Attualità Chiaramonte Gulfi 03/06/2016 12:03 Notizia letta: 4944 volte

La pensione negata

Eppur si muove?
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Chiaramonte Gulfi - Giovanni Ingallinera, insegnante di scuola media e architetto di Chiaramonte Gulfi, aspetta ancora la sua pensione. Eppure, qualcosa si è mosso. In seguito ad un articolo pubblicato su Ragusanews.com il 19 febbraio 2016, Giovanni Ingallinera è stato contattato dall’INPS di Ragusa. Ma l’incontro è stato tutt’altro che fruttuoso. Provveditorato e INPS, secondo il professore, starebbero giocando a rimpiattino. Giovanni Ingallinera, infatti, dovrebbe acquisire una pensione di vecchiaia in totalizzazione, cioè il cumulo fra gli anni di servizio a scuola, quelli di libero professionista e del servizio militare o sostitutivo (servizio civile).

Cos’è successo dopo la pubblicazione dell’articolo?

“Premetto che la mia pensione, ormai, è diventata una vera e propria odissea che mi vede impegnato, quasi quotidianamente, a combattere contro l’INPS e il Provveditorato che stanno costruendo dei muri a difesa dei loro errori e delle loro inadempienze. Quindi, a grandi linee cercherò di riassumere quanto è accaduto fino ad oggi. A seguito dell’articolo pubblicato sul vostro giornale Il Direttore dell’INPS di Ragusa ha contattato il patronato a cui mi ero rivolto e manda una lettera ufficiale al legale che mi segue per avere accesso agli atti che chiedevamo da due mesi. Stabiliamo un appuntamento per visionare il mio fascicolo e per avere, eventualmente, copie degli atti. Ci siamo incontrati nella sede dell’INPS il 9 Marzo e con mio grande rammarico e sconcerto apprendo dal Direttore che non ha gli atti dell’istruttoria per i quali mi aveva convocato. Il funzionario promette di recuperali e farmeli pervenire a breve. Bene, ho dovuto ancora aspettare altri due mesi e minacciare denuncia per omissioni di atti d’ufficio per potere avere una parte di queste carte. Questa reticenza lascia pensare che non si tratti di un semplice errore ma sicuramente nasconde ben altro. Quale è il motivo che si nasconde  dietro queste manovre e allungare i tempi a dismisura per l’accesso agli atti ai quali la legge mi consente di accedere e che loro invece ostacolano?”

Se errore c’è stato, quale spiegazione le hanno dato?

“La spiegazione principale è che il Provveditorato ha sbagliato a collocarmi a riposo per raggiunti limiti di età.

Secondo Il Direttore dell’INPS, che smentisce le stesse circolari del suo Ente, non avevo i requisiti. Se l’INPS applicasse quello che dice la circolare n°37 del 2012  io avrei i pieni requisiti, come anche la Cassa degli architetti afferma. Ma il colmo di tutto questo e che si accorgono del presunto errore all’inizio del mese di Febbraio 2016, dopo  5 mesi dalla mia messa a riposo, a seguito delle pressioni che ha  esercitato il legale per l’accesso agli atti. Altra cosa strana è che io per primo vengo informato dall’INPS di questo errore e non chi lo aveva commesso, cioè il Provveditorato. Quest’ultimo lo apprende successivamente da me”.

In sostanza, cosa le risponde l’INPS?

“Quando mi viene annunciato questo errore chiedo al funzionario che ci riceve: supponiamo ci sia stato questo errore, ma quando la pratica è arrivata all’INPS nel maggio 2015 non è stata controllata dai suoi uffici? A questo punto  la sua  risposta è stata sbalorditiva:  non si possono controllare tutte le domande di pensione che arrivano dal Provveditorato. Risposta inaccettabile e irrispettosa del cittadino. Ci si chiede: ma cosa fanno allora impiegati e funzionari quando trattano un fascicolo? Nel caso specifico,  di pensione in totalizzazione , è proprio l’INPS l’Ente istruttore della pratica  che deve accertarsi se ci sono le condizioni e i requisiti, per andare in pensione, presso tutte le altre Casse dove il lavoratore ha dei contributi. Quello che non convince e insulta l’intelligenza altrui è che questo presunto errore viene tirato fuori l’8/02/2016 a seguito delle richieste incessanti di accesso agli atti intraprese già nel mese di Gennaio 2016. Si consideri che io ero già collocato a riposo dal primo di Settembre 2015 e quindi senza pensione e senza stipendio e loro erano a conoscenza di questo e non hanno sentito nemmeno il dovere morale di risolvere velocemente il problema e hanno invece  lasciato marcire il mio fascicolo in un cassetto .

