Cultura Cartoni animati 10/04/2016 19:38 Notizia letta: 2576 volte

L'incantevole Creamy

Ha lanciato definitivamente il genere "Maghette"
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E’ una serie degli anni ’80 che viene ricordata oggi con benevolenza e nostalgia e ai nostri occhi contemporanei appare forse un po’ datata. Eppure, resta una  delle più amate e conosciute prodotte dal famoso studio Pierrot e ha inaugurato un genere che ha poi avuto un grandissimo successo. “L’incantevole Creamy”, è stato un anime che ha portato al successo  in Italia il genere “Maho Shojo”, spesso abbreviato in “Majokko”, cioè “maghette”. Per la verità, prima dell’arrivo di Yu Morisawa – Creamy, esistevano delle bambine magiche ma il genere è stato consacrato proprio da questa serie, mandata in onda su Italia 1 da Mediaset nel 1985 e composta da 52 episodi. Dopo di lei, sono arrivate “Evelyn e la magia di un sogno d’amore”, “Magica Emi” e “Sandy dai mille colori”. Ma “L’incantevole Creamy” rimane il capolavoro del genere, almeno fino a quando non è stato riformato dall’arrivo di “Sailor Moon”. La storia parla della piccola Yu Morisawa, figlia dei gestori della creperia Creamy: Yu è una bambina allegra, con una grandissima fantasia, ha una cotta per l’amico Toshio che però la vede solo come un’amica e un giorno, mentre andava in giro con il monopattino, proprio per il suo carattere sognatore riesce a scorgere un’arca magica nel cielo. Il folletto Pinopino, per ringraziarla di aver liberato l’arca da una tempesta di sogni, le regala un medaglione magico che le permette di trasformarla in un’adolescente. Insieme ai due folletti magici Posi e Nega (due mici), la ragazza diventa una Idol, una cantante di grandissimo talento e di rara bellezza che viene subito ingaggiata da un produttore musicale (dal nome italiano orribile: Jingle Pentagramma). Da qui iniziano le avventure di Creamy-Yu, fatta di sogni, musica e magia: Toshio si innamora di Creamy ignorando che è anche Yu e lei diventa gelosa di sé stessa e cerca in tutti i modi di conquistarlo. Nel frattempo canta successi mondiali che in Italia sono stati tradotti con titoli come “Rossetto delicato” o “Dimmi che mi ami teneramente”. La magia, però, è destinata a finire: durerà, infatti, solo un anno.

LE BAMBINE INNOCENTI CON I POTERI MAGICI

Come si diceva, il genere ha fatto storia e la trama è più o meno la stessa: c’è una bambina innocente che entra in contatto con un folletto di un altro mondo, viene fornita di un gadget magico e grazie ad altri esseri magici provenienti da un altro mondo che l’assisteranno per tutto il tempo, riuscirà ad ottenere più fiducia in sé stessa. In genere, la magia dura un tempo limitato: circa un anno. Qual era allora lo scopo (al di la del mero intrattenimento) di queste opere “magiche”? Far identificare con le nostre piccole eroine quante più bambine possibili. Yu, infatti, grazie alla magia scopre il mondo intorno a lei e ripudia tutto ciò che è l’invidia, la falsità e l’ipocrisia. E’ grazie al fatto che riesce a sognare a occhi aperti che si accorge dell’arca di Pinopino. Yu, grazie a questa avventura, riuscirà a maturare e ad apprezzare meglio la vita, in un vero e proprio percorso di formazione. Certo, lo spettatore over 20 troverà le atmosfere semplici e infantili, ma l’innocenza di Yu e di tutti i protagonisti della serie sono anche un inno all’amore puro e a quell’età dell’innocenza ormai perduta per sempre.

Irene Savasta