Attualità Pozzallo 08/04/2016 22:28 Notizia letta: 3047 volte

Un filo sottomarino tra Malta e Pozzallo unisce l'Europa all'Africa

La Rete che nessuno vede
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Pozzallo - Quando si parla di business il rischio di una “guerra fredda” è sempre in agguato. E quando si parla di Sicilia, inutile negarlo, si parla sempre di porta del Mediterraneo. E qual è, negli anni 2000, il nuovo e più redditizio business? Semplice: il traffico dati, ovvero la rete internet. Una battaglia commerciale potrebbe venirsi a creare fra la Sicilia e Marsiglia: una guerra senza armi, ma il cui business potrebbe valere decine di milioni di euro. Chi, in Europa, avrà il controllo del traffico dati? Stiamo parlando di quell’enorme quantità di dati che viaggiano attraverso i cavi sottomarini in fibra ottica lungo l’asse che va dal Mediterraneo al Nord Africa, il Medio Oriente e attraversa il canale di Suez e raggiunge l’India e la Birmania. In questa situazione, il sud dell’Europa diventa la porta naturale in cui raccogliere gli “exchange point”, cioè dei data center che funzionano come punti di smistamento. E la Sicilia, è pronta ad andare all’attacco di Marsiglia, attualmente la città che capitalizza il 90% del flusso digitale. La battaglia è iniziata con Telecom Italia Sparkle, che ha aperto un anno fa un data center a Catania denominato “Sicily hub”, che raccoglie in una sola Landin Station i cavi che toccano l'isola. Da poco, inoltre, è entrata nella sfida anche Fastweb attraverso il consorzio Med Open Hub (con Italtel e operatori locali). Il data center sarà operativo in estate. Ma come funziona esattamente questo flusso di byte? In pratica le informazioni che viaggiano attraverso al rete vengono raccolte nei data center e poi ripartite attraverso i grandi provider o fornitori di contenuti (come Facebook o Google o Netflix). La sfida è riuscire a capitalizzare le informazioni in un hub in Sicilia. Come si diceva, attualmente è Marsiglia la città che ha il 90% del traffico proveniente dall’Asia e che viene smistato verso l’Europa e le grandi capitali europee. Alla Sicilia rimane solo il 10%. Lo scopo dei nuovi hub di Telecom e Fastweb è quello di riuscire a sottrarre alla Francia almeno il 40% di traffico dati verso quei paesi. Tra l’altro è previsto che entro il 2019 il traffico dati passerà da 24,3 exabyte (un trilione di byte) al mese contro gli attuali 6,8. Un business stimato in 142 miliardi di dollari. E saranno proprio i Paesi asiatici a subire un exploit della domanda (si pensa a un + 45%).

Irene Savasta