Attualità Gastronomia 04/04/2016 12:40 Notizia letta: 19 volte

Se il cucciddatu scaniatu è di farina di russello

Un'idea di Angelo Di Tommasi, de La Grotta
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Scicli - Ha avuto un successo incredibile e chi l’ha assaggiato non ha dubbi: la differenza è tutta nel sapore della pasta. E’ tipico di Scicli il “Cucciddatu scaniatu” ma è un’innovazione de “La Grotta” proporlo con la farina di russello integrale. Angelo Di Tommasi lo serve come benvenuto dalla cucina e ogni giorno ne impasta 2,5 chili.

“E’ un piacere vedere quanto la gente sia aperta e apprezzi questi sapori. Questo ci fa davvero molto piacere”. La ricetta è molto semplice: 1 chilo di farina di russello integrale, 600 ml di acqua, 30 grammi di sale e 20 grammi di lievito di birra. Il composto, dopo essere stato impastato, viene lasciato a riposo per 45 minuti. Successivamente, viene inserito lo strutto (300 grammi), 100 grammi di caciocavallo grattugiato e il pepe nero. A questo punto, l’impasto viene “scaniatu” fino a quando lo strutto non viene assorbito del tutto. Angelo Di Tommasi, spiega: “Dopo aver formato il cordoncino, viene alternata la salsiccia e la ricotta. Per evitare che cada, prendo le estremità della pasta per mantenere il ripieno. Poi, viene posto su una teglia e girato a ciambella. Ancora 20 minuti di lievitazione e, infine, una spennellata di tuorlo d’uovo e olio d’oliva. A questo punto può essere messo in forno a 220 gradi per circa 20 minuti”. Rispetto al cucciddatu “classico”, che viene fatto con la rimacinata di grano duro, dunque, cambia solo la farina. Ma è questa la filosofia adottata da Di Tommasi, ovvero cucinare tutti i prodotti con le farine di grani antichi: “Tutti i nostri prodotti, dalle paste ai dolci, sono cucinati con le farine di grani antichi. Il nostro cucciddatu sta avendo davvero un ottimo successo”.

Irene Savasta