Giudiziaria Scicli 07/04/2016 22:32 Notizia letta: 5824 volte

Morti sospette al Busacca, le inchieste

Quattro casi al vaglio della magistratura
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Scicli - Morti sospette, ombre sulla Chirurgia del Busacca di Scicli.
Decine di cartelle cliniche sequestrate nel corso degli ultimi anni e un'ipotesi di reato molto grave: omicidio colposo. Le morti sospette di Carmela Garrafa (deceduta il 18 febbraio 2012), Rosa Paolillo (deceduta 14 giugno del 2012), Nicolò Di Rosa (deceduto maggio 2012) e Giovanni De Grande (deceduto il 18 aprile 2013), sono strettamente legate tra loro. Storie di morti e inchieste che hanno coinvolto sempre l’equipe della Unità operativa della Chirurgia dell’Ospedale “Busacca” di Scicli e per la quale pendono altrettanti processi. Un ciclone giudiziario in divenire.
Per la morte di Carmela Garrafa, ci sono due chirurghi rinviati a giudizio. Negli accertamenti diagnostici, agli atti del processo, si appaleserebbe come la paziente sia stata operata di colectmia totale omettendo il rispetto di tutti gli step previsti dai protocolli, esponendo la donna ad una complicanza post operatoria , alla peritonite stercoracea e allo shock settico, fattori che ne hanno determinato dopo due giorni il decesso. A giugno del 2012 l’altro caso, quasi in parallelo con la morte della paziente Rosa Paolillo. Tutte da chiarire ancora le cause. C’è la richiesta di rinvio a giudizio per tre medici di chirurgia. Il 12 maggio prossimo ci sarà l’udienza preliminare.

Altra pagina.

Per la morte di Nicolò Di Rosa 54 anni pozzallese, i rinvii a giudizio ci sono già stati. Saranno in cinque i chirurghi alla sbarra , sempre della stessa divisione . Un sesto già condannato, con il rito abbreviato, ad un anno di reclusione. Il 27 maggio prossimo si celebrerà l’udienza per gli altri. Qui si trattò di una sospetta embolia , dopo un intervento di ulcera, che costrinse la moglie a presentare denuncia alla Procura della Repubblica. La scia di sospetti continua. Il 16 aprile del 2013 il decesso di Giovanni De Grande, al seguito del quale il manager dell’Asp di Ragusa Maurizio Aricò pose i sigilli alla struttura in via cautelativa. Da quel giorno il reparto non fu più riaperto, fungendo solo da day surgery (chirurgia di un giorno). La salma di De Grande fu riesumata dopo dieci mesi dal decesso. La perizia della Procura alzò un velo d’imbarazzo non solo sulle condizioni strutturali dell’ospedale, ma sollevò dubbi sulla intera equipe chirurgica. Precise e circostanziate le conclusioni dei tre consulenti della Procura che nel luglio del 2014 scrivono come …”il Presidio Ospedaliero di Scicli non era in grado di assicurare un benchè minimo standard di sicurezza per il tipo di interventi…aggiungendo come “…quel tipo di intervento era prudenzialmente doveroso che venisse eseguito in centri di chirurgia bariatrica, presenti, ad esempio anche a Catania”. Qui il processo è iniziato nel febbraio scorso. La prossima udienza è stata fissata il 29 settembre di quest’anno.

Gli imputati, tutti camici bianchi del reparto di chirurgia sono quattro, accusati del medesimo reato di cui all’art.589 del codice penale, e vale a dire omicidio colposo. Continua…

Gabriele Giannone