Appuntamenti Modica 08/06/2016 09:59 Notizia letta: 2491 volte

Alla scoperta del piccolo Borgo Antico

Percorso guidato di IngegniCultura
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Modica - In occasione  delle festività in onore di Sant’ Antonio a Modica Alta, IngegniCultura d’intesa con Don Gino Tirrito e con  l’assessore al centro storico  del Comune di Modica, Giorgio Belluardo,  organizza un incontro , en plain air, per sabato 11 giugno alle ore 19,00 con raduno nella Chiesa di Sant’Antonio, avente come tema “Alla scoperta del Piccolo Borgo Antico”, percorso guidato sulle tracce della Modica Antica.

Attraverso il mai dimenticato metodo peripatetico di aristotelica memoria, strumento di indiscussa validità per la conoscenza e la comprensione di fenomeni, storici, ,religiosi, artistici, poetici e letterari i convenuti, passeggiando e conversando,  verificheranno, registreranno e socializzeranno segni, storie e memorie di un antico borgo con caratteristiche difensive e con alle viscere vie di fuga rispetto a possibili pericoli .

Partendo dai documenti e dai contesti costruttivi esistenti, sopravvissuti al  terribile terremoto del 1693, attraverso testimonianze, segni e ricordi si vuole ricostruire  l’impianto urbanistico ed identitario di un antico quartiere caratterizzato dall’incastellamento medievale ( processo di accentramento della popolazione in abitati sopraelevati, avvenuto  tra il 920 ed il 1030, con lo scopo di sottrarsi alle nuove ondate di invasioni saracene e normanne  mediante la costruzione di castelli, fortificazioni (o castra)e case in pietra che arrivavano ad includere l'intero centro abitato), circoscrivibile a monte del Corso Consolo, oggi  Via Roma,  attorno alla Via del Calvario, a Piazza San Giovanni,Via San Carlo, Via Celso,Via Santa Barbara,, Via Pizzo, Via Gesù, Via  Botta ,Via Loreto, Via Don Bosco, Strada Vicci, Piazza del Gesù,   ove sopravvivono sistemi costruttivi, in piccola parte integri ,molti con limitati segni interpretativi , carichi di storia e di fascino architettonico  L’espressione più alta  di questo tesoro tutto da scoprire è oggi rappresentata oltre che dal noto   quattrocentesco Convento, con annessa Chiesa di Santa Maria del Gesù, dalla Chiesa di Sant’Antonio con l’ipogeo e  la cripta sottostanti, dall’Antica Fortificazione, oggi Case degli Avi,dall’ Edicola del Calvario, da  ciò che resta delle  Chiese della Madonna di Loreto, di San Carlo, di Santa Barbara e di Sant’Eligio,dalle Chiese di San Giovanni con il suo antico campanile, di San Ciro, di San Martino con annesso Ospedale  , dal Palazzo De Naro Papa,  dall’Albergo dei Poveri, dal Palazzo Floridia , da sistemi abitativi privati e dall’arroccato Belvedere al Pizzo.

Un Borgo in parte sopravvissuto allo scorrere del tempo, alle calamità e all’incuria dell’uomo, e comunque ancora visibile e databile attraverso una sua attenta lettura,  meritevole di essere ulteriormente scandagliato e studiato per percepirne parti mancanti, utili per una ricostruzione, pur anche approssimata.

L’incontro promosso da IngegniCultura e dal suo presidente, Mario Incatasciato, vuole porsi come stimolo,per promuovere una parte di Modica in parte dimenticata

Paradossalmente solo laddove la povertà e le calamità naturali hanno determinato l’abbandono degli abitanti dai luoghi, in essi si sono eccezionalmente conservate quelle caratteristiche di integrità storica, architettonica e paesaggistica la cui tutela oggi potrebbe essere la premessa di nuove qualificanti ridestinazioni  per il  rilancio dell’economia e dell’immagine di  antiche, storiche e belle città del Val di Noto a riconoscimento Unesco, come Modica.

La singolare bellezza di questi scenari urbani si coglie progressivamente, passeggiando tra quartieri insediati, come vere e proprie nicchie ecologiche, tra le improvvise folgorazioni monumentali e le discorsive microstrutture architettoniche dei cortili, delle fontane, delle stradine, dei giardini odorosi di gelsomini e di limoni, in un raro ed insolito  intreccio di linee tracciate dall’uomo allo stesso modo che dal suolo, dal vento, dal sole, dall’acqua, dalla vegetazione

Come conseguenza di queste  considerazioni, IngegniCultura, laboratorio di progettazione e servizi per l’ingegneria e i beni culturali, e SI-Moutique, sistema identitario Modica, vogliono  proporre la definizione di un patrimonio da cui consegue una specifica progettualità e infine un modello di sviluppo proprio per luoghi che non ne hanno vissuti di significativi nel passato più recente. Un modello nell’insieme che definisce, per questo specifico patrimonio, una particolare progettualità negli interventi privati e disciplinari da concordare con gli enti territoriali, un modello di sviluppo che possa dare rispetto e dignità alle originali identità di questi territori e che sia parimenti una concreta possibilità di sviluppo produttivo per l’intero territorio di Modica e dei suoi abitanti.

Redazione