Attualità Ragusa 07/04/2016 20:25 Notizia letta: 1723 volte

I posti di lavoro persi a Ragusa

C'è ancora crisi
http://www.ragusanews.com/resizer/resize.php?url=http://www.ragusanews.com//immagini_articoli/07-04-2016/1460053704-0-i-posti-di-lavoro-persi-a-ragusa.jpg&size=888x500c0

Ragusa - I dati Istat sui livelli occupazionali in Italia non sono molto incoraggianti. La modesta ripresa del 2015 non sembra aver influito in maniera sostanziale sui posti di lavoro rispetto all’inizio della crisi economica.  Certo, alcune città se la cavano meglio, ma altre sicuramente hanno subito pesantemente il periodo di forte crisi. Il dato non è per nulla incoraggiante: rispetto al 2007, i dati mostrano che c’è meno lavoro in quasi tutte le province italiane. Alcune, sono state colpite duramente e, ovviamente, a pagarne le spese sono soprattutto le città del sud. La provincia di Ragusa, insieme a Reggio Calabria, Vibo Valentia e Benevento, ha subito un netto calo dei livelli occupazionali. In media, 6 persone su 100, rispetto al 2006, hanno perso il lavoro. Nel dettaglio, la situazione della provincia di Ragusa è emblematica: i dati occupazionali, divisi fra uomini e donne e fasce d’età, mostrano una situazione che non è migliorata negli anni. O almeno, in alcuni casi, non è migliorata come ci si sarebbe aspettato. Il 60,4% delle donne fra i 25 e i 34 anni, aveva un lavoro nel 2006. Nel 2015, solo il 39,6%. Il picco più basso, invece, è stato raggiunto nel 2010, quando ad avere un lavoro erano il 33,5% delle donne. La stessa fascia d’età, per gli uomini, mostra un picco nel 2004: avevano il lavoro l’89,5%, mentre il picco più basso è stato raggiunto nel 2014, con il 58,4% di occupati. Nel 2015, il dato si ferma a 65,8%. Passando invece alla fascia d’età che va dai 35 ai 44 anni, le donne occupate nel 2015 sono appena il 36.3%, mentre il picco massimo è stato raggiunto nel 2009 (57.6%). Anche gli uomini hanno avuto il picco nel 2009 (97.2%), mentre i dati del 2015 parlano di un modesto 70,3%. La categoria di uomini maggiormente occupata è quella che rientra nella fascia d’età compresa fra i 45 e i 54 anni: nel 2015, gli uomini occupati sono il 78%. Inutile sottolineare come ancora persista un divario importante fra occupazione femminile e maschile. E questo dato, spiace dirlo, riguarda soprattutto il Meridione. Fra le città invece che guadagnano punti, vi sono Livorno e Viterbo, mentre Milano Torino e Roma fanno registrare ancora un primato negativo. Esiste anche una grossa differenza fra chi ha studiato e chi no. Non solo i primi hanno più spesso un lavoro ma si tratta di una differenza importante già rispetto ai diplomati, per non parlare di chi invece si è fermato alle scuole medie, ma fra i giovani questa  differenza si appiattisce, tanto che le persone fra 25 e 34 anni lavorano altrettanto spesso sia quando hanno una laurea, sia quando sono arrivati fino alle scuole superiori. 

Irene Savasta