Cronaca Vittoria 22/08/2016 16:40 Notizia letta: 3194 volte

Caso Lubhaya, insulti alla Pm, se ne occuperà la procura di Messina

L'indagine è del Pm Giulia Bisello
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Vittoria - Il caso Ram Lubhay, l’indiano che ha tentato di rapire una bambina sulla spiaggia di Scoglitti, finisce in procura. Ma stavolta a denunciare sono i Magistrati che si sono occupati del caso. Sarà la procura di Messina a valutare gli insulti arrivati dai social alla Pm Giulia Bisello, che si sta occupando del caso. Ad annunciare battaglia è il procuratore della Repubblica di Ragusa, Carmelo Petralia.

Le esternazioni nei confronti della Pm, ritenute volgari e offensive, sono arrivate principalmente da Facebook sia da privati cittadini che da esponenti della politica, soprattutto da quando il caso è diventato di interesse nazionale. Su tutti, spuntano le offese del consigliere ragusano Gianna Sigona, ex 5 Stelle, già salita alla ribalta delle cronache nazionali per le sue affermazioni inneggianti al fascismo il 25 aprile scorso. Per questo motivo, venne espulsa dal partito di Beppe Grillo. Con l’esprit de finesse che da sempre la contraddistingue, Sigona ha scritto: “Prima lo scarcera senza interrogarlo, poi dopo i commenti dei cittadini arrabbiati e l’indignazione del deputato Giorgia Meloni, come da suo comunicato stampa, la *** del sostituto procuratore che fa? Chiede di trovarlo per interrogarlo.
*** ca nun si autra ora o trovulu ca è senza fissa dimora e se disgraziatamente succede qualcosa sei complice di questo delinque in carcere devi andare e buttare la chiave. VERGOGNATI E TOGLITI LA TOGA NON SEI COSA.

Ce ne sarebbero anche altri, più o meno tutti dello stesso calibro. In realtà, il Pm avrebbe agito secondo legge, applicando quanto previsto dal codice penale: per il tentativo di rapimento non è previsto l’arresto, ma la conferma del fermo che può avvenire a piede libero.

Legge a parte, la gente ha reagito di pancia, chiedendo maggior protezione per i propri figli in spiaggia. Nessuna solidarietà alla Pm, almeno per il momento, neanche da parte del ministro della giustizia, Andrea Orlando. Il ministro, invece, avrebbe chiesto maggiori accertamenti sul caso.

Irene Savasta
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