Appuntamenti Noto

Giacinto Nature Lgbt, il festival dedicato alla cultura omosessuale

La mostra si svolgerà il 6 agosto
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Noto - Torna nella barocca città di Noto, tra le tante proposte che animeranno l’estate, la seconda edizione di GIACINTO – NATURE LGBT, un Festival dedicato alla cultura omosessuale, la cui Direzione artistica è affidata all’attore Luigi Tabita.

Tra gli ospiti protagonisti la madrina dell’evento EVA ROBIN’S, ANDREA PINNA e i giocatori della prima squadra di rugby gay inclusiva, che la rivista “Sportweek” aveva immortalato in un bacio provocatorio, racconteranno le fiabe gender!

Sabato 6 e domenica 7 ritorna, nella splendida Noto, dopo il grande successo dell’anno scorso il festival di informazione e approfondimento culturale “Giacinto-nature lgbt”.

Il festival  ideato e diretto dall’attore ed operatore culturale Luigi Tabita, da sempre in prima linea per le lotte su i diritti civili e pari opportunità, prevede due giorni di lavori durante i quali, attraverso l’utilizzo di linguaggi differenti, si racconteranno le realtà e i nodi che più interessano la comunità LGBT(Lesbiche, Gay, Bisessuali, Transessuali).

La prima edizione del festival è stata una scommessa vinta. Ha riscosso un grande interesse da parte della stampa nazionale ma soprattutto vi è stata una  grande partecipazione di pubblico, quasi 5000 persone in due giorni!

Il festival  quest’anno ha  ricevuto per l’apertura il patrocinio della Camera dei Deputati ed è stato riconosciuto “come evento culturale volto a valorizzare il rispetto delle differenze ed a contrastare le discriminazi”  dall’ UNAR (Ufficio Nazionale Antidiscriminazione della  Presidenza del Consiglio). Inoltre vedrà pure la partecipazione di Amnesty International, circoscrizione Sicilia.

fil rouge  di questa seconda edizione - dichiara il Direttore artistico- sarà il tema tanto poco discusso della transessualità. Ancora oggi, infatti, la comunità transessuale e transgender, è purtroppo lontana dal raggiungimento di un autentico riconoscimento sociale e culturale ed è vittima di leggende nere e discriminazioni, che la confinano in un mondo parallelo e, per lo più, notturno”. Madrina dell’evento sarà la raffinata artista Eva Robin’s

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Centro nevralgico del festival sarà il prestigioso cortile del ex Convitto Ragusa, palazzo storico nel cuore della città barocca, ma la manifestazione contagerà tutto il centro storico di Noto con varie iniziative. La seconda edizione prevede un programma ricco di mostre, documentari, spettacoli ed incontri con ospiti di eccezione del mondo della cultura,  della politica e dello spettacolo. L’apertura di “Giacinto” avverrà  con l’inaugurazione di una mostra didattica: “Transessaulità: dal mito alla realtà”. La mostra raccoglie immagini, documenti di cinquant’anni di lotte e studi sulla transessualità, attraversando epoche e culture. La mostra curata dalla storica associazione Mit (Movimento Identità Transessuale) di Bologna ed impreziosita dalle istallazioni sonore di Canecapovolto, sarà allestita da Vincenzo Medica.

Partner della manifestazione Mit, Arcigay (Ct,Me,Pa,Rg,Sr), Stonewall, Queers, Lila.

Media partner LGBT News Italia.

PROGRAMMA

Sabato 6 agosto

L’apertura di “Giacinto” avverrà presso i bassi del’Ex Convitto Ragusa con l’inaugurazione  della mostra didattica, che è stata ospitata da tutte le più grandi città italiane, curata dall’associazione  Mit: “Transessaulità: dal mito alla realtà”. La mostra raccoglie immagini, documenti di trent’anni di lotte e studi sulla transessualità, attraversando epoche e culture diverse.

