Cultura Scicli 08/04/2016 22:37 Notizia letta: 6658 volte

Scicli: identificato con certezza il pittore del Cristo di Burgos

Juan de Palazín (o Palacín)
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Scicli - Le ricerche dello storico Paolo Militello e la perizia del fotografo Luigi Nifosì hanno riportato alla luce la firma, ormai quasi illeggibile, dell’autore del Cristo di Burgos conservato nella chiesa di San Giovanni Evangelista a Scicli.
La firma, collocata sotto l’uovo di struzzo ai piedi della croce, abbastanza elaborata e con uno svolazzo finale, era già stata individuata dai restauratori Piero Fresta e Giovanna Comes durante il restauro effettuato alla fine degli anni Novanta. Lo storico dell’arte Paolo Nifosì (il primo a segnalare il dipinto nel 1988) l’aveva allora così decifrata: Don Juan de Parlazin (o Parlazerin) fecit anno 1696.
L’elaborazione al computer ha permesso innanzitutto una migliore lettura della data: 1695. Ciò sembrerebbe confermare l’ipotesi, molto plausibile, dello studioso Francesco Pellegrino e di Don Ignazio La China, che collegano la presenza di questo dipinto a Scicli alla venuta, nel 1696, come Sergente maggiore, dello spagnolo Domingo de Cerraton, originario di Burgos. Pellegrino individua, inoltre, nel dipinto sciclitano una copia di quello realizzato a metà Seicento dal pittore burgalese Mateo Cerezo “el Viejo”. In effetti, oltre all’iconografia, anche lo svolazzo alla fine della firma nel dipinto sciclitano risulta assai simile a quello presente negli autografi di Cerezo. Ci troviamo, quindi, di fronte a una riproduzione (anche nella fattura della firma) del modello “cereziano”.
Dopo diverse ricerche e dopo aver consultato senza successo diversi studiosi spagnoli, Paolo Militello, grazie all’interessamento della Direttrice del Museo di Burgos, Marta Negro Cobo, ha contattato il prof. René Jesus Payo Hernanz, storico dell’arte dell’Università di Burgos, il quale ha finalmente individuato la firma e l’autore: il quadro è di Juan de Palazín (o Palacín), pittore quasi sconosciuto attivo tra fine Seicento e inizio Settecento nella regione di Medina del Campo, paese della Castiglia nella provincia di Valladolid.
Ma c’è di più. Un altro Cristo di Burgos realizzato da Palazín (un dipinto “gemello”, molto simile a quello sciclitano) è attualmente custodito nell’eremo di “Nuestra Señora del Amparo” a Medina del Campo ed è stato recentemente restaurato ed esposto nell’autunno del 2015.
Il Cristo di Burgos di Scicli è certamente un’opera minore ma di indubbio interesse, e la sua storia continua a riservare molte sorprese e a diventare sempre più affascinante. Ce la racconterà, prossimamente, il prof. Militello, che sull’argomento sta per concludere una sua ricerca.

N.B.: la foto della firma è stata fatta grazie all'autorizzaziobe di Don Antonio Sparacino. 

Redazione