Cultura Cartoni animati 15/05/2016 21:48 Notizia letta: 3184 volte

Gantz. Esiste qualcosa dopo la morte?

Una misteriosa sfera nera in un appartamento di Tokyo
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"Le vostre vecchie vite sono finite. Ora sta a me decidere cosa fare delle vostre nuove vite. E questo è quanto". E’ questo quello che si legge in  Gantz, la misteriosa sfera nera così denominata chiusa in un anonimo appartamento di Tokyo. E’ questo quello che leggono anche i protagonisti di quest’opera,  Kei Kurono e Masaru Kato e tutti gli altri che avranno la sfortuna (o fortuna, a seconda dei punti di vista) di capitare in quella stanza. Gantz è stato un manga lungo 13 anni, scritto da Hiroya Oku, di genere Seinen. E’ considerato uno dei titoli più importanti di sempre e proprio per questo ha diviso il pubblico: alcuni, infatti, lo considerano un capolavoro senza tempo, altri un titolo furbetto buono solo per il fanservice. Sinceramente, Gantz rimane un’opera affascinante, con uno degli incipit più pulp e sorprendenti della storia dei manga. Dal manga è stata tratta una serie anime andata in onda nel 2004 ma su cui sinceramente è meglio stendere un velo pietoso, in quanto nulla ha a che vedere con l’opera cartacea.

LO STRAORDINARIO INCIPIT

Kei Kurono, un ragazzo delle superiori, si trova ad aspettare la metropolitana di Tokyo, intento in pensieri deprimenti ed egoisti. Mentre aspetta il treno, un barbone ubriaco scivola sui binari. Proprio perché Kurono è un egoista e un ipocrita, è totalmente disinteressato alla sorte del barbone, così come tutti gli altri passeggeri, tranne uno: Masaru Kato, un vecchio amico di Kurono che cerca di aiutarlo. I loro sguardi s’incrociano e Kato chiede aiuto al vecchio amico Kurono. Quasi spinto da una forza invisibile, anche Kurono si ritrova ad aiutare il barbone. I due vecchi amici riescono a metterlo in salvo il ma sentono il treno arrivare dietro di loro: iniziano a correre, ma il treno è troppo veloce e loro troppo lenti. Dopo pochi metri, vediamo le loro teste volare. Entrambi sono morti e l’ultimo pensiero di Kei Kurono è: “Beh, chi se ne frega”. Ma come, i protagonisti della storia muoiono nel primo capitolo? Ebbene si. I protagonisti di Gantz, infatti, sono tutti morti. Dopo l’incidente, Kei e Kato si ritrovano in una misteriosa stanza con una sfera nera, Gantz, insieme ad altre persone sconosciute morte anche loro nei modi più disparati. Ed è a questo punto che inizia l’avventura.

GANTZ: ESISTE QUALCOSA DOPO LA MORTE?

I protagonisti di Gantz sono tutti defunti: Gantz li raccoglie in quell’appartamento dopo la morte: chi ha avuto un incidente (come Kei e Kato), chi si è suicidata (come Kei Kishimoto), chi fa parte della Yakuza ed è morto in un conflitto a fuoco. Non sono fantasmi, ma in qualche modo vivi: Gantz, in cambio di questa vita temporanea, chiede loro di compiere delle “missioni” in cui è in gioco la loro stessa vita ed è così che i nostri protagonisti vengono catapultati in un mondo che non conosce regole, fantascientifico, in cui devono dare la caccia a degli alieni…loro, in fondo, non sono nient’altro che marionette di Gantz. Ma che cos’è Gatz? Chi l’ha creata? Cosa vuole dai morti? Tutte domande a cui si darà una risposta nel corso della lunghissima serie.

IL MONDO FANTASCIENTIFICO DI GANTZ

I protagonisti vengono dotati di tute particolarissime e armi sofisticate, ai confini con l’incredibile: il mondo di Gantz è il mondo della sopravvivenza oltre la morte. E saranno ben pochi a farcela. Nel corso della narrazione, infatti, salvo il protagonista principale, Kei Kurono, quasi tutti periranno nell’impresa. La prima squadra morirà al tempietto della dea Kannon e le altre persone  nel corso di altre  missioni. Kei Kurono, da ragazzo asociale malvisto a scuola (viene denominato “lanterna di giorno” perché considerato inutile), dimostra una crescita sorprendente: da un lato, infatti, riscopre un antico fuoco che lo porta naturalmente a combattere per sopravvivere, diventando un leader naturale, dall’altro matura sempre di più e si lascerà per sempre quel terribile cinismo alle spalle. Alla fine dell’opera, Kei Kurono è diventato un uomo.  Anche i personaggi secondari di Gantz hanno una caratterizzazione interessante: di alcuni, non conosciamo neanche i nomi, vengono soprannominati “vecchio”, oppure “il ragazzo carino”, o “la ragazza strana”, spesso muoiono presto durante le missioni ma in qualche modo il lettore è portato ad amarli e ad apprezzarli, anche per pochi capitoli. In fondo, lottano per la sopravvivenza. C’è tanto fanservice in Gantz: scene piuttosto esplicite, seni prorompenti e tanti eventi al limite dello splatter. Nonostante qualche limite dovuto anche alla lunghezza dell’opera, rimane un titolo avvincente anche se adatto soltanto ad un pubblico adulto.

Irene Savasta