In continuità con il lavoro di confronto dell’anno scorso, all’interno del cortile del Convitto Ragusa, si ripropone il dibattito sulle coppie di fatto e le famiglie omogenitoriali in seguito alla nuova legge sulle unioni civili da poco approvata in Parlamento. Si utilizzerà la formula, già positivamente collaudata, di “Coppia: sostantivo plurale”, un tavolo di discussione attorno al quale siederanno personalità del mondo delle Istituzioni, della Cultura e dell’attivismo LGBT. Saranno presenti: Francesco Spano, Direttore generale UNAR (Ufficio Nazionale Antidiscriminazione della Presidenza del Consiglio); Valentina e Valentina, mamme dell’associazione Famiglie Arcobaleno; Don Fabrizio Fiorentino,teologo pastoralista e la madrina Eva Robin’s.

Come in un regime, nello scorso luglio il Sindaco di una città  del nord Italia ha disposto il ritiro di 49 albi illustrati dagli scaffali delle biblioteche di tutti gli asili nido e scuole dell’infanzia della città con l’accusa di essere portatori di un messaggio eversivo contro la famiglia naturale. Le fiabe, edite dalle migliori case editrici per ragazzi, concepite con l’intento di insegnare ai bambini a rispettare chi è diverso da loro, sono state completamente bandite perche considerate “gender”, progettate per distruggere la famiglia ed le società fondate su un presunto ordine naturale : uomo-donna, padre-madre. Si è deciso di dedicare la prima serata ad un recital dal titolo “CENSORED”  nel quale due speciali  personalità dello sport, Stefano Iezzi  e Giacomo Capone , componenti della squadra di rugby gay  inclusiva, che hanno suscitato scalpore con il loro bacio di denuncia immortalato nei mesi scorsi nell’inserto della Gazzetta della Sport , leggeranno alcune  delle fiabe censurate accompagnati dalla fisarmonica del M° Pietro Calvagna.

Per questa seconda edizione presenteremo a chiusura di ogni giornata un docufilm, che indaga  il mondo della transessualità. Il primo docufilm che chiude la prima serata del festival è “Come una stella” diretto uno dei giovani registi più interessanti del nuovo panorama documentaristico italiano Bartolomeo Pampaloni. Il docufilm tratteggia la vita di Patrizia, transessuale napoletana, che ha smesso di prostituirsi. L'età avanza e i segni di una vita di eccessi oramai marcano il suo volto. Trovatasi al margine, senza più sapere di cosa vivere, senza un posto dove stare, si lascia andare senza ipocrisie, rivendicando la sua dignità.

Domenica 2 agosto

La seconda giornata di “Giacinto - nature LGBT” si aprirà con un’onda rainbow delle Associazioni LGBT  che invaderà le strade principali della città con animazioni e flash-mob.

Alle 19.00  “Scene di ordinaria sensibilità”. Gli esperti dell’associazione Lila cureranno giochi di ruolo nella piazza del Municipio per aiutare ad osservare, ascoltare, informare.

Quanto i social network hanno facilitato i cambiamenti culturali e specialmente quanto hanno favorito  una cultura dell’inclusione per le tematiche lgbt? Ne parleremo con Andrea Pinna, uno dei più acuti e cinici  web influencer del momento che sarà ospite del festival con le sue immancabili perle, e con la scrittrice Chiara Sfregola che presenterà il suo libro “Camera single”, nato nel 2014 come rubrica  lesbo-sentimentale sul sito Lezpop.it.

La serata sarà arricchita dalla presenza musicale del ricercato duo elettronico  Sem&Stènn, che per l’occasione presenteranno alcuni brani in anteprima del nuovo album in uscita a settembre.

La chiusura dei lavori del festival è affidata ad un’intervista esclusiva alla nota shoes designer Cori Amenta, curata dal Direttore del sito LGBT News Italia Marco Cacciato (Miluzzo), e alla proiezione del documentario “Vite Divergenti” : 14 volti, 14 voci coraggiose che proveranno, in prima persona, ad approfondire la varietà del mondo trans. Prodotto da Discovery Real Time in collaborazione con il Mit, da un’idea di Giulia Sbernini, Laura Belegni e Mario Di Martino.

NOTIZIE UTILI

Mostra: da giorno 6 agosto al 7 agosto 10:00 - 13:00 e 16:00 - 23:00. Ingresso gratuito.

Mail at giacintofestival@gmail.com.

