Lettere in redazione Brescia 04/07/2016 21:10 Notizia letta: 3994 volte

Da Scicli al ponte, a piedi nudi sull'idea di Christo

Un racconto
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Brescia - Mercoledì 29 giugno 2016 sveglia alle 5,00 del mattino, treno da Castegnato alle 6,06 per Sulzano.
Sveglio senza alcuna difficoltà mia figlia Nicole, intrepida dalla voglia di partire e andare a vedere “il ponte di Christo”.
Assiepati in treno come sardine finalmente arriviamo a Sulzano. Saltiamo le code, grazie alla corsia preferenziale per famiglie con passeggini….Nicole mi ha salvata.
In prossimità del ponte le strade iniziano a vestirsi in abito da sera di una stoffa giallo-oro, la stessa della passerella, come per farci pregustare qualcosa di bello che avremmo provato dopo, quando, girando l’angolo, siamo approdati sul “ponte di Christo” o “Floating Piers”.
Il colore giallo-oro mi ricorda il colore dei palazzi barocchi di Scicli, la mia città di origine.
Appena saliti sulla passerella, insieme alle mie amiche, ho provato una sensazione di benessere, spettacolo per gli occhi e per gli altri sensi, che hanno potuto godere di un paesaggio surreale, un’opera visionaria. Era come stare dentro un quadro di Gustav Klimt.
Nicole ha chiuso gli occhi e aperto le braccia, a piedi nudi si è lasciata dondolare dalla “zattera gigante”, lo ha chiamato così, ho seguito il suo esempio anch’io e mi sono lasciata trasportare dalle onde provando la sensazione di camminare sulle acque o quasi.
Il tappeto a pelo d’acqua, cambia colore dall’oro al rosso cangiante per effetto dell’umidità e della luce, facendo da contrasto perfetto al paesaggio lacustre dove il verde prevale.
La folla di gente incontrata prima di salire sul ponte si disperde non appena si incammina sulla passerella. Quest’ultima è lunga 4,5 km ed è sostenuta da tronconi larghi 16 metri e da un sistema modulare galleggiante formato da 200.000 cubi in polietilene che, come i tasselli della lego, trasmettono una sensazione di stabilità e allo stesso tempo di instabilità, in quanto seguono il movimento delle onde.
Così ci godiamo la prima parte del ponte che collega Sulzano a Montisola, avvertendo la sensazione di essere spettatori e attori dell’opera stessa.
Ad un certo punto diamo la precedenza ad un cigno impettito che consapevole di essere “uno del posto” passa per primo e attraversa la passerella come solo un cigno elegante e sinuoso sa fare.
Proseguiamo per Montisola, non appena arrivati ricompare la folla dileguatasi sul ponte e stiamo in coda finché non ricomincia la passerella che collega Montisola all’isola privata di San Paolo.
Quando torniamo su Montisola per una breve sosta, notiamo su una specie di piattaforma mobile l’artista bulgaro che ha creato tutto ciò, Christo Vladimirov Yavachev tra i maggiori rappresentanti della Land Art che, avvicinandosi alla passerella si fa ammirare dai visitatori, i quali lo salutano e lo ringraziano con applausi scroscianti.
Che dire… un ricordo unico, irripetibile, quasi onirico, che va gustato senza orologio, senza scarpe….a piedi nudi sul ponte.

La foto di copertina è di Enrico Tarasco

Ezia Savà