Mi chiedo ancora: ma in quale cassetto è rimasta la mia pratica ferma per otto mesi? Perché il responsabile del procedimento al quale mi sono rivolto per iscritto già il 2/12/2015, per avere notizie della mia domanda di pensione,  non mi ha mai risposto? Perché i solleciti scritti e telefonici del legale,  del Padronato e miei  sono rimaste senza risposte?  Perché di fronte a tale richiesta il funzionario non si è preso la briga di andare a cercare il fascicolo e controllare quale era il problema e comunicarmelo?  Perché questo funzionario e tutti quelli che hanno messo le mani in questo fascicolo non hanno rispettato il regolamento interno dell’Ente (determina n°47 del 2010) che fissa, tra l’altro, i tempi e le modalità dei procedimento che nel mio caso erano massimo di 60 giorni?   Io mi trovo improvvisamente senza reddito e in più tenuto all’oscuro  dei veri motivi che hanno messo la mia pratica dormire. A tutt’oggi molte cose restano misteriose.

Il paradosso è anche il fatto che l’insieme  dei documenti che sono riuscito a recuperare  dall’INPS testimoniano che la  richiesta di pensione avanzata alla Cassa Architetti dall’INPS è di vecchiaia in totalizzazione e non di anzianità.  Inoltre da documenti in mio possesso la Cassa Architetti  oltre a confermarmi nero su bianco che la mia pensione è di vecchiaia in totalizzazione mi comunica che è impossibilitata a liquidarla solo per il fatto  che l’INPS non comunica, nonostante numerose richieste inviate, la data di decorrenza. È dal mese di Giugno che INARCASSA ha  chiesto all’ INPS, ripetutamente, di  comunicare la data di decorrenza della pensione. A questa richiesta INPS non ha risposto bloccando di fatto la mia pensione. Siamo all’assurdo: chi è il responsabile inadempiente? Quali sono i motivi per i quali si ostacola la liquidazione della mia pensione?”

Ma il provveditorato cos’ha risposto?

“Qui si apre un altro fronte con il quale mi sto confrontando. Anche qui corrono ai ripari per non assumersi le loro responsabilità.

Come dicevo prima sono stato io ad informare il Provveditorato di questi rilievi mossi dall’INPS in merito alla modalità di collocamento a riposo e quindi mi rivolgo a quest’ufficio per avere ragguagli in tal senso. La risposta che arriva è anche qui sbalorditiva : è stato commesso dall’ufficio un errore “materiale” indicando vecchiaia  per raggiunti limiti di età  anziché per anzianità di servizio. Come se fosse una cosa da nulla.  Il 18/05/2016  a distanza di otto mesi dal collocamento a riposo il Provveditorato  emette un nuovo decreto correttivo e cambia le carte in tavola per non rispondere dei propri errori. Tutto questo perché la pensione richiesta aveva una clausola importantissima che loro adesso fingono di ignorare e cioè: che se non era accertata l’anzianità richiesta io restavo in sevizio a scuola. Purtroppo non hanno controllato, insieme all’INPS, questo particolare. Quindi, in questo caso sono stato messo a riposo illegittimamente. La conseguenza sarebbe per il Provveditorato  il rintegro a scuola con un danno erariale per il Ministero dell’Istruzione del quale dovrebbero rispondere i funzionari di tasca propria. Si capiscono cosi tutte le manovre diversive messe in atto anche dal Provveditorato per salvare se stesso  e condannare me. 

Per quanto mi riguarda ho già intrapreso il percorso del ricorso al Giudice del lavoro ma ci vorranno dai tre ai quattro anni per avere giustizia. Parallelamente Il mio legale sta valutando gli ultimi documenti recuperati  dai quali emergerebbero fatti di rilevanza penale.

Attraverso queste giornale chiedo ai vertici Regionali e Nazionali  dell’INPS di inviare un’ispezione presso tutti gli uffici che hanno gestito e che gestiscono tutt’ora la mia pratica”.

Irene Savasta
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