Cultura Madrid 02/07/2016 16:59 Notizia letta: 2353 volte

Il palermitano Spasimo di Raffaello in una lettera a Filippo II

Il trasferimento
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Madrid - Una curiosa lettera, indirizzata a Filippo II di Spagna, da me rinvenuta fra i fondi dell’Archivio di Simancas, è forse all’origine del trasferimento del celeberrimo dipinto di Raffaello, battezzato “lo Spasimo”, da Palermo a Madrid. Giacomo Basilicò, un insigne giurista palermitano, l’aveva commissionato al pittore urbinate per adornare la cappella di famiglia nella Chiesa di S. Maria dello Spasimo di Palermo dei monaci benedettini olivetani.
Nel 1573 i monaci abbandonarono la chiesa dello Spasimo e si trasferirono, portando con loro il quadro, nella Chiesa di S.Spirito che si trovava nella periferia della città, come si legge nell’ottimo e dettagliatissimo lavoro di Juan Cruz Yábar “La llegada del Pasmo de Rafael a Madrid y su instalación en el altar de la capilla del Alcázar por Herrera Barnuevo”.
È sicuramente in questo trasferimento o, comunque, in questo periodo (siamo, infatti, nel 1578) che Don Juan de Cordova, trovandosi in città, vide il quadro e ne rimase affascinato.
Al punto tale che si documenta sulla sua provenienza, sull’importanza del suo autore, tratta con i monaci per ottenere il permesso di far eseguire una copia da un bravo pittore di Palermo da inviare a Filippo II, la cui passione per l’arte era universalmente conosciuta.
“Mi perdoni –scrive Don Juan de Cordova al re – se questa pittura non è all’altezza delle altre in suo possesso, ma io gliene faccio dono col sincero proposito che la gradisca.”
Nella lettera il donante informa che l’autore dell’originale è un tale Raffaello di Urbino, pittore celebratissimo dai più importanti critici d’arte del tempo. La copia del quadro è affidata al Capitano Antonio de Chiavari perché la possa recapitare direttamente al Sovrano.
Il quadro “vero” dello “Spasimo” di Raffaello (poi castiglianizzato in “pasmo”) fu oggetto di lunghe contrattazioni tra Filippo II e la città di Palermo che si oppose (più che i monaci) con fermezza al suo trasferimento a Madrid.
Alla fine Filippo IV di Spagna, nipote di Filippo II, la spuntò dopo una lunga trattativa segreta e facendo concessioni non indifferenti sia al Convento (soprattutto all’abate) che alla Città (benefici su “expolios” ed esportazioni di grano).
Il quadro arrivò (1661?) scortato ad Alicante e fu immediatamente trasferito nella Cappella dell’Alcázar di Madrid alla vigilia del battesimo del sospirato erede Carlo (Carlo II, el “hechizado”, ndr).
Per eventuali approfondimenti rimando, dunque, alla scheda critica del Museo del Prado sul quadro e al lavoro di Juan Cruz Yábar, prima citato.
Nel documento da me ritrovato, non si fa alcun accenno a una leggenda che raccontava un certo naufragio della nave che trasportava il quadro di Raffaello a Palermo e al suo miracoloso recupero su una spiaggia genovese.
Sarebbe stata una notizia interessante da riferire al re, se solo fosse stata vera o conosciuta all’epoca in cui la lettera fu scritta!
Di questa copia del dipinto non si ha traccia, purtroppo, che io sappia.
Molte leggende fiorirono sullo “spasimo” di Raffaello nel corso dei secoli ma una sola è stata la verità: la miserabile miopia dei siciliani nel disfarsi per quattro denari di uno dei più grandi capolavori della pittura di tutti i tempi, oggi esposto non più in una cappella di Palazzo ma nel padiglione italiano del Museo del Prado di Madrid.
Qui di seguito la trascrizione del documento

AGS ESTADO, Leg 1148 n.33
+
S.C.R. Mag/d

Estando en Palermo vi hun Retablo que llaman el espasmo y por çer de la misma mano de Rafael de hurbino es tenido en mucho tanto que los que escriven de pintores selebran la dicha tabla por la mejor cosa que izo Rafael, allandome yo con hun pintor abil, procure con los frailes del monesterio la dejasen sacar y aviendome pareçido bien é querido, siendo cosa devota enbialle á V. Mag/d llevale encargado èl capitan Antonio de Chiavari suplico á V. Mag/d le reciba y me perdone si no es tal la pintura que pueda estar entre las señaladas que V. Mag/d deve detener pero va con gran deseo mio que contente à V. Mag/d a quien N.ro Señor conceda quanto le pidiere y la christiandad a menester.
De Palermo a xxvi de março 1578

S. C. R Mag/d
De V. Mag/d vasallo y criado que sus Reales pies besa
Don Juan de Cordova
A la S.C.R. Mag/d
Al Rey n.ro Señor

+
Palermo 1578
A su Mag/d

De don Juan de Cordova a 26 de Março 1578

Con el retablo

CREDITI
Archivo General de Simancas (AGS)
Scheda tecnica del Museo del Prado Madrid
De Arte, 14 2015, pp.38-53 La llegada del Pasmo de Rafael a Madrid y su instalación en el altar de la Capilla del Alcázar por Herrera Barnuevo, Juan Cruz Yávar, Museo Arqueòlogico Nacional
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