Cultura Cartoni animati 20/03/2016 19:09 Notizia letta: 3810 volte

Hello Spank

Umanità
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La dolcezza e la nostalgia dell’infanzia hanno un nome in animazione giapponese: Hello Spank!. Qualcuno potrebbe obiettare che un anime che ha per protagonista un cane parlante non può certamente avere contenuti interessanti. E invece, un anime tenero come Hello Spank ha regalato momenti di grandissima intensità, oltre che di divertimento.

Probabilmente, per molti è rimasta indimenticabile la sigla di Luigi Arbetelli e Vice Tempera e alcuni ricordano il fatto che il cane chiamava la sua padroncina “Bimba Iaia” con un accento infantile.

Ma la storia, in effetti, di cosa parlava?

Il manga rientra sia nella categoria shonen che shojo ed è stato scritto nel 1979 da Shunichi Yukimuro. La versione animata, arrivata in Italia nel 1982, è composta da 63 episodi. Il doppiaggio italiano è considerato uno dei migliori, soprattutto per l’epoca: Spank è doppiato da Liù Bosisio (la prima Pina, moglie di Fantozzi, tanto per intenderci) ma, soprattutto, abbiamo amato il doppiaggio di Torakiki, il gatto col cravattino rosso che parlava con un accento tedesco. C’è da dire che in questa versione italiana i cani e i gatti, seppur in maniera infantile, sanno in qualche modo parlare, mentre in quella giapponese e in quella di altri Stati in cui l’anime è stato esportato si limitano soltanto ad abbaiare o a miagolare. La cosa sorprendente di questo anime, oltre all’incredibile senso di tenerezza che suscita anche a distanza di tanti anni, è proprio l’umanità di questi piccoli animali domestici: trattati come dei fratellini minori dai loro padroncini, sono proprio loro a consolare gli uomini nei loro momenti di tristezza. Gioiscono quando loro gioiscono e piangono quando loro piangono. E, cosa strana, di momenti drammatici in Hello Spank ce ne sono tantissimi.

LA TRAMA
La storia inizia quando la piccola Aiko (Aika in Italia), si trasferisce a casa dello zio in una città in riva al mare a causa del lavoro della madre, andata momentaneamente a Parigi in quanto stilista. Del padre di Aiko, un capitano di nave, si sono perse le tracce ma la ragazza continua ad aspettarlo e va spesso al porto. Un giorno, la sua cagnolina Puppy (che si era portata da Tokyo), viene accidentalmente investita da un’auto e lascia Aiko nella più totale disperazione. “Il vecchio saggio del porto”, allora, le dice di prendere in affido un cagnolino che ha perso il padrone. Così come il padre di Aiko, anche il padrone di Spank è disperso in mare. E così, all’inizio un po’ riluttante, Aiko decide di adottare questo cane con le orecchie nere e senza collo. Da qui, una serie di avventure che porteranno Aiko a crescere e a maturare, grazie alla presenza di Spank e degli altri animali domestici. Gli amici di scuola di Aiko, infatti, hanno a loro volta dei cani o dei gatti e tutti entrano a far parte del mondo di Spank: abbiamo la gatta di Serino, la snob compagna di classe di Aiko, che in Italia è stata chiamata “Micia” (Kyatto) e soprattutto abbiamo il ciccione Oyama con il già citato Torakiki che, grande amico di Spank, è anche un suo rivale in amore, visto che si contendono le attenzioni di Micia (che però non ricambia nessuno dei due). Da parte sua, Aiko affronta i primi amori e le prime delusioni: s’innamora di Rei che però va via per continuare gli studi musicali in Europa. Avrà un rapporto conflittuale con il compagno di classe Seya (padrone di Barone), che la chiama “Capelli di Alghe”. Ogni volta, Spank la consola dalle piccole delusioni, mentre sullo sfondo della vicenda resta sempre il mare come testimone silenzioso.

IL FINALE
La piccola Aiko viene a sapere dalla madre che il padre non tornerà mai più: la nave, infatti, è affondata e lui è morto. Aiko, dopo averlo aspettato per tutta la vita, presa da un momento di sconforto decide di scappare. Tutti si mettono alla ricerca della ragazza fino a quando viene ritrovata e, sul finale, decide di accettare tutto ciò che è successo, grazie sempre alla consolazione offerta dall’amico Spank. Alla fine, la ragazza deve tornare a Tokyo con la madre e decide di partire insieme a Spank. Il finale è uno dei più belli dell’animazione, con tutti gli amici e i loro animali a quattro zampe che cantano e salutano Aiko e Spank. Nonostante sia un anime venato da una certa malinconia, resta molto divertente e parecchio spassoso, soprattutto per la domestica di Aiko che, appena vede Spank, urla e sviene ogni volta, così come la contesa d’amore fra Torakiki e Spank per Micia. Hello Spank è un anime che ancora oggi, rivisto a distanza di anni, sa regalare emozioni, pur essendo lontano dalla profondità dei personaggi degli anni 2000, resta comunque un caposaldo dell’animazione e un primo grande esempio di come il rapporto uomo-animale possa essere davvero catartico.

Irene Savasta
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