Attualità Modica 16/06/2016 12:27 Notizia letta: 17512 volte

I colleghi piangono Maria

Un messaggio di cordoglio e affetto
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Modica - C’è sgomento, incredulità e dolore a Pozzallo e a Marina di Modica per la morte di Maria Occhipinti, 56 anni. La donna, pozzallese, lavorava al ristorante e pizzeria L’Oasi dei Re di Marina di Modica ed è deceduta a causa di una presunta emorragia cerebrale dopo che all’ospedale Maggiore di Modica le era stata diagnosticata una colica renale. E’ l’ennesimo caso di malasanità iblea? Sarà la Procura della Repubblica di Ragusa a deciderlo, visto che è stata aperta un’inchiesta ed è stata disposta l’autopsia sul corpo della donna. Maria Occhipinti aveva accusato i sintomi di una colica renale e si era recata al Pte di Pozzallo. Qui, le è stata confermata la diagnosi di colica renale e sono state disposte le analisi del sangue e il trasferimento al Pronto Soccorso di Modica. All’ospedale, dopo le cure, Maria è stata dimessa. La mattina successiva, però, cade a terra mentre si trovava nella propria casa: il sospetto è quello di un’emorragia cerebrale. Inutile la corsa verso l’ospedale. Stamani, i colleghi di lavoro di Maria, hanno espresso un pensiero nei confronti di questa donna, lavoratrice e madre di famiglia: “Ancora una volta la grande famiglia dell’Oasi dei Re, piange un addio troppo precoce. Maria, sei stata una colonna portante per la tua e per la nostra famiglia ed hai lasciato una grande eredità. Hai proseguito sul solco di Salvuccio, che ti ha preceduto in cielo, un lavoro fatto di dedizione ai clienti e impegno per i tuoi figli. Ti saremo sempre grati e ti ringraziamo per le innumerevoli ore di lavoro che accanto alla nostra famiglia ed al nostro staff, hai dedicato ad un’azienda che, certamente, ormai aveva anche il tuo sguardo gentile, ma determinato, la tua energia e la tua amorevolezza. Non sarà semplice rassegnarsi ad una così grande perdita, ma possiamo solo pregare affinchè gli uomini ti diano giustizia e Dio la pace. Un abbraccio fortissimo e carico d’amore va alla tua famiglia, per la quale non ti sei mai risparmiata e per la quale hai sempre lavorato per dare loro più di quanto non tu realmente potessi fare”.

Irene Savasta
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