Economia Ragusa 31/03/2016 22:12 Notizia letta: 2277 volte

No a perforazioni a terra, il comune di Ragusa riscrive il Prg

Pergemine e Trinacria preoccupate
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Ragusa - «Abbiamo appreso che il Comune di Ragusa vuole impedire nuove ricerche di idrocarburi che, come tutti i Ragusani sanno, si svolgono nel nostro territorio da decenni senza alcun problema per l’ambiente, facendo approvare una modifica del Piano regolatore dal Consiglio Comunale».

Si dicono preoccupati i lavoratori dell’indotto del petrolio che orbitano attorno alle perforazioni del sottosuolo ragusano. La giunta Piccitto avrebbe, per così dire, bloccato con propria delibera del 7 marzo i progetti di sviluppo e ricerca per petrolio e gas che ricadono sul territorio ragusano. Sostengono, infatti, i promotori del movimento LES che «la Giunta di Ragusa mostra altrettanto zelo quando deve accaparrarsi le royalties che dalla produzione di idrocarburi arrivano nelle casse comunali, e anzi si oppone con forza a qualsiasi progetto di suddividere una parte dei proventi delle royalties con gli altri Comuni della provincia».

Eppure è la stessa giunta, guidata dallo stesso sindaco e dagli stessi assessori che appena 10 mesi fa ha autorizzato i lavori di ricerca e sviluppo alla Irminio srl per il campo di Buglia Sottana ove questi lavoratori prestano o presteranno le loro attività. Oggi, i cinquestelle, secondo il movimento Lavoro Energia e Sviluppo, ritornerebbero alle antiche convinzioni, fortemente ideologiche, che il petrolio non sarebbe una fonte energetica da sviluppare e, dunque, da autorizzare. Ci sarebbe, dunque, tanta indignazione e amarezza contro quella compagine politica che, in fin dei conti, una buona mano nel giugno del 2016 ha dato alle multinazionali del petrolio privato, autorizzando, di fatto, le trivellazioni nelle campagne ragusane.

Fatto curioso, appena qualche giorno fa il Sindaco Piccitto ha anche negato alla Irminio srl l’allungamento dei tempi per le prove di produzione nel campo di Buglia Sottana. Per il Comune di Ragusa tale attività sarebbe fortemente impattante per l’ambiente oggetto di intervento e non possono pertanto essere esclusi inevitabili e devastanti danni alla flora, fauna, al suolo e sottosuolo nonché agli abitanti del territorio del Comune di Ragusa e alle risorse e agli ecosistemi del sito oggetto di intervento.

Certo, per l’indotto del petrolio che ruota attorno ad alcune società specializzate nella perforazione, come la Pergemine di Parma o la ragusana Trinacra Drilling Service, solo per fare due esempi, lo stop definitivo alle autorizzazioni per le nuove trivelle nel comprensorio ragusano sarebbe poco comprensibile. Sul piatto ci sono milioni di euro di commesse e due, tre decine di unità lavorative che potrebbero restare anche senza lavoro. La minaccia, pertanto, rimane sempre la stessa: il movimento LES farà sentire la propria voce e, quasi certamente, non «staranno fermi a guardare».

Redazione
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