente sconfitto alle ultime elezioni politiche, non riuscendo a passare le primarie interne al Pd, è stato “benedetto” direttamente dal Presidente nazionale del Coni Giovanni Malagò.


Presidente D’Antoni, il vulnus dell’indagine di Ragusa apre uno scenario inquietante sull’utilizzo del denaro per scopi istituzionali?

Certamente, lo squarcio emerso da Ragusa mostra la doppia faccia della questione. Ci tengo a precisare che l’attività della Scuola regionale dello Sport non è minimamente intaccata dagli atti d’indagine. C’è stato un uso strumentale dei conti correnti su cui è intervenuta la Commissione d’Inchiesta. Importante è che la vicenda venuta fuori, come altrettanto importante ed evidente è l’azione di efficienza e di trasparenza portata avanti dal Coni nazionale e regionale. La macchina dei controlli funziona e sarà sempre più rigida.

32 anni di continuità elettiva. Un primato di resistenza al potere da rendere unica la provincia di Ragusa nel suo genere?

La sua domanda è legittima, ma senza tatticismi io rispondo solo per l’ultimo anno e mezzo. La vicenda in parola riguarda gli ultimi 9 anni. Non processiamo gli ultimi 30 anni. L’importante è che sia venuta fuori.

Gabriele Giannone