Attualità Chiaramonte Gulfi 07/04/2016 11:08 Notizia letta: 1925 volte

Quei computer ammassati al museo

In tutto sono 33
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Chiaramonte Gulfi - Metti una gita per visitare i musei di Chiaramonte: otto bellissimi ed esclusivi posti in cui poter assaporare il fascino del liberty, o la magia degli antichi strumenti musicali, o magari ripercorrere le vie dell’olio. Ce n’è un po’ per tutti i gusti: dallo sfilato siciliano all’arte sacra, passando per le suggestive location di Palazzo Montesano. Un fiore all’occhiello per la cittadina montana. Ma bisogna stare attenti a dove si mettono i piedi. Anche il visitatore più distratto, infatti, non può non notare i computer nuovi di zecca che giacciono aperti sui loro scatoloni, sul pavimento. A terra. Attualmente, la gestione dei musei di Chiaramonte è affidata all’associazione “Idee in movimento”, il cui presidente è Vito Guastella che spiega: “Abbiamo vinto il 18 novembre 2014 un appalto. La regione ha consegno a novembre 2015 tutto il materiale e hanno lasciato i computer al museo. Il  28 gennaio 2016, così come testimonia la data del verbale in mio possesso, me li volevano consegnare “ufficialmente”. In tutto sono 33, dislocati in tutti i musei”. Ma a cosa dovevano servire? Semplice: questo progetto di finanziamento europeo,  a cui il Comune di Chiaramonte partecipò, serviva a rendere interattivi gli otto musei. Grazie ai touch-screen e alle info presenti nel sistema, il turista avrebbe potuto accedere in maniera facile e veloce alle informazioni relative ai luoghi da visitare. Non solo musei, tra l’altro, ma anche tutto ciò che riguardava la promozione del territorio di Chiaramonte: dai percorsi enogastronomici alle bellezze artistiche. Ma allora, perché i computer giacciono a terra inutilizzati? Vito Guastella, spiega: “I computer sono stati sistemati in maniera precaria in giro. Quando li hanno portati li hanno lasciati lì, senza darmi nessuna informazione e senza gli appositi sostegni in cui sistemarli in maniera adeguata. Io, allora, ho deciso di non prendere la consegna perché se chiunque, inavvertitamente, rompesse  un apparecchio, la responsabilità ricadrebbe su di me. Non mi hanno mai dato una bacheca, un sostegno, una scrivania dove poterli appoggiare. A questo punto, ho deciso di scrivere una lettera il 19 febbraio 2016 al dirigente ma non ho ricevuto nessuna risposta. Nella lettera, ho scritto che l’associazione Idee in Movimento declina ogni responsabilità in merito agli apparecchi telematici che giacciono da mesi all’interno dei musei, essendo sistemati sul pavimento senza nessun criterio e in alcuni casi in sostegni inadeguati che intralciano i passaggi stretti di alcuni musei. Tra l’altro gli apparecchi di piccole dimensioni come mouse, tastiere e apparati sonori, rischiano di essere facilmente asportati dai visitatori. Non ho mai ricevuto risposta a questa lettera”.  Vito Guastella, a questo proposito, dichiara: “Nella consegna manca qualcosa: un computer Apple che era al museo d’arte sacra e che ora non c’è più e gli 8 Ipad che bisognava dare in dotazione alle guide turistiche. La nostra associazione ha già tutte le informazioni turistiche pronte per essere inserite nel sistema, compreso un video-presentazione sia di Chiaramonte che dei musei”. Sempre nel verbale di consegna, si fa riferimento al fatto che tali computer siano perfettamente funzionanti. Ma a questo proposito Guastella dichiara: “I computer non funzionano. Noi siamo disposti a fare una prova pubblica sul posto, invitando il dirigente e i giornalisti. Sono disposto a fare questa prova in qualunque momento, purchè ci siano dei testimoni. Voglio anche precisare che non ho mai visto un amministratore all’interno dei musei: piuttosto, a volte è capitato che mi chiedessero di aprire ma poi nessuno si è mai fatto vivo”.  Sull’argomento, è stato sentito l’assessore Christian Schembari Gatto che si è occupato del progetto europeo. In merito alla questione ha dichiarato: “E’ in corso fra gli uffici e l’associazione Idee In Movimento un confronto epistolare che dura da molti mesi. Sulla specifica vicenda non intendo entrare. Anche noi ci stiamo confrontando con gli uffici e ho piena fiducia e rispetto per il loro lavoro, così come sono rispettoso del lavoro dell’associazione che gestisce i musei”.

Irene Savasta
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