Attualità Ragusa 28/06/2016 11:49 Notizia letta: 2734 volte

U cunigghiu pizzicatu di Giuseppe Venezia

Miglior chef del cerasuolo
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Ragusa - Lui è un giovane chef di 29 anni, si chiama  Giuseppe Venezia e attualmente è  chef a Villa Fortugno ed è  stato incoronato Miglior Chef del Cerasuolo durante la competizione che si è tenuta domenica 19 giugno in  Locanda Gulfi, a Chiaramonte. Questa competizione enograstronomica prevede che ogni chef partecipi abbinato ad una cantina di cerasuolo, il vino rappresentativo della provincia di Ragusa. Quest’anno, sette chef hanno partecipato con altrettante cantine di riferimento. Ad aggiudicarsi la competizione, Giuseppe Venezia che ha partecipato con la Cantina Avide, con il suo “U cunigghiu pizzicatu”, un piatto finger food a base di coniglio e cerasuolo.

“In realtà si tratta di una rivisitazione del classico coniglio alla stimpirata”, spiega Venezia, e aggiunge: “L’obiettivo era quello di trasformarlo in un piatto finger food facendo del cerasuolo il vero protagonista”. U cunigghiu pizzicatu è un raviolo del plin, originario del Piemonte, grande quanto la punta di un mignolo. In dialetto piemontese la parola plin vuol dire, appunto, pizzicotto. Lo chef, dunque, ha voluto effettuare un gioco di parole, traducendo in dialetto siciliano una parola piemontese. Il raviolo è impastato con una riduzione di cerasuolo e si presenta alla vista color amaranto. Il cerasuolo è presente anche nella salsa, effettuata con una riduzione di vino e liquido di cottura della pasta. Il ripieno del raviolo è un classico coniglio alla stimpirata, con capperi, carote e menta, elemento che  regala una nota olfattiva profumata.  Il tutto viene accompagnato da una cialdina di ragusano stagionato 18 mesi, carote e cipolle essiccate. E come si diceva, il piatto è grande come il dito di un mignolo. All’assaggio, il sapore inconfondibile e robusto della carne di coniglio si fonde con la nota aspra del vino in un connubio di sapori davvero notevole. La cialdina, invece, dona al piatto la nota piccante. Il tutto viene servito in un barattolo di vetro e stuzzicadenti di bambù. Durante la serata in Locanda Gulfi sono state preparate  più di 300 porzioni.

Irene Savasta
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