Attualità Scicli 18/07/2016 19:57 Notizia letta: 7220 volte

Scicli, Ostia. Perchè restano sciolte

Leggere e comprendere
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Scicli - Alcune note, che possano servire a dissipare un po’ di confusione che si registra in questi giorni a proposito di scioglimento e di mafia. 

 

Il primo discrimine. 

 

Il Comune è un ente, non va confuso con la comunità dei politici che nell’arco di un ventennio si contendono il potere in una città. 

 

I politici tendono a identificare il Comune con se stessi, ma l’Ente è altra cosa da chi si occupa della vita dell’Ente per militanza di partito!

 

Sciogliere un Comune per infiltrazioni criminali (a nulla rileva che sia mafia o meno) significa dare l’opportunità all’Ente di recuperare sul terreno della Legalità.

 

Così a Ostia, Comune sciolto per infiltrazioni criminali, dove la banda degli amici di Carminati è stata condannata per associazione a delinquere semplice, e non, come chiesto dalla Pubblica Accusa, per mafia. 

 

Il Comune di Ostia è sciolto per mafia e resta sciolto, nonostante una sentenza penale dica che la mafia non c’è. Una sentenza del Tar del Lazio condivide la scelta del Ministero dell’Interno. 

 

Lo stesso accadde a Pozzuoli. 

 

 

La sentenza del TAR Campania n. 7783 del 7 giugno 2006 riguardante lo scioglimento del consiglio comunale del Comune di Pozzuoli chiarisce infatti un punto assai delicato in materia di scioglimento per infiltrazioni mafiose: “il semplice fatto che procedimenti penali a carico di singoli amministratori locali si sarebbero conclusi con l’assoluzione degli amministratori stessi non esclude l’attualità del pericolo” evidenziato dallo scioglimento. 

 

L’interpretazione data dal giudice amministrativo fa chiarezza sul portato normativo dell’art. 143 del TUEL: la procedura di scioglimento in esame è assolutamente autonoma, come ebbe già modo di chiarire nel 1993 la Corte Costituzionale con la sentenza n. 103, rispetto alla vicenda penale. 

La norma sullo scioglimento non si propone di reprimere condotte criminose, in quanto non collegata a modelli penalistici, ma tutela il diritto della collettività allo svolgimento democratico della vita amministrativa, garantendo il pieno dispiegamento dell'autonomia dell'Ente locale. Se l'intervento sostitutivo da essa previsto è indubbiamente "sanzionatorio", la sua "ratio" è caratterizzata da aspetti di prevenzione sociale a difesa delle Comunità locali e, pertanto, essa è correttamente inserita nell'alveo strutturale del Testo Unico degli Enti locali.

Il procedimento giurisdizionale penale e la procedura di scioglimento sono quindi assolutamente autonome. 

 

Qual è l’interesse che viene tutelato dalla legge speciale sugli scioglimenti?

 

L’interesse dei cittadini amministrati che un personaggio come Franco Mormina, condannato a 11 anni in primo grado per associazione a delinquere semplice, paghi le tasse.

E che l’amministrazione comunale in carica (sia essa “responsabile” o meno) sia in grado di bussare alla sua porta e chiedergli di pagare le tasse.

 

Se questo non avviene c’è un problema.

E di questo problema si devono fare carico i politici, nei cui confronti scatta il divieto di avvicinarsi alla macchina amministrativa, che hanno dimostrato di non saper governare.

 

A bene vedere, non è il Comune ad essere sciolto, ma i politici inadeguati a essere sciolti, perché incapaci. 

 

La comunità degli amministrati, cioè i cittadini, in questo senso deve cogliere l’opportunità offerta dallo scioglimento per rifondare il proprio pensiero politico e i propri canoni di rappresentanza, rottamando la classe responsabile del disastro e promuovendo una nuova stagione politica. 

Redazione
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