Attualità Siracusa 26/04/2016 10:29 Notizia letta: 1363 volte

Parco della Neapolis. Se non ora, quando?

Un appello di Fabio Granata
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Siracusa - Fabio Granata,direttore del Distretto culturale del Sud-est e già assessore ai Beni Culturali, rivolge un appello alla Soprintendente Rosalba Panvini "con la quale in passato abbiamo creato esempi straordinari di valorizzazione del nostro Patrimonio" affinché "ponga con forza e priorità assoluta l'istituzione del Parco Archeologico della Neapolis alla direzione regionale dei Beni culturali"attraverso l'applicazione della legge Granata sul sistema dei Parchi Archeologici Siciliani.

"Oramai non è più possibile tergiversare poiché la situazione della Neapolis è critica e la istituzione del Parco rappresenta una soluzione immediata ed efficace così come dimostra il Parco della Valle dei Templi che, dopo la sua istituzione, ha aumentato gli ingressi del 70 per cento e oltre,ha avviato i servizi aggiuntivi, ha promosso la situa immagine sul mercato internazionale del turismo culturale e ha garantito l'apertura permanente del Parco,attraverso l'autonomia finanziaria prevista dalla normativa e che consente di coprire ogni esigenza di straordinari sia per i custodi che per la ordinaria e staordinaria manutenzione".

Quindi Fabio Granata rivolge un appello alla Panvini anche alla luce "dell'annuncio della istituzione del Parco di Segesta e Selinunte. La Neapolis non può più attendere e rappresenta il Parco più importante della Sicilia è uno dei più importanti al mondo. Il Parco,se non ora quando?". 

La legge 20 sul sistema dei Parchi archeologici della Sicilia, denominata "legge Granata" prevede piena autonomia finanziaria e gestionale del Parco istituito attraverso un Consiglio del Parco nel quale, oltre alla Soprintendenza, si prevede un Direttore responsabile della valorizzazione e la presenza del Comune attraverso il Sindaco o l'assessore alla cultura, oltre che di rappresentanti delle guide,delle associazioni culturali e ambientaliste riconosciute. Uno strumento agile e moderno,recentemente preso come modello dal Ministro Franceschini per le istituzioni museali nazionali ma da noi, con l'eccezione di Agrigento, mai applicata.

Redazione
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