Giudiziaria Ragusa 24/05/2016 18:03 Notizia letta: 3247 volte

Morte di Orazio Giunta, le ragioni della difesa

Al termine dell'udienza preliminare
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Ragusa - E’ terminata l’udienza preliminare a carico del dottor Riccardo Offerta, rinviato a giudizio per omicidio colposo nei confronti di Orazio Giunta, il bancario con la passione per la fotografia morto il 12 agosto 2011 all’ospedale Civile di Ragusa. Come si ricorderà, inizialmente erano otto i medici indagati. L’avvocato di Offerta, Salvatore Sterlino, al termine dell’udienza preliminare, ha voluto chiarire alcuni aspetti della vicenda che, secondo la difesa, non sarebbero corrispondenti a ciò che veramente è accaduto. Offerta, secondo l’avvocato difensore, non si sarebbe occupato di Giunta per tutto il giorno, cioè sin dal momento del suo ricovero. Il medico, infatti, sarebbe entrato in servizio soltanto durante il pomeriggio. Per quanto riguarda le patologie sofferte da Giunta, l’avvocato di Offerta spiega che la patologia diagnosticata al fotografo, cioè una pancreatite, in realtà era la forma più acuta e severa, ovvero quella necrotica ed emorragica, a cui si accompagnano complicazioni polmonari importanti (versamento pleurico) e problematiche infettive come febbre alta, fino all’insufficienza cardiaca determinata da un’aterosclerosi ostruttiva della coronaria anteriore al 70%, così come poi è stato rilevato in sede di autopsia. Per questo, secondo l’avvocato, se questa patologia può portare o meno al decesso di un paziente, richiede una specifica competenza ed accertamenti medico legali, accompagnati da una lettura completa ed approfondita del diario clinico. In merito alle perizie, inoltre, secondo cui non sarebbe stato applicato il protocollo sanitario previsto nei confronti di Orazio Giunta, l’avvocato sostiene che è una convinzione errata, in quanto  la prima consulenza del PM, firmata da un professore universitario e da un medico legale, avevano escluso profili di responsabilità per tutti i medici coinvolti. Inoltre, la procura aveva avanzato, all’epoca, una richiesta di archiviazione nei confronti dei medici indagati. In ogni caso tutti questi elementi e molti altri ancora, verranno dibattuti nel corso dell’udienza prevista per il 30 giugno.

Irene Savasta