Cultura Londra 26/04/2016 17:10 Notizia letta: 2793 volte

La Sicilia in mostra a Londra

Visitabile fino al 14 agosto
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Londra - «Sicilia: cultura e conquista».

Fino al 14 agosto il British Museum di Londra ospita la prima esposizione interamente dedicata alla Sicilia nel Regno Unito. 

La mostra copre un ampio arco di tempo con un focus particolare su due periodi: quello greco e quello normanno. 

A Londra pezzi di musei e bacini archeologici raccontano una terra dove ilmito e la leggenda hanno convissuto con intelligenze umane capaci di produrre una storia dei luoghi sacra e grandiosa; spiegano la storia di un'isola non meno greca di Olimpia, che profumava di Attica, che ti faceva sentire vicino a Parmenide, a Zenone, che sapeva creare l'abbondanza dalla sterilità, la bellezza dall'incoerenza della natura selvatica, e dove la terra rossastra che la ricopriva ne faceva un'enorme terracotta che, a seconda del capriccio di qualcuno o del tempo, forgiava vasi, anfore piatti, crateri. Ma parlano anche le architetture e le preziose stoffe del periodo normanno. Tra le sale incontri il rostro ritrovato nel 2011 che risale alla prima guerra punica, nel 241 a.C., quando i romani conquistarono l'Isola e ne fecero il granaio di Roma, e l'ariete in bronzo montato sulle navi da guerra romane per affondare le navi nemiche, rinvenuto di recente. Un altro oggetto di incredibile fascino è l'altare in terracotta proveniente daGela, alto più di un metro e interamente preservato con le tre dee ctonie. Come il portello tombale da Castelluccio di Noto e i suoi simboli di fertilità, o le tre gambe, simbolo della Triskele, dipinte su un vaso di ceramica. O ancora una pàtera d'oro, già a Londra, perché regalo al Museo di un ambasciatore. Presenti alcuni frammenti architetturali di Palazzo dei Normanni, per dare l'idea di come fosse lussuoso, e un mosaico bizantino della cattedrale di Palermo con la Vergine Maria.
Ancora: una scultura di terracotta proveniente da Gela raffigura una Gorgone, con i ricciolini a chiocciola come i ragazzi di oggi, un busto di marmo Federico II. Tra gli oggetti più interessanti, una mappa commissionata da re Ruggero al cartografo islamico Al-Idrisi, e custodita alla Bodleian Library di Oxford, e un falcone di bronzo che si trova al MoMa di New York. La maggior parte dei manufatti - soprattutto quelli che permettono un'infusione di Grecia antica dove, in tempi non meno feroci dei nostri, quando le armi tacevano, si costruivano meraviglie, quasi che lo scalpello fosse capace di ammorbidire quella ferocia - proviene dal Museo archeologico «Paolo Orsi» di Siracusa e dal «Salinas» di Palermo, dai musei archeologici di Agrigento e Gela, dalla Soprintendenza del Mare e da quella di Palermo, dalla Galleria di Palazzo Abatellis, dall'Antiquarium di San Cipirello, dal MuseoDiocesano di Palermo. Il manifesto della mostra è stato fornito dal Museo Salinas: un frammento di metope del Tempio C di Selinunte che raffigura una testa. A Londra anche una piccola metopa ancora più arcaica, appartenente a un tempio non più esistente, denominato Y, una testa di marmo del tempio E, un busto votivo in terracotta, una iscrizione bilingue e una collana bizantina che faceva parte del tesoretto nascosto dagli arabi quando sbarcarono a Campobello di Mazara. In cambio, all'Archeologico palermitano arriverà la collezionedi disegni raffiguranti il Tempio C di Selinunte. Dal Castello della Zisa, ecco la pietra quadrilingue, simbolo di integrazione.
Nella prima sala trova posto «La Madonna orante», un mosaico del XII secolo del Museo Diocesano: è l'unico frammento noto di un apparato musivo della cattedrale di Palermo, prima dei rifacimenti settecenteschi, che probabilmente si trovava all'interno di una cappella e che dopo Londra proseguirà per Cracovia.
Selezionato anche un frammento del trono regio federiciano della cattedrale palermitana, sempre prima del riassetto settecentesco, tirato fuori dai magazzini.
 

Redazione
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