Attualità Scicli 07/05/2016 00:11 Notizia letta: 4246 volte

Scicli, i rifiuti e i giuristi di Cannamara, politici di Mienzugnaziu

Le colpe di chi oggi grida
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Scicli - Ci provano tutti, il punto è questo. Ci provano gli onorevoli regionali della provincia di Ragusa e ci provano pure gli ex sindaci e il Presidente Crocetta. Ci provano gli ex consiglieri e amministratori del comune di Scicli, sciolti per mafia nella primavera del 2015 e ci provano anche quelli che, temendo la fuga del nemico, ordinano alle loro truppe di abbandonare le montagne per scendere in piazza a gazebare.
Ci prova, insomma, tutto il popolo degli ex che vorrebbe ricucire il taglio di una verginità politica oramai ceduta, passata di mano. Ci provano anche le giovani e nuove promesse dell’intelligenza sciclitana, con le dovute distanze, però, dalla comitiva fin troppo allegra che s’è radunata per abbattere le pale di un mulino, spinto, oggi, dal vento dei rifiuti.
Ecco, con il progetto Cuturi della società Acif ci stanno provando tutti. Tutti per avere un posticino sul palchetto della visibilità mediatica. Un comunicato stampa, una ripresa delle TV locali, dibattiti al bar e tra i limoni dei giardini pensili di San Nicolò, condivisioni e raffiche di “mi piace” sui social, fiaccolate della pace e il piatto della protesta è servito.
Eppure, molti, tra gli attori di questa commedia ambientalista, avrebbero potuto fare tanto e di più prima che le carte di Cuturi venissero giudicate per buone e offrire all’imprenditore l’opportunità dell’impianto di recupero rifiuti.

Loro, giuristi di Cannamara, politici di Mienzugnazio!

A partire dall’Autorizzazione Impatto Ambientale, a esempio, concessa dall’Assessorato Territorio ed Ambiente.
Che la nostra rappresentanza politica fosse impegnata, dal consiglio regionale al senato della repubblica, a governare solo problematiche d’alta quota per il popolo ragusano lo apprendiamo dalle dichiarazioni rese da onorevoli e senatori agli organi di stampa a vario titolo. Infatti, i nostri politici vengono a conoscenza di un progetto terra terra, quello per lo stoccaggio dei rifiuti Acif nel proprio territorio grazie ai giornali del circondario o, peggio ancora, in virtù di un banale processo di audizione in commissione ambiente, sollecitato da un movimento politico sciclitano sull’argomento “Cuturi”. Tutto ciò la dice abbastanza lunga sul presidio, di stampo politico, che i nostri onorevoli e senatori esercitano su Scicli e dintorni.
Così, oggi, dopo che il puzzle della presunta discarica sta prendendo forma e sostanza, diventa piuttosto facile predicare contro Acif e il progetto di recupero rifiuti. Tutti consegnatari della verità e primi intestatari di una vittoria politica personale che nulla ha a che vedere con le giuste pretese del popolo sciclitano in ordine a sicurezza ambientale e tutela paesaggistica del territorio. Tutti bravi, oggi, con mezza vittoria già in tasca, a parlare in difesa di Scicli e delle sue campagne. A partire dall’onorevole Dipasquale e dei suoi fattorini di partito fino all’onorevole Ragusa e alla Senatrice Padua.

Bravi, bravi tutti per davvero.

Ma nel 2014, sindaco di Scicli è Franco Susino, vicesindaco Pino Savarino e assessore comunale all’Ambiente Giampaolo Schillaci, quando Acif presentò al Comune di Scicli la richiesta di ampliamento di una discarica già in essere, loro, gli onorevoli regionali e i senatori, dov’erano?
Come mai la Giunta Susino, la stessa che 13 mesi più tardi, nel 2015, venne spazzata via dall’antimafia, ritenne opportuno non informare il consiglio comunale sulla vicenda Acif?
Come mai l’amministrazione guidata dal Sindaco Susino e appoggiata dal partito democratico in consiglio comunale, non sollevò la problematica della discarica e dei rifiuti quando il progetto fu presentato agli organi comunali competenti?
Come mai, allora, al tempo della Giunta dei «responsabili», non vennero poste in essere misure difensive, vere ed efficaci, a tutela del territorio sciclitano, posto che il progetto Acif, passato di mano in mano in conferenze di servizio e votato a maggioranza, arrivava a Palermo munito del conforto di tutte le autorizzazioni?
Come mai, oggi, coloro i quali hanno condotto la città verso il baratro di un commissariamento per mafia sbandierano ai quattro o cinque cantoni un parere negativo con prescrizioni, espresso -in silenzio e senza farne parola con alcuno- sul progetto Acif, per poi ritrovarci, a prescrizioni soddisfatte dall’imprenditore, con una discarica pronta e quasi operativa?

Sarebbe veramente da sciocchi pensare che un progetto di siffatte dimensioni e dall’impatto ambientale sconvolgente potesse essere bloccato con un timido parere negativo di Giunta, con prescrizioni, però.

Eppure, così, andarono realmente i fatti.

Che percorso seguivano le richieste di autorizzazioni al Comune di Scicli prima del tanto disonorato commissariamento? Le carte, insomma, che fine facevano negli uffici comunali? Chi non ha vigilato sull’operato di dirigenti e funzionari preposti agli uffici per valutare un progetto di 7 milioni di euro e 800 mila tonnellate di rifiuti da trattare in territorio di Scicli?
Come mai la cittadinanza apprende, due anni dopo e per puro caso, dell'affare per il trattamento di miglialia, migliaia, migliaia e migliaia di chili di rifiuti nel cuore del proprio territorio?
Occorre ancora chiedersi, cari sciclitani, chi ha portato quell’impianto in contrada Cuturi?
Malgrado ciò, oggi, chi doveva dire No e ha chiesto solo semplici modifiche al progetto, chi doveva vigilare sugli uffici comunali e non ha vigilato, chi doveva tutelare il territorio e pensava all’aria fritta in olio di canapa, grida allo scandalo.

Forse perchè inadeguato, salottiero, parvenue, esibizionista, e anche qualcos'altro, per chi ha avuto la ventura di frequentarlo.

Siamo, dunque, alla teatralizzazione più pura della politica e del suo fare. Dicono di essere indignati. Ma non è vero. Ci si doveva inquietare prima e non dopo. Altrimenti Scicli avrà solo una piazza urlante, che grida, che inveisce, che condanna, come diceva uno statista italiano oramai in pensione, e Cuturi pronta ad accogliere i suoi rifiuti da rigenerare e smaltire.

N.B.: Cannamara e Menziugnazio sono contrade periferiche del territorio di Scicli.

Socrathe
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