Attualità Scicli 28/05/2016 11:28 Notizia letta: 2347 volte

Intitolato auditorium a Peppino Impastato. C'era anche Zanda

All'istituto Don Milani
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Scicli - “Io penso che il vostro dovere sia di essere testimoni e sentinelle della legalità, stando anche attenti ai comportamenti degli adulti. In questo modo crescerete bene e aiuterete la crescita sana del Paese”. Luigi Zanda apre col nitore di un messaggio diretto la sua lectio magistralis agli alunni dell’Istituto Comprensivo Don Milani di Scicli, con un “un pensiero semplice”, come lo dice lo stesso Presidente del Gruppo Pd al Senato della Repubblica. L’auditorium della scuola trabocca degli sguardi freschi dei ragazzi della Media, composti ed emozionati, in una giornata solenne, che per l’istituto è il coronamento di mesi di creatività e studio. Non è un sabato come tanti, ma la festosa intitolazione dell’auditorium della scuola a Peppino Impastato. Una cerimonia tutt’altro che retorica, bensì sgorgata naturale e logica da un percorso trasversale sulla legalità, sui diritti e i doveri civili. La sessione dei lavori è aperta dal dirigente scolastico Gabriella La Marca, che si sofferma a lungo sulla figura di Peppino Impastato, guadagnando l’attenzione degli studenti, rapiti dal racconto di quel ragazzo che, fin dalla scuola si era avvicinato alla politica, che con gli amici aveva fondato un giornale, che aveva saputo dire di no al suo stesso contesto familiare, imbevuto di mafia e connivenza. Aleggia in absentia ma icastica la figura di Peppino Impastato, la sua onestà nella controinformazione, e il suo valore è ribadito dal prof. Giovanni Mormina, Referente dei Rapporti l’Esterno, artefice della giornata e curatore del progetto; il docente pone l’accento “sullo spessore di un uomo, che vive la circostanza anomala di combattere la mafia pur provenendo dalla mafia, iniziando un percorso politico e culturale di opposizione alla mafia”. L’importanza della manifestazione è testimoniata dal corposo il tavolo dei relatori, dai rappresentanti delle Istituzioni: “lo sforzo per tutti è quello di restare dentro la legalità”, sostiene il deputato Regionale Orazio Ragusa, “in una società più sana, più buona, che possa formare le vostre coscienze di futuri dirigenti della vita e della società italiana”. “Non in tutte le scuole accade quanto è accaduto oggi qui”, spiega Venerina Padua, senatrice della Repubblica: la legalità non è un dono che piove dal cielo: bisogna crescere dentro un percorso. Essere aiutati dalla scuola in ciò è qualcosa di prezioso”. È un personaggio storico Peppino Impastato e la scuola getta luce sulla verità della sua parabola di vita, ma anche sulla sua figura paradigmatica, quale archetipo della lotta alla mafia, quale testimonianza viva di coraggio. Si esprime in questo senso a lungo Piero Gurrieri, vicepresidente di Avviso Pubblico, la rete di Enti locali e Regioni per la formazione civile contro le mafie, che ha indetto il concorso “Il silenzio è dolo. Siamo l’Italia che sceglie il coraggio”. Un concorso al quale hanno aderito con passione gli studenti della Don Milani, “questi ragazzi che sono il futuro”, nelle parole di Lorella Rossitto, presidente dell’associazione “100 passi” di Siracusa, e che prendono parte attiva alla kermesse, con i loro lavori in concorso, con la superba esibizione, diretta dalla prof. Lucrezia Ragusa, dell’orchestra “I care”, reduce da una messe di riconoscimenti.

“La mafia uccide, il silenzio pure”. Il celebre aforisma di Peppino Impastato si scolpisce a fuoco nelle menti degli studenti della Don Milani di Scicli, che elaborano un contributo vivo alla cerimonia di intitolazione dell’auditorium dell’istituto. Una bella rassegna di foto e cortometraggi, curati dal prof. Carmelo Caserta, dà saggio della rielaborazione originale del tema proposto dal concorso “Il silenzio è dolo. Siamo l’Italia che sceglie il coraggio”, indetto da Avviso Pubblico. A questi lavori si accompagnano i testi poetici. Rubiamo alcuni versi dal quaderno di Andrea, II A: “Ti vedo / triste / offesa / pallida in volto. / Soffri per le tue vittime / Tutti ti cercano / pochi ti trovano / perché sei ostacolata / dal silenzio / dalla paura / dalle offese. / Qualcuno cerca di comprarti / ma tu, Giustizia, fai la tua strada. / Porti la verità”.

La Sicilia

Elisa Mandarà