LA MOSTRA

Nel 1952 l'endocrinologo statunitense Harry Benjamin, (mutuandolo dallo studioso D. O. Cauedwell), conia il termine transessuale, letteralmente persona che transita da un sesso ad un altro. Il termine inizialmente utilizzato esclusivamente in ambito scientifico entra successivamente a far parte del vocabolario popolare.

La parola transessuale spesso si sovrappone e si confonde con altri termini quali androgino, ermafrodito, travestito e ai diversi significati a cui essi rimandano. Queste definizioni in realtà non si escludono completamente l'un l'altra, ma si intrecciano e a volte possono rappresentare le diverse facce di una più complessa esperienza.

Testimonianze dell'esistenza del transessualismo si ritrovano lungo tutto il corso della storia, dalle origini sino alla modernità, attraverso documenti che testimoniano le molteplici interpretazioni che nel corso dei secoli e nei diversi ambiti culturali ne sono state fatte. L'esperienza transessuale in tempi e in culture diverse è stata a volte visibile, a volte parzialmente accettata e solo raramente assimilata nella sua interezza all'interno del tessuto sociale.

 Là dove l'esperienza transessuale non corrispondeva ai valori ufficiali dominanti veniva difensivamente collocata in spazi sociali neutri, nel cosiddetto ‘ limbo’: in alcuni casi relegata nel mondo dello spettacolo, in altre a quello religioso, percepita e vissuta come fenomeno a metà tra leggenda e deviazione quindi allontanata dallo statuto di semplice realtà. Attraverso una complessa opera di controllo sociale, al transessualismo sono stati assegnati luoghi e tempi particolari affinché esso non nuocesse, ma risultasse funzionale ai diversi sistemi socioculturali. Coloro che vivevano in prima persona l'esperienza potevano diventare pertanto demoni o dei, guitti o principi, sciamani o sacerdoti e quando l'assimilazione non riusciva, pazzi, criminali o errori del grandioso progetto divino.

E’ altresì importante sottolineare che contrariamente a quanto si pensi l’approccio delle civiltà antiche a fenomeni di ambiguità o slittamento dell’identità sessuale e di genere era molto più positivo di quello odierno della cultura occidentale. In questo senso l’avvento del cristianesimo è da considerarsi uno spartiacque storico e culturale. All’interno di importanti civiltà come quella Egizia, Greca e Romana, l'ermafrodito era conosciuto, ricercato, spesso adulato e totalmente inserito nel tessuto sociale..

Nella storia dell’antica Roma ci sono esempi rilevanti dell’esperienza transessuale anche all’interno delle biografie di alcuni imperatori: Nerone (37-68 d.c.) alla morte di Poppea si unì a Sporo, giovane ermafrodito molto somigliante alla defunta, che fu evirato con un abile intervento chirurgico. Marco Aurelio Antonino (204-222 d.c.) passato alla storia col nome di Eliogabalo, non solo amava gli uomini senza nasconderlo ma si presentava in pubblico in abiti femminili e vistosamente truccato.

Nella cultura occidentale ambiti della conoscenza tra loro diversi si sono rifatti alla figura dell’androgino all’interno della loro struttura discorsiva e di significato. Il filosofo greco Platone (428-347 a.c.) nel suo Simposio, introduce il Mito dell’Androgino per approfondire ed argomentare a proposito dell’amore.  La scienza alchemica e tutto il pensiero che la pervade, si rifà spesso al concetto di fusione dei generi. L’Androgino alchemico rappresentante la perfezione o l’unione degli opposti ne è figura e simbolo allo stesso tempo.

Simboli che si ritrovano anche all’interno del mondo esoterico e in tutti i suoi riti.

Per tutto il medioevo ed anche oltre a causa dell’irrigidimento religioso e culturale nei confronti della sessualità e dell’identità di genere subentra una divisione molto netta dei ruoli maschile e femminile.  Nascono spesso leggende sulla reale identità di alcuni personaggi. Caso eclatante quello della Papessa Giovanna, figura di cui non si sa se sia veramente esistita o sia frutto della leggenda popolare. La Papessa avrebbe pontificato intorno all’855 con il nome di Papa Giovanni VIII e di lei sarebbe stata scoperta la vera identità solo alla nascita di un figlio, avvenuta peraltro durante una processione. La carta dei tarocchi la Papessa è dedicata a lei.

