Appuntamenti Pozzallo 03/05/2016 22:45 Notizia letta: 3559 volte

Nel nome di Regeni il festival Sabir a Pozzallo

Dal 12 al 15 maggio
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Pozzallo - C’è un modo semplice per chiedere la verità sul caso di Giulio Regeni e colpire l’omertà del governo egiziano: includere l’Egitto nella black list dei “paesi non sicuri”. E’ questo il senso di una petizione – già sottoscritta da una novantina di parlamentari europei – che da alcuni giorni è in Rete nel sito Change.org e che il suo autore, Luigi Manconi, presidente della Commissione Diritti umani del Senato, stamani ha illustrato durante la presentazione del “Festival Sabir” che si terrà a Pozzallo dal 12 al 15 maggio. Terza edizione del festival Sabir Sabir – “Festival diffuso delle culture mediterranee” – è alla sua terza edizione. Le prime due, come questa organizzate dall’Arci, si sono tenute a Lampedusa, questa si terrà a Pozzallo, in provincia di Ragusa, dove ha sede uno dei cosiddetti hotspot, i luoghi dove i migranti che sbarcano in Italia vengono identificati. “Esiste una stretta relazione – ha detto Manconi – tra la battaglia per la verità sul caso Regeni e l’arrivo dei migranti perché se l’Egitto non è più un ‘Paese sicuro’, non lo è nemmeno per chi proprio da lì è fuggito. Ma ancora oggi, in base a un accordo di riammissione con l’Italia, rispediamo in Egitto migliaia di profughi che arrivano da noi”. Giulio incarnava il sogno dei padri fondatori dell'Europa “Giulio – si legge nell’appello - incarnava il sogno dei padri fondatori dell'Europa, il miglior risultato di quelle politiche di scambio culturale e integrazione su cui abbiamo puntato alcuni decenni fa e che tanto profondamente hanno cambiato le nuove generazioni del continente. Proprio per difendere questo pezzo fondamentale della nostra identità europea, l'uccisione di Regeni non può che portarci a chiedere di dichiarare l'Egitto Paese non sicuro. Non lo è stato per Giulio e non lo è per migliaia di anonimi egiziani della cui sorte mai sapremo. E potrebbe non esserlo per i tanti turisti, lavoratori, studenti e ricercatori europei che vi si recheranno in futuro”. Negli ultimi mesi oltre 700 sparizioni I dati parlano chiaro: solo negli ultimi otto mesi vi sono state 735 sparizioni e di circa 500 di queste persone non si hanno più notizie; mentre dal gennaio 2016 sono già 3 i morti accertati, con evidenti segni di tortura sul corpo. “Di conseguenza – sottolinea l’appello -, nelle relazioni dell'Europa con l'Egitto la questione dei diritti umani non può essere un accessorio insignificante. Deve essere, piuttosto, una priorità fra le priorità. E non si può immaginare un sistema di rapporti, di qualsiasi tipo, fra uno Stato europeo e un altro Stato che al suo interno non garantisca la tutela dei diritti fondamentali”. Egitto da includere in lista nera La richiesta di includere l’Egitto nella lista nera non è rivolta solo al governo italiani, ma a tutti i paesi europei. Nell’appello non a caso si invita Federica Mogherini, Alto rappresentante per gli affari esteri dell'Unione europea, ad adoperarsi in questa direzione. Nel frattempo, ha sottolineato Manconi, ciascuno può fare la sua parte cancellando l’Egitto dalle mete turistiche proprie e dei suoi familiari. Figura di Regeni al centro del festival Sabir La figura del ricercatore italiano ucciso dagli apparati di sicurezza egiziani sarà al centro del festival Sabir. Nel corso della conferenza stampa il sindaco di Pozzallo Luigi Ammatuna ha annunciato che lo striscione di Amnesty International con lo slogan “Verità per Giulio Regeni” sarà affisso sulla facciata del comune. La presidente dell’Arci Francesca Chiavacci e il vicepresidente Filippo Miraglia hanno sottolineato che lo scopo principale del festival Sabir è dar voce “ai rappresentanti della società civile delle due sponde del Mediterraneo”. Aderiscono all’iniziativa la Caritas italiana, A Buon Diritto ,l’Associazione studi giuridici per l’immigrazione, l’Associazione Carta di Roma e le Acli.

Redazione
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