Attualità Modica 06/07/2016 12:54 Notizia letta: 19053 volte

Vincenzo, ragazzo col sorriso che sognava di diventare ingegnere

Il ragazzo aveva appena finito gli esami di maturità
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Modica - Incredulità, sgomento e rabbia. Sono questi i sentimenti che ha provocato la morte del giovanissimo Vincenzo Spadaro, 18 anni, morto ieri a causa di un gravissimo incidente stradale mentre si trovava a bordo della sua moto, una Cagiva 125. La notizia ha raggiunto subito i suoi compagni di scuola. Vincenzo, infatti, aveva appena finito gli esami di maturità al Liceo Scientifico Galileo Galilei e aveva il sogno di diventare ingegnere e frequentare l’università di Torino. Ma Vincenzo era anche un appassionato musicista e suonava il pianoforte. Tantissimi i messaggi che sono arrivati in queste ora da parte degli amici. Tutti lo ricordano come un “gigante buono”, “sorridente”, “un amico”. Alcuni lasciano messaggi semplici, brevi, e augurano al ragazzo di riposare in pace. Altri, invece, ricordano Vincenzo in maniera più dettagliata: “Oggi è arrivata una notizia che ha sconvolto tutti. Non vedevo l' ora di scendere per andare al mare insieme e divertirci come abbiamo sempre fatto ogni estate. E adesso? Adesso solo un gran vuoto ci sarà, impossibile da colmare. Ricorderò sempre il tuo sorriso, il tuo volto luminoso, pieno di gioia e di voglia di vivere. Ti porterò ogni giorno nel mio cuore. Riposa in pace GRANDE angelo. Ciao Vincenzo”. Altri, ricordano la grande voglia di vivere di Vincenzo, che tutti chiamavano “Vin” o “Vinny”:  “Mi hai sempre sorpreso per la tua grande curiosità, il tuo desiderio di conoscere, di andare sempre oltre le apparenze. Le nostre lezioni erano un dialogo continuo. E non solo di problemi che riguardavano l'esecuzione pianistica o argomenti esclusivamente musicali. Il tuo era un continuo domandare. Domandare per capire. Per comprendere. Per imparare. Ti incuriosivano le mie letture. Spesso, finita la lezione, con una scusa ti avvicinavi alla libreria e sbirciavi tra i miei libri. E io ti lasciavo fare. Come quella volta che mi chiedesti se potevo prestarti un libro che, sono sicuro, tenevi sott'occhio da tempo. Era un testo che riguardava i rapporti tra la musica e la matematica. Evidentemente avevi già fatto la tua scelta. Volevi diventare ingegnere. Saresti stato, credimi, anche un ottimo musicista”.  Altri messaggi sono pieni di dolore: “Non riesco neanche ad esprimermi ciò che sento ti ho conosciuto per poco ma quel poco è bastato per sapere che sei una persona meravigliosa e la cosa più bella che mi rimane di te e la tua risata contagiosa che suona ancora nelle mie orecchie ti voglio bene Vincenzo Spadaro non e un addio ma un arrivederci”. Un ragazzo sempre con il sorriso, così lo ricordano tutti: “Mi mancherai un casino. Addio mio caro amico”. I funerali del ragazzo si svolgeranno domani mattina alle 10 in San Pietro.

Irene Savasta
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