Attualità Scicli 22/03/2016 12:11 Notizia letta: 13363 volte

Tar del Lazio: rapporti tra Franco Mormina e consiglieri comunali

Altro che coinvolgimento del solo sindaco!
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Scicli - Una premessa. Chi vuole bene a Scicli e all'immagine di Scicli avrebbe potuto evitare il danno di immagine alla città dimettendosi, immediatamente, dalla carica di sindaco, assessore e consigliere comunale.

Ma così non è stato. 

E ci pare profondamente disonesto, addossare la vicenda penale sulle spalle del povero Susino, come se fosse un suo fatto privato e non una circostanza di totale condivisione politica di un destino comune, consiglieri "responsabili", assessori e sindaco. 

Infondato.
Il ricorso presentato dai 13 consiglieri comunali responsabili e sciolti è infondato.
Così secondo il Tar del Lazio, che ieri, intorno alle 11,30, ha depositato la sentenza con cui conferma che i consiglieri "responsabili" devono starsene a casa. 

"Le prove di tale coinvolgimento vengono rinvenute sia nel comportamento tenuto nel corso della campagna elettorale, durante la quale il sindaco ha tenuto contatti personali con due membri della suddetta associazione, uno dei quali all’epoca sorvegliato speciale di P.S., assumendo fin da quel momento l’impegno ad attivarsi per far ottenere l’affidamento (diretto o in subappalto) di lavori pubblici, sia nella condotta tenuta dopo l’elezione, avendo egli conservato un canale di contatti con alcuni degli associati".

Così la sentenza. 

"Le intercettazioni telefoniche acquisite nel corso dell’indagine dei Carabinieri, inoltre, hanno dimostrato la sussistenza di contatti tra il sindaco, il vicesindaco, due consiglieri comunali ed un dipendente del comune con soggetti appartenenti all’associazione mafiosa sgominata con l’operazione “Eco”, sia nel corso della campagna elettorale che in tempo successivo ad essa". 

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Per la cronaca, le intercettazioni sono state trascritte in 4100 pagine. 

Per il Tar c'è una "significativa ingerenza politica nelle decisioni gestionali" dell'ente. 

"Particolarmente significativi in proposito appaiono i - neppure contestati e comunque ampiamente documentati dalla relazione nelle pagine 141 ss. - rapporti intercorsi tra alcuni candidati, tra cui il sindaco, e i membri dell’associazione, uno dei quali già all’epoca sorvegliato speciale di P.S., la cui idoneità a provare una non irrilevante ed estremamente allarmante contiguità tra politici e consorteria criminale non è in alcun modo sminuita dalla circostanza che il medesimo comportamento sia stato adottato anche da canditati appartenenti a raggruppamenti diversi elettorali".

"Sempre di indiscutibile rilevanza probatoria di una situazione di collegamento, e pertanto altamente sintomatica del condizionamento, devono poi considerarsi tutte le intercettazioni, ambientali o telefoniche, dalle quali emerge l’esistenza di un contatto diretto e non episodico tra alcuni membri dell’associazione, il Sindaco stesso e alcuni consiglieri".

Circa l'appalto dei rifiuti, "in tempo successivo alle elezioni del 2012, sono stati adottati dei provvedimenti di proroga dei contratti con la ditta suddetta, uno dei quali ha pure comportato, in assenza di gara, l’ampliamento dell’oggetto dell’originario affidamento".

La sentenza, con cui i 13 consiglieri ricorrenti sono condannati a pagare 3 mila euro di spese legali, è firmata da Carmine Volpe, Presidente, Raffaello Sestini, consigliere, Roberta Cicchese, Consigliere, estensore. 
 
 

Redazione
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