Attualità Comiso 27/07/2016 23:46 Notizia letta: 10507 volte

Una allegra e spensierata sconfitta

Il bilancio 2015 è impietoso
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Comiso - Leggere i bilanci dell’Aeroporto di Comiso è come leggere “Il Buon Soldato Sc’vèjk” di Jaroslav Hašek: si marcia allegramente verso la sconfitta! Il bilancio 2015 è impietoso. L’ennesima perdita di questo esercizio finanziario è di oltre 2 milioni di Euro. E dall’analisi dello stesso non derivano ragionamenti confortanti. Questa perdita, annuale, si traduce inesorabilmente in un ulteriore fabbisogno di liquidità per il prossimo bilancio. Cioè quello di quest’anno in corso. Il totale delle disponibilità liquide al 31 dicembre 2015 è pari ad appena 2 milioni. Vero è che la SOACO SpA non ha debiti finanziari, ma difficilmente penso possa trovare qualche finanziatore non evidenziando alcuna capacità di rimborso dell’eventuale debito. Il rapporto con la SAC SpA di Catania, attraverso il socio di maggioranza INTERSAC SpA, mette in evidenza cospicue dotazioni tecniche in uso, calcolate chissà come per un valore di circa 40 milioni di euro, con elevati costi sostenuti per l’utilizzo delle medesime.

Di fatto SOACO non ha nel proprio patrimonio né le attrezzature di rampa, né il personale operativo addestrato e certificato su tali attrezzature, essendo le une e gli altri in “affitto” da una società in proprietà della SAC SpA. E l’affitto costa parecchio, mediamente 5 milioni di euro l’anno, 4,5 milioni per la precisione nel 2015. E non mi pare che si tratti di attrezzature nuove o comunque tecnologicamente all'avanguardia. Senza voler suggerire nulla ai gestori ma, se SOACO SpA avesse optato per l’acquisto mediante leasing finanziario, oggi, probabilmente, avrebbe dotazioni infrastrutturali prossime al riscatto e soprattutto moderne e coerenti con gli altri investimenti. Mentre invece i nuovi investimenti pare li abbia fatti SAC SpA, con i denari di SOACO SpA.

Nei tre anni circa di operatività dello scalo SOACO SpA ha speso oltre 15 milioni di euro per tale voce. E per non avere, la SOACO SpA, nulla nel proprio patrimonio in quanto ad attrezzature, personale operativo addestrato e certificato: è tutto in affitto! Ma non è tutto. A pag. 13 della nota integrativa si leggono i costi legati all’esternalizzazione del servizio Handling. Ebbene, facendo i
conti, poiché la somma di circa 1 milione di euro erogata ad ENAV è un giro conto, sottraendola alla voce in bilancio rimane fuori la somma, in perdita, di circa 1,5 milioni di euro, che non si sa a che titolo contribuisca alla perdita. Forse non so far di conto io, provateci voi.

Ed ancora, la somma di oltre €. 650.000 quale “incentivi erogati ai vettori” parrebbe indicare lo sconto che SOACO SpA applica ai vettori sulle tariffe di Handling, che però sono calcolate al costo di produzione del servizio. Se così fosse, e parrebbe proprio così, vuol dire che SOACO SpA vende sottocosto i suoi servizi ai vettori clienti. Non vi è traccia, perché di fatto non esiste, alcuna linea di ricavo attivata per il cargo. Linea di ricavo che invece faceva parte del bando di gara per l’aggiudicazione della gestione aeroportuale e su cui INTERSAC SpA, quale appunto aggiudicataria della gara a evidenza pubblica, si è impegnata. E su cui ricade l’attenzione particolare della figura del Presidente di SOACO SpA, quale espressione dell’azionista pubblico Comune di Comiso.

Il Cargo è una attività importante e preminente nella visione del modello iniziale dell'aeroporto di Comiso. Averla abbandonata sottrae ricavi alla gestione e ricchezza al territorio. A nulla serve cospargersi il capo di cenere e compiangere l'incapacità di distribuire in un vasto mercato le eccellenze agroalimentari prodotte, se proprio l'aeroporto quale strumento di logistica distributiva pè stato banalizzato e ignorato. Cargo che attraverso il modello Hub & Spoken progettato allìinizio è in grado di servire più mercati contemporaneamente e saturare i voli di ritorno con merci ad alta tecnologia. La considerazione più allarmante è comunque quella data dalla lettura delle “possibilità di utilizzo e distribuibilità delle voci del patrimonio netto” di cui a pag. 8 della nota integrativa. SOACO SpA ha iniziato l’attività con €. 4.200.00 di Capitale Sociale Sottoscritto e €. 14.997.660
quale Riserva di Capitale da Sovraprezzo. Fra le voci di utilizzazione, A, B e C, essa risulta elisa esclusivamente dalla voce B della sottostante nota in *: per copertura perdite! Spaventoso il dato, costante negli anni, dell'EBITDA, sempre negativa. Quest'anno è -32,9%, come si legge a pag. 12 lettera C della Relazione. L'EBITDA (Earnings Before Interest, Taxes, Depreciation and
Amortization) è il coefficiente di valutazione di appetibilità dell'azienda e mostra anche la misura della buona qualità della gestione aziendale da parte del Management. Non risultano investimenti strutturali quali ampliamento del Piazzale aeromobili, completamento del Lay-Out delle vie di rullaggio e nuovo Lay-Out del Terminal Passeggeri. Nè risultano fra gli investimenti acquisizione di attrezzature di rampa e costi di addestramento e certificazione del personale.

