Attualità Modica 25/06/2016 14:05 Notizia letta: 3249 volte

Il regalo di Giovanni. L'Italia silenziosa

La termoculla
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Modica - C’è un’Italia silenziosa e invisibile che crede nell’umanità. La pratica e la insegna. In quell’Italia sarebbe cresciuto Giovanni Ignaccolo, morto dopo tre anni di vita e quattro di tormenti. Un giorno come tanti a Ispica, un volo dalla tromba delle scale e la conseguente decompressione della massa ematica tanto consistente da vincere l’estenuante battaglia della medicina, hanno fatto chiudere i suoi occhi a 7 anni. Giovanni ha conosciuto la sofferenza senza privarsi del sorriso. Ha lasciato che quel poco tempo vissuto riempisse il suo cuore di bontà e gratitudine per ogni giorno di vita in più avuto grazie alle cure dei medici del reparto di Pediatria dell’ospedale Maggiore di Modica. Un cuore grande e una saggezza senza età. Giovanni va via lasciando per testamento un macigno contro l’altra Italia che l’umanità dimentica: dona i suoi risparmi all’ospedale perché acquisti un’attrezzatura utile al reparto di Pediatria per aiutare altri bambini. Papà Salvatore e mamma Valeria hanno consegnato ai medici i mille euro che Giovanni ha messo da parte con cura, e regalato al mondo il gesto straordinario di un piccolo indimenticabile gigante. Un gesto che ha commosso la sua Italia. Che ha versato rispetto e dignità in un corrente bancario della Montepaschi di Siena per una raccolta di fondi promossa dal sito Ragusanews. E mentre la bontà diventava una termoculla da 15 mila euro e uno strumento per asciugare i bimbi nati prematuramente da 3 mila euro, l’altra Italia si preoccupava di denunciare quei giornalisti che sono riusciti a dare un senso a questo lavoro e il manager dell’Asp apriva un’indagine interna. L’obiettivo? Indagare i buoni sentimenti, complicare la semplicità e sporcare la purezza. Povera Italia, mamma e matrigna di figli nati uguali e cresciuti diversi. Ieri pomeriggio l’Italia dei miracoli ha attaccato la spina della termoculla (l’ospedale Maggiore non ne aveva una nuova dal 1989) e acceso la speranza. E’ in questa e per questa Italia che il cuore di Giovanni non smetterà mai di battere.

La Sicilia

Franca Antoci