Cultura Cartoni animati 02/05/2016 12:20 Notizia letta: 1941 volte

Vampire Princess Miyu

La guardiana degli Shinma
  • http://www.ragusanews.com//immagini_articoli/02-05-2016/vampire-princess-miyu-500.jpg
  • http://www.ragusanews.com/resizer/resize.php?url=http://www.ragusanews.com//immagini_articoli/02-05-2016/1462184666-1-vampire-princess-miyu.jpg&size=605x500c0
  • http://www.ragusanews.com//immagini_articoli/02-05-2016/vampire-princess-miyu-100.jpg
  • http://www.ragusanews.com//immagini_articoli/02-05-2016/1462184666-1-vampire-princess-miyu.jpg

Anche se può andare in giro di giorno, per fortuna non risplende alla luce del sole come i vampiri di Twilight. “Vampire Princess Miyu” è un horror anime basato sul manga di Narumi Kakinouchi. L’anime, composto da 26 puntate e 4 OAV, è stato prodotto per la prima volta nel 1988 ma trasmesso in Italia soltanto in tempi recenti sul canale Sky Man-Ga. Appartenente comunque al genere Shojo, pur essendo classificato come horror, questo anime ha un’atmosfera sognante e una cupa tristezza che lo differenziano nettamente dal genere di riferimento. “Vampire Princess Miyu”, infatti, ha più l’atmosfera horror che non l’animazione. La protagonista della vicenda è Miyu, una principessa vampiro di 13 anni che ha il compito di rispedire gli Shinma (i demoni), nell’oscurità.

MIYU

Il personaggio principale, Miyu, ha una caratterizzazione psicologica molto complessa:  è una ragazzina che rimarrà per sempre una tredicenne ed è anche “Il guardiano” degli Shinma. Il suo triste compito è quello di ricacciare nelle tenebre i demoni. Dopo averli chiamati per nome privandoli dei propri poteri, usa il fuoco per confinarli nell’oscurità. Miyu si porta dietro un’indicibile tristezza: nel corso della serie, infatti, si viene a sapere del passato della ragazza e della sua vita precedente, per cui ha molta nostalgia. Era una semplice bambina e sua madre scoprì di essere una vampira solo quando la diede alla luce. Per tutta l’eternità il suo compito sarà quello di combattere i demoni. Il suo destino, infatti, non cambierà mai e si avverte, nel corso della narrazione, il fardello che la ragazza si porta dietro. Pur essendo un vampiro, può confondersi con gli umani,  andare in giro di giorno e frequentare la scuola. Riesce a stringere un tenero rapporto d’amicizia con la compagna Chisato ma purtroppo, divisa sempre fra il compito di guardiana e la sua natura di vampiro, si manterrà sempre a distanza. Miyu, come tutti i vampiri della tradizione, si nutre di sangue umano ma sceglie le sue vittime fra coloro che desiderano morire o che non hanno nessuna speranza per il futuro. Unico compagno di avventure della ragazza è Larva, uno Shinma occidentale di rara bellezza che, originariamente, doveva ucciderla. Una volta assaggiato il suo sangue, però, diviene il suo schiavo e il suo unico amico.

GLI SHINMA

Gli Shinma sono creature soprannaturali che divorano il cuore degli uomini e li conducono alla rovina, approfittando delle loro debolezze. Alcuni vivono segretamente fra di loro, nascosti fra la linea del giorno e della notte. Altri, invece, non si rendono neanche conto della loro condizione di Shinma. Miyu, però, è implacabile con ognuno di loro perché molti anni fa vennero sigillati nelle tenebre e il suo compito è proprio quello di ricacciarli indietro. La cosa interessante dell’anime è la sua stessa natura ambivalente: così come Miyu ci appare fredda ma allo stesso tempo triste e con una sua “moralità”, gli Shinma, pur essendo dei demoni, non sono strettamente malvagi: alcuni, infatti, fanno di tutto per nascondersi dalla guardiana e preferiscono vivere in maniera pacifica con gli uomini. Altri, addirittura, non sanno nemmeno di essere dei demoni: la loro natura, infatti, è come addormentata fino a quando Miyu non li chiama per nome rivelandola. L’anime ha il difetto di essere ripetitivo: le puntante, infatti, sono autoconclusive e il modo in cui Miyu ricaccia indietro gli Shinma è sempre uguale. Tuttavia è interessante scoprire pian piano il passato della principessa vampira e  il suo legame con Larva e con Chisato.

Irene Savasta