Non è chiaro su quali basi non sia stato operato nell'anno 2015 il collegamento stagionale estivo con Kaunas (Lituania), laddove il Load Factor e la redditività dello stesso nel Territorio Ibleo aveva dato notevoli elementi di continuità. Non pare invero collegata in alcun modo la scelta operativa delle destinazioni/provenienze di volta in volta mutate con la programmazione territoriale delle
infrastrutture turistiche asservite. Mentre appare del tutto assente l'autonomia di gestione commerciale di SO.A.CO. SpA. Essa pare asservita e assorbita dalle strategie prioritarie di SAC SpA. L’attenzione spasmodica data esclusivamente alla quantità di passeggeri transitati, ovviamente con alte percentuali poiché la base di partenza è zero, distrae dall'analisi del Business Model, che appare fallimentare.

In costanza di business model non vedo molte prospettive per SOACO SpA se non:
- ricapitalizzazione periodica da parte di entrambi i Soci esistenti per far fronte ai fabbisogni di funzionamento, con l'avvertenza che dopo alcuni esercizi con l'attuale business model si ritornerà allo stato attuale;
- coinvolgimento di stakeholders (... albergatori, taxisti, parcheggiatori, gestori di pullman, enti pubblici locali ... altri soggetti con ricadute positive legate all’operatività dello scalo che andrebbero evidenziate nel bilancio sociale...) nella gestione con contributo marketing da addebitare loro per garantire l’operatività low cost;
- ottimizzare meglio i ricavi non aviation, se ed ove possibile, con nuovo lay-out dell'aerostazione passeggeri, offrendo il livello superiore, oggi inutilizzato, alle partenze, con ampia capacità di offerta di spazi commerciali. Adottando un business model differente che preveda il concorso di altra e allargata operatività profittevole (cargo, charter, linea, private aviation, ...) rispetto all’operatività low cost con incremento dei ricavi aviation e non aviation, SOACO SpA potrebbe raggiungere l’equilibrio economico finanziario in tempi e con investimenti comunque ancora da individuare. La mancanza di margini è figlia della crisi identitaria dello scalo e di un business model confuso e senza prospettive.

Si può puntare tutto sulle compagnie low cost ma occorre coinvolgere il Territorio con tutti gli stakeholders dello stesso (albergatori, società di servizi, negozi, tour operators …). Si può puntare su un modello più equilibrato, come era stato progettato, in cui ciascuna business unit concorre a generare una parte di margine. Si può diventare succursale di riprotezione di Catania. Va tutto bene ma, nell’ultimo caso, i costi vanno sostenuti solo dal riprotetto. Di fatto non è assolutamente chiaro come oggi si possa definire la data del 2019 quale punto di pareggio, o se si vuole di breakeven, poiché dal bilancio e dalle risorse finanziarie tale data non è raggiungibile dalla società. Ma resta uno scoglio. Il vero scoglio che la politica Iblea e gli azionisti dovranno affrontare in tempi immediati. La necessità di cassa. A poco vale il dato del circolante esposto in bilancio e sul quale
andrebbe indagato meglio. La soluzione è la ricapitalizzazione. Cui però l'azionista Pubblico Comune di Comiso non può far fronte. Il rischio è la scomparsa proprio di tale compagine azionaria, con un unico socio, INTERSAC SpA.

Un rimedio c'è. O meglio, ci sarebbe. Perché presuppone un intervento serio da parte di Regione Siciliana. Mai tentato prima in Italia nella pur vasta casistica di aeroporti in difficoltà per strategie operative fallimentari. Il Lodo Regionale, lo chiamerei così, vedrebbe la Regione Siciliana subentrare, al costo simbolico di un euro, nel 35% del socio Comune di Comiso per assicurare la
ricapitalizzazione del Gestore. Anche in misura cospicua a copertura degli investimenti necessari. Ma con l'intesa contestuale che una volta assicurata la sopravvivenza di SO.A.CO. SpA, Regione Siciliana ceda tutta la propria quota al mercato, attraverso una gara ad evidenza pubblica europea. L'eventuale, e ritengo verosimile, plusvalenza, potrebbe essere destinata a finanziare costi di
marketing mirati. In tutti i casi occorrerebbe programmare da subito, adesso, un serio Piano Industriale per definire l’adeguatezza o meno dell’attuale livello infrastrutturale e delle dotazioni tecniche. E degli eventuali costi del nuovo business model. In prospettiva all’incremento del volume dei passeggeri. Volumi ormai prossimi alla saturazione dell'aerostazione per capacità. Ma non sono fiducioso. Per niente.

La politica siciliana (comunale, iblea e regionale) non mi pare in grado di unirsi oltre le appartenenze partitiche per supportare un tale piano. La Sicilia è paragonabile all’Europa. Piena crisi di identità. Si è messo per anni la polvere sotto il tappeto ma oggi non è più possibile. Prima si stabilisce cosa fare. Poi come e chi lo deve fare. Se entra la Regione senza sapere cosa fare non serve a un piffero. Io vorrei tanto essere contraddetto. Ma non da parole, slogan politici e intenzioni del fare e risolvere. Voglio essere smentito da fatti concreti. Purtroppo non credo che la marcia dell'aeroporto di Comiso sarà diversa da quella del "Buon Soldato Sc’vèjk". Essa sembra continuare, allegra e spensierata, verso la sconfitta.
 

Gianni Scapellato
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