Cultura Cartoni animati 24/04/2016 18:48 Notizia letta: 3818 volte

Anna dai capelli rossi

Un'eroina eccentrica
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Di tutti gli anime tratti dai grandi capolavori della letteratura per ragazzi (e per questo definiti di genere Sekai Meisaku Gekijo), “Anna dai capelli rossi” è stato senza dubbio uno dei più rappresentativi. E anche uno dei più belli. Composto da 50 episodi, tratto dall’omonimo romanzo di Lucy Maud Montgomery, è stato prodotto nel 1979 ed è andato in onda per la prima volta sulle reti RAI e, successivamente, su Mediaset. Scritto da Isao Takahata, la storia è abbastanza nota: Anna Shirley è una bambina coi capelli rossi, orfana, sbattuta da un orfanotrofio all’altro e da una famiglia adottiva all’altra, fino a quando non viene adottata da Marilla e Matthew Cuthbert, due fratelli zitelli che abitano ad Avonlea, in Canada, nella “casa dal tetto verde”. Ed è a questo punto, in effetti, che inizia l’anime.

LA TRAMA

Anna Shirley ha 11 anni quando arriva ad Avonlea: a causa di un disguido burocratico, i fratelli Cuthbert si ritrovano questa bambina quando invece avevano chiesto un ragazzo per aiutare Matthew nei campi. Ma la personalità poetica e sognatrice di Anna e soprattutto la sua storia strappalacrime, conquistano il cuore della fredda Marilla che decide di tenerla con sé. Anna, dunque, si iscrive a scuola e nonostante abbia già 11 anni è semi-analfabeta. Ben presto, però, il talento, la grande intelligenza e soprattutto l’orgoglio della bambina la faranno diventare una delle studentesse più apprezzate, in eterna competizione con Gilbert Blythe, il ragazzo più ammirato della scuola. Gilbert decide di tirare uno scherzo ad Anna chiamandola “Pel di carota” e lei, ferita nel suo orgoglio (detesta il colore dei suoi capelli), gli fracassa una lavagnetta in testa. Non rivolgerà più la parola al ragazzo per cinque anni, nonostante lui si scusi tutte le volte che ne ha occasione. Ma l’orgoglio di Anna impedisce di perdonare il ragazzo. Ad Avonlea Anna incontra anche Diana Barry, colei che diventerà la sua migliore amica e insieme avranno tante avventure. Con il passare del tempo, Anna diventa sempre più talentuosa ma alla morte di Matthew, nonostante lei avesse vinto una borsa di studio per andare a studiare fuori, decide di ridimensionare i suoi sogni e le sue aspettative per non lasciare da sola colei che le ha fatto da madre. Gilbert, venuto a sapere della cosa, gli cede il suo posto di lavoro da insegnante ad Avonlea per uno molto più lontano e scomodo. Anna, finalmente, su un viale al tramonto,  perdona Gilbert e fra i due s’intuisce che è nata molto più di un’amicizia.

LA TEMATICA: UNA PROTAGONISTA ECCENTRICA

La personalità di Anna è sicuramente la prima cosa che colpisce: è una sognatrice, una poetessa, dotata di grande intelligenza e di grande sensibilità, pur avendo un passato che avrebbe messo k.o. chiunque con un minimo di autostima. E’, infatti, una delle eroine-orfane con il passato più triste, visto che la sua vita assomiglia a quella di un pacco postale: sbattuta qua e la, non voluta da nessuno, passa da una famiglia all’altra e sin da piccola conosce il lavoro e il dolore. La sua presenza addolcisce la vita dei due fratelli: Marilla, una donna arcigna e fredda, diventa una madre amorevole, seppur severa. Matthew viene conquistato subito dalla bambina, anche se ha difficoltà ad esprimere i propri sentimenti. La città di Avonlea diventa una campagna romantica, un posto da sogno in cui la piccola Anna vive: i sogni, infatti, sono la realtà immaginaria in cui la piccola si rifugia, visto che la realtà sarebbe stata insopportabile ai suoi occhi innocenti. “Anna dai capelli rossi” è la storia di un percorso di formazione: anche la ragazza, infatti, maturerà tantissimo e da sognatrice che era, diventa un’adulta responsabile visto che rinuncia alla borsa di studio per stare vicina a colei che gli ha fatto da madre. La rivalità con Gilbert, inoltre, mette in evidenza il carattere orgoglioso (e per certi versi aggressivo) di Anna, anche se non ci vuole molto a capire che il loro è un rapporto di odio/amore. Il ragazzo, tra l’altro, dimostra di essere un uomo a fine serie, anche lui maturato in questo viaggio di formazione e offre all’amata rivale il suo posto di lavoro. Indimenticabile la sigla italiana scritta da Vince Tempera.

Irene Savasta