Giovanna D’Arco (1412-1431) esempio invece di personaggio realmente esistito la cui presunta identità maschile si intreccia ai fatti reali senza che se ne riesca a stabilire la verità storica. I dubbi su Vittoria Colonna che Michelangelo definiva suo amico, le cui spoglie alla riesumazione risultarono essere di un uomo in abiti da regina.

Un caso a sé è quello di Santa Marina, la Santa che si commemora il 18 Giugno. La storia ufficiale della Chiesa documenta una vera e propria esperienza di ‘transizione’: nata donna entrò in convento come frate, giustificando i propri tratti femminili facendosi passare per un eunuco. Solo alla morte se ne scoprì la vera identità. Il caso più famoso resta quello del Cavalier D’Eon, vissuto alla corte di Francia e che per editto del re dai trenta anni in poi fu dichiarata donna.

L'avvento della fotografia nel XIX secolo modifica decisamente la percezione del fenomeno poichè ne documenta l'esistenza in maniera inequivocabile.

E’ documento scioccante e assolutamente prezioso la fotografia dell’anatomia di un ermafrodito adulto scattata da Nadar, uno dei primi fotografi. Immagine rara e preziosa perché fatta al debutto della tecnica fotografica e perché documenta la prassi consolidata di operare gli ermafroditi alla nascita decidendone subito il sesso definitivo.

Immagini di fotografi anonimi o famosi come Brassaï, mostrano l'esistenza del travestitismo nella Parigi di inizio secolo e degli anni ’30. E’interessante scoprire che il fenomeno è documentato sia nella sua declinazione maschile che femminile.

Le capitali europee come Parigi e Berlino nei primi decenni del secolo scorso sono sfavillanti di ambigue soubrette provenienti da tutto il mondo che si esibiscono nei teatri, nei music-hall, nei circhi. Ma non è tutto qua, insieme a questo la fotografia ci permette di registrare la presenza di travestiti internati nei manicomi criminali in sezioni specifiche per il loro genere di disturbo mentale.

Il fenomeno del travestimento degli uomini nel mondo dello spettacolo in Europa o in America tra ‘800 e ‘900 non è una novità. Pensiamo al Teatro Elisabettiano nell’Inghilterra del ‘600 dove solo gli uomini potevano accedere al palco ed esibirsi. O ancora alle voci bianche del ‘700, cioè al fenomeno dei Castrati che trae la sua origine da un esplicito divieto alle donne di cantare nei cori di chiesa e nei teatri eretti sul suolo dello Stato Pontificio. Queste tradizioni  corrono in parallelo alle tradizioni orientali del Teatro Cinese, il Kabuki giapponese, e il più antico Noh. Gli attori, tutti maschi, riuscivano a incarnare l’ideale della bellezza femminile nei ruoli di donne rasentando una perfezione che diventava modello per le donne stesse.

Nelle religioni orientali si trovano continuamente tracce di divinità che stanno a cavallo dei due generi maschile e femminile. Divinità intersessuali fanno parte del pantheon Buddista ed Induista. In Cina, secondo la visione Mahayana la divinità protettrice Quan-Jin è considerata dio o dea a seconda della grandezza dei piedi.

Quando gli Europei, a partire dal XVI secolo, cominciarono a colonizzare il Nuovo Continente si trovarono di fronte popolazioni che avevano una maniera radicalmente differente ( di considerare l’identità di genere) dal loro modo di interpretare il genere, vale a dire l’identità. In primo luogo, differentemente dai colonizzatori, molte delle popolazioni native erano governate da culture di tipo matriarcale, e in secondo luogo una gran quantità di questi popoli conosceva tre generi anziché due. Coloro che appartenevano al terzo genere potevano muoversi negli altri due mondi, il maschile e femminile, liberamente. Le popolazioni native americane consideravano l'attraversamento dei generi come un'esperienza che solo le persone speciali erano in grado di affrontare, erano infatti considerate particolarmente preziose per la loro capacità di fare da ponte tra il maschile e il femminile e per la loro capacità di comprendere i due aspetti della condizione umana.

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