Attualità Scicli 22/04/2016 20:09 Notizia letta: 3318 volte

Sgarbi, l'arte non è acqua

Visto dalle retrovie
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Scicli - Si fa attendere. Come le vere rock star. E quando arriva è un trionfo. Non ci sono dubbi sull’appeal che un critico d’arte e personaggio televisivo come Vittorio Sgarbi ha sul pubblico. E ieri sera le circa 300 persone che si sono radunate nella chiesa di San Giovanni Evangelista a Scicli erano lì per lui.

C’erano tutti, ma proprio tutti, la crème de la crème: signore bellissime con acconciature vaporose, abiti eleganti impreziositi dal mai fuori moda giro di perle che si attorciglia alle candide gole.

I signori, invece, rigorosamente in giacca e cravatta e scarpe eleganti che incedono lungo la chiesa con passo leggero, quasi etereo. E’ il Rotary club. E la classe non è acqua.

Era necessario arrivare almeno un’ora prima per avere il privilegio di sedersi in una sedia o in panca e di ascoltare in tutta tranquillità la lectio magistralis tenuta da Sgarbi.

All’ingresso, alcuni signori rigorosamente in vestito blu, ti chiedono un obolo per attraversare la chiesa: nobile causa, certo, il restauro della tela di San Giovanni a Patmos. Perché è necessario, quasi obbligatorio, contribuire. Se vuoi attraversare l’Acheronte, bisogna pagare il traghettatore.

Una volta dato il necessario al Caronte in Valentino, hai il privilegio di entrare e di sbirciare con i tuoi occhi in quello che è un evento davvero mondano. Per una sera hai il privilegio di sedere fianco a fianco con loro. In realtà no, perché le prime cinque file, sia sulla destra che sulla sinistra sono riservate ai soci. Ma che importa!, per vedere Sgarbi si fa questo ed altro e allora ci si accontenta anche delle retrovie.

Si può sempre ingannare l’attesa leggendo qualche pagina del libro che il critico dovrà presentare ma ahimè, pur essendo arrivati con un’ora di anticipo le copie in vendita erano già finite. Si aspetta, allora, con pazienza (e con le mani in mano) fino all’arrivo di Vittorio Sgarbi. Finalmente, il critico si fa avanti, è già pure microfonato…peccato che la chiesa sia gremita e che abbiano installato solo due casse. Quelli delle retrovie non riescono a sentire quasi nulla. Diciamo che più o meno il discorso si riesce a intuire. Si parla di arte, da Michelangelo a Caravaggio, passando per il Pontormo e Rosso Fiorentino. Il critico, in effetti, ha portato una presentazione al computer con le relative immagini per facilitare la comprensione della sua lectio, immagini  proiettate su un telo ideato per essere visto dai pigmei, o solo dalle prime cinque file.

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Nelle retrovie, pur non essendo ipovedenti, non si è avuto modo di apprezzare in pieno i dettagli che il critico via via illustrava. E finisce così una serata meravigliosa. Anche se siamo rimasti in piedi per un’ora e mezza, anche se non abbiamo sentito molto e anche se abbiamo visto veramente poco, abbiamo comunque apprezzato.

Irene Savasta
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