Cronaca Modica 14/04/2016 13:02 Notizia letta: 11437 volte

Sfruttamento della prostituzione, arrestati due modicani

Vincenzo Giannì e Rosario Pitino, entrambi già conosciuti dalle forze dell'ordine
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Modica - Due modicani accusati di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione: si tratta Vincenzo Giannì, 57 anni, pensionato e Rosario Pitino, 50 anni, disoccupato, entrambi già noti alle forze di polizia. Ad arrestarli, i carabinieri di Modica che, alle prime luci dell’alba, hanno effettuato un blitz antiprostituzione. I due indagati, secondo quanto accertato dai Carabinieri, gestivano una vera e propria rete di immobili, una pluralità di abitazioni tra Modica, Marina di Modica, Ragusa e Siracusa che concedevano in locazione a più persone affinché queste potessero darsi alla prostituzione. L’attività degli indagati veniva svolta con carattere sistematico e ad un livello quasi imprenditoriale, come se gestissero delle normali strutture ricettive, garantendo alle prostitute la turnazione nei vari immobili, circa una quindicina, ma  esigendo dei canoni di locazione superiori ai valori di mercato, lucrando sui loro guadagni e, dunque, favorendo e sfruttando l’attività della prostituzione. Insomma, un giro di affari da decine di migliaia di euro, garantito dal frequente avvicendamento nelle varie abitazioni di persone dedite a questa attività, non solo donne ma anche trans.  Nel corso delle indagini, i Carabinieri hanno accertato che gli indagati concedevano in locazione dei monolocali alle singole prostitute per circa 50 euro al giorno (valore ben oltre il mercato), suggerendo loro di esibire, in caso di controllo da parte delle forze di polizia, ricevute da 90 euro per tre giorni oppure di dire che il corrispettivo era di 30 euro al giorno con un contratto di locazione con finalità turistiche. Il modus operandi dei due era il seguente: dopo aver individuato le prostitute, provvedevano a reperire gli immobili dove far esercitare loro l’attività di prostituzione  e si occupavano di accompagnarle dal punto di arrivo, solitamente la stazione dei treni o dei pullman, fino all’appartamento prescelto. Di solito, si trattava di donne o trans di nazionalità straniera, soprattutto sudamericane ma anche romene ed italiane, di ogni età e per ogni gusto. Le prostitute offrivano servizi per soddisfare ogni richiesta dei clienti, tanto che, nel corso dei vari controlli effettuati dai Carabinieri durante il periodo d’indagine, all’interno delle abitazioni sono stati trovati oggetti del mestiere di ogni genere. L’attività investigativa è cominciata nel settembre del 2015, quando i militari dell’Arma sono intervenuti in due appartamenti di via Mercè, a Modica, dove era stato notato un frequente via vai di persone. Alcuni clienti avevano dichiarato di aver intrattenuto dei rapporti sessuali a pagamento con le ragazze che alloggiavano negli immobili. Effettivamente, due sudamericane avevano ammesso di svolgere quell’attività. In quell’occasione, Giannì venne deferito in stato di libertà per il reato di favoreggiamento ed i due appartamenti vennero sottoposti a sequestro preventivo. Stamattina, invece, i due sono stati sottoposti agli arresti domiciliari. Gli immobili potrebbero essere sequestrati.  Il G.I.P. del Tribunale di Ragusa, dott. Giovanni Giampiccolo, su richiesta del Pubblico Ministero titolare dell’indagine, d.ssa Valentina Botti, ha emesso un’ordinanza di applicazione di misura cautelare nei confronti dei due, responsabili del reato di concorso in favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione.

 

 

Irene Savasta