Attualità Monterosso Almo

La fabbrica dei roghi

Perchè gli incendi in Sicilia?

Monterosso Almo - C’è una diceria, quasi una leggenda, che gira da anni in Sicilia: gli incendi vengono scatenati solo per giustificare il rinnovo dei contratti alle squadre antincendio. Accusa infamante, non c’è che dire, che però ogni anno torna in voga, soprattutto quando cominciano a verificarsi, puntali come il pagamento delle tasse, gli incendi in tutta la Sicilia. La domanda che in molti si sono posti è la seguente: perché la Sicilia, statistiche alla mano, risulta una delle regioni più colpite d’Italia? Non può certo essere un caso. Appena si alza il vento di scirocco e le temperature aumentano, ecco che si scatenano gli incendi. Nessuna zona della Sicilia sembra essere immune. Ettari di bosco vanno in fumo ogni anno e c’è chi si ritrova il lavoro di una vita completamente distrutto: gli ultimi incendi in provincia di Ragusa, avvenuti stanotte, stanno interessando le zone degli Iblei, in particolare Chiaramonte e Monterosso. Monte Casasia brucia e a Chiaramonte il lavoro di una vita è andato in fumo: alberi di mandorle, frumento, ulivi. Il fuoco ha lambito le abitazioni e per fortuna le persone se la sono cavata solo con uno spavento. Ma a quale prezzo? Ebbene, se la leggenda metropolitana degli operai stagionali che appiccano gli incendi era appunto poco più che una diceria fino all’anno scorso, il caso del forestale antincendio di Vendicari, colto con le mani nel sacco il 4 agosto del 2015 mentre tentava di dare fuoco alla riserva, ci spinge ad una riflessione. Era stato arrestato, infatti, Giovanni Conforto, 47 anni, originario di Noto, l’unico che si era assentato dal lavoro per motivi di famiglia. Il suo arresto divenne emblematico perché gettò un’ombra sulla cosiddetta fabbrica dei roghi. Venne colto in flagranza da una pattuglia del corpo forestale di Siracusa: l’uomo stava tentando di appiccare un incendio, chinato a terra, con l’accendino in mano. Una volta scoperto ha tentato di darsi alla fuga ma è stato subito bloccato. All’epoca, Crocetta ne invocò il licenziamento. E oggi? Come stiamo oggi? Il rinnovo dei contratti stagionali del personale antincendio non è ancora avvenuto. E se da un lato ci si augura che ciò possa avvenire al più presto per dare modo di monitorare gli incendi che si sviluppano ogni anno in maniera incontrollata, dall’altra parte ci si chiede se questo silenzio assordante delle istituzioni, unito alla scarsa considerazione del patrimonio boschivo siciliano della maggior parte della gente,  non possa che continuare a creare un enorme circolo vizioso in cui la parola fine non è stata ancora scritta.

 

 

 

